Meraviglia a Villa Pisani: riapre il giardino storico dopo il grande restauro
Dopoo due anni di delicati interventi, ora è visitabile il settore sud-est della dimora storica di Stra. Il direttore del Museo nazionale Trentini: «Si avvia un virtuoso percorso graduale di apertura articolato in vari passaggi, destinato a coinvolgere l’intero parco secolare»

Nel grande affresco architettonico e paesaggistico della Riviera del Brenta, il parco monumentale di Villa Pisani rappresenta uno dei capitoli più alti e affascinanti della cultura veneta e dell’arte dei giardini in Europa.
Dopo un lungo e delicato periodo di parziale chiusura, resosi indispensabile per tutelare e mettere in sicurezza i suoi 14 ettari di inestimabile patrimonio botanico e architettonico, la storica dimora riapre finalmente le proprie scenografiche quinte di verde. Prende così corpo un articolato e rigoroso piano di ripristino che restituisce alla fruizione pubblica dei visitatori, il settore di sud-est, rinato dopo ben due anni di accurati e complessi interventi di restauro e bonifica.
A delineare l’alto valore, storico e culturale dell’operazione è Francesco Trentini, funzionario statale, direttore del Museo Nazionale di Villa Pisani. «Si avvia un virtuoso percorso graduale di apertura articolato in vari passaggi, destinato a coinvolgere l’intero parco secolare. Nel settore di sud-est tornano pienamente godibili elementi di straordinario pregio: il Parterre del roseto, la statua di Apollo dopo un importante e scrupoloso restauro, il Tiglio napoleonico, autentico testimone vegetale della cultura botanica di inizio Ottocento, e la celebre Carpinata est».

Quest’ultima costituisce una vera e propria architettura vivente: lo storico filare di carpini, concepito e voluto tra il 1719 e il 1730 per volontà dei fondatori della famiglia Pisani, è stato ripiantumato più volte nel corso dei secoli, ma potrebbe conservare ancora oggi, alcuni esemplari monumentali attribuiti proprio all’epoca originaria.
Il percorso di visita riallaccia così i fili con la memoria e l’estetica del Settecento attraverso la Casa del Giardiniere (visibile nell’esterno), l’Esedra monumentale e la suggestiva Galleria del glicine, spettacolare galleria naturale da ammirare soprattutto durante l’esplosione della fioritura primaverile.

Tornano pienamente fruibili anche il Ninfeo, la grande Vasca prospettica centrale e la restaurata facciata delle Scuderie. Un elemento, quest’ultimo, di straordinario valore scenografico: le scuderie furono infatti concepite dagli architetti del Settecento non come un semplice ricovero per i cavalli, ma come una vera e propria finta facciata e quinta teatrale pensata per fare da sfondo alle commedie di Carlo Goldoni, inaugurando una raffinata tradizione di spettacolo che rivive ancora oggi durante le rassegne estive.
L’imponente operazione di recupero culturale proseguirà tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre con il secondo step: la riapertura del settore ovest, duramente provato dai violentissimi nubifragi che 6 - 7 anni fa colpirono la Riviera portando gravi danni anche al corpo della villa.
«Entro il 31 ottobre», precisa Trentini, «torneranno agibili il Viale del Belvedere, il Viale dei Trionfi, la Collinetta asburgica, il Bosco romantico, il Parterre della Regina d’Ungheria, l’Orangerie, le Serre e la storica Kafé Haus (struttura di origine austriaca destinata all’epoca al rito del tè e del caffè nell’alta società)».
Il traguardo più atteso resta tuttavia la riapertura del celebre Labirinto. Nato già nel 1721, anno a cui risalgono le prime notizie della torretta centrale sormontata dalla statua di Minerva, il dedalo incarna la duplice anima del Settecento veneto: quella ludica del corteggiamento e quella simbolica della ricerca della sapienza.

«Entro la fine dell’anno contiamo di ultimare i complessi interventi sul Labirinto», conclude Trentini. Il Ministero sta ora valutando se celebrare la rinascita dell’intero complesso con un’inaugurazione tardo-autunnale o attendere la primavera, quando le fioriture esalteranno al massimo la magnificenza del parco». Per il Labirinto, infine, verrà predisposto un piano di gestione specifico con personale dedicato e contingentamenti, a garanzia della salvaguardia di un capolavoro botanico unico.
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