La canzone profetica di Guccini su Venezia che già nel 1981 parlava di overtourism
“Venezia” è una perla da ripescare dopo la morte del cantautore. Il testo fu scritto dal cantautore Gian Piero Alloisio, che in un’intervista ai nostri quotidiani spiegò: «Feci una critica poetica»

Il turismo a Venezia c’è sempre stato, ma Francesco Guccini e il cantautore Gian Piero Alloisio ci avevano visto lungo. Nella loro “Venezia”, brano uscito nel 1981 scritto da Alloisio e interpretato da Guccini, si parlava già di temi come overtourism.
La canzone contiene una critica sociale e mercantile. La città non è più storica e misteriosa, ma un «albergo» e «un imbroglio» venduto ai turisti. Piazza San Marco diventa invece una pizzeria e la gondola un costoso giro di giostra. E poi vengono citate Porto Marghera e la sirena di Mestre, che delimitano una periferia industriale che stride con l’immagine patinata del centro storico.
In un’intervista ai nostri quotidiani rilasciata nel 2019 Alloisio spiegò: «Sembra profetica ma non lo è perché allora, era la fine degli anni Settanta, di questi temi si parlava già: c’è la grande Porto Marghera e c’era la città storica che stava diventando parco divertimenti; si spopolava di residenti e si riempiva di turisti. Poi è arrivata la grande opera e la manutenzione della città, che lentamente sprofonda, non si è più fatta. La mia era una critica poetica»
Il testo della canzone
Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare
La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi
Venezia la vende ai turisti che cercano in mezzo alla gente l'Europa o l'oriente
Che guardano alzarsi alla sera il fumo o la rabbia di Porto Marghera
Stefania era bella, Stefania non stava mai male
Ma è morta di parto gridando, in un letto sudato d'un grande ospedale
Aveva vent'anni, un marito e l'anello nel dito
Mi han detto confusi i parenti che quasi il respiro inciampava nei denti
Venezia è un albergo, San Marco senz'altro anche il nome di una pizzeria
La gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra
Stefania d'estate giocava con me nelle vuote domeniche d'ozio
Mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio
Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare
Però non ti puoi ritrovare con l'acqua alla gola e un dolore a livello del mare
Il Doge ha cambiato di casa e per mille finestre
C'è solo il vagito di un bimbo che è nato, c'è solo la sirena di Mestre
Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa
Novella 2000 e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino
Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male
Vederla morire ammazzata, morire da sola in un grande ospedale
Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità
Del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega
Stefania è un bambino, comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino
Può darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti
Riproduzione riservata © il Nord Est









