La Fenice inaugura con Fedora. Colabianchi: «Spazio alle opere meno note»
Presentata la nuova stagione: i titoli da Partenope ad Adriana Lecouvreur, il bicentenario della morte di Beethoven. Bilancio di nuovo in pareggio: «Garanzia di indipendenza»

L’opera-thriller Fedora, la storia di Partenope, il dramma tutto di gelosia di Adriana Lecouvreur. Il sovrintendente e direttore artistico della Fenice Nicola Colabianchi lo aveva preannunciato fin dal suo arrivo in laguna, che sarebbe andato in cerca di titoli meno conosciuti, poco rappresentati. Detto, fatto: la stagione lirica 2026/2027 della Fenice propone dieci titoli, di cui due mai rappresentati prima a Venezia e tre da tempo assenti, più due produzioni Education. Colabianchi mette subito le mani avanti per i nostalgici della Traviata di Verdi: sceglie di privilegiare opere poco conosciute, senza dimenticare due capisaldi del teatro di campo San Fantin come la Madama Butterfly di Puccini (gennaio 2027) e Il barbiere di Siviglia di Rossini (maggio 2027). E dando luce al bicentenario della morte di Beethoven nella stagione sinfonica.
L’apertura di stagione con Fedora
L’apertura di stagione sarà con Fedora di Umberto Giordano, proposta con la direzione di Donato Renzetti e la regia di Hugo de Ana. «È un titolo che manca dal 1968, la protagonista sarà Maria Agresta», spiega Colabianchi, «ha la translitterazione del famoso Amor, ch’a nullo amato amar perdona». Non sfugge all’occhio attento che sia le opere sia i concerti tra giugno 2027 e ottobre saranno concentrati al Malibran: «Avremo lavori alla macchina scenica principale», fa sapere Colabianchi, «tra giugno e ottobre dell’anno prossimo dovremo interrompere l’attività sul palcoscenico».Per il Malibran, c’è anche l’intenzione di avviare progetti di ricostruzione di scenografie originali barocche, per farne un punto di riferimento.
Il fil rouge delle protagoniste femminili
Tornando al cartellone, Colabianchi tratteggia un filo rosso: quello delle protagoniste femminili, da Fedora alla Norma- che verrà proposta alla Fenice in una coproduzione con il teatro nazionale della Georgia, regia al femminile di Maria Todaro - a Partenope di Handel, incursione del compositore nel genere comico. «Ci sarà anche Hansel und Gretel di Humperdinck», annuncia Colabianchi, «con un cast giovane, la regia affidata a Cecilia Ligorio e la bacchetta del cinese Xu Zong». Sarà invece l’ucraino Yurkevych a dirigere Jenufa di Janacek, sul palco della Fenice nel 1941, espressione del realismo slavo. Non mancherà Carmen di Bizet, nella messa in scena storica del 1875, mentre per la prima volta si vedrà Nozze istriane di Antonio Smareglia. «È una sorta di Cavalleria Rusticana, ricevette l’encomio di Mahler e Strauss», sottolinea Colabianchi. A chiudere, Adriana Lecouvreur di Cilea, con lo stesso librettista di Fedora e interprete Saioa Hernandez. Dal pubblico della presentazione, qualcuno chiede perché tra i direttori non sia stato chiamato il russo Gergiev. «Lo avevamo ipotizzato, ma non lo abbiamo chiamato per questioni politiche», spiega Colabianchi, scambiando lo sguardo con il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco presente ieri alle Sale Apollinee, «auspichiamo che torni la pace e di non dover più chiedere i passaporti».
La sinfonica nel segno di Beethoven
La stagione sinfonica porterà invece nove direttori mai stati a Venezia, su 18 concerti, con date riservate agli under 35. Verrà dato spazio al bicentenario della morte di Beethoven proponendo capisaldi come la Pastorale e la Settima, ma anche la Missa Solemnis per Pasqua. Di nuovo, lo sguardo ai «compositori negletti»: da Lorenzo Perosi, proposto al concerto di apertura di stagione insieme a Sinopoli, passando per Alberto Franchetti. Tra le bacchette, oltre al ritorno di Koopman e la conferma dell’appuntamento in piazza San Marco, ci sarà Alevtina Ioffe, nata a Mosca, vive a Berlino e dirige a Berna, oltre al finlandese Jukka-Pekka Saraste. Ben cinque i titoli di balletto (con possibilità di acquistarli in carnet), tra cui Giselle interpretato dal Wiener Staatsballett diretto da Alessandra Ferri. Un occhio anche all’estero: «Questo luglio porteremo due concerti a Lubiana, in Slovenia», sottolinea Colabianchi, «mentre in ottobre saremo a Shanghai con Tosca. Nell’agosto 2027, a Santander con la Cavalleria Rusticana in forma di concerto. Ma ci saranno anche altre occasioni».
Il bilancio in pareggio
Sul fronte economico, intanto, il bilancio si chiude per il quindicesimo anno in pareggio. «È una garanzia di indipendenza e autonomia», sottolinea Andrea Erri, direttore generale della Fenice, «A fronte dei 20 milioni di contributi statali, noi restituiamo 80 milioni di euro». E, annunciando le date di vendita degli abbonamenti, aggiunge: «I prezzi saranno invariati». Su il sipario.
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