Aquileia Film Festival 2026: al via l’edizione dedicata all’“invisibile” tra grandi documentari e ospiti internazionali

Dalla memoria riportata alla luce alla tutela del patrimonio: la rassegna esplora le connessioni tra passato e presente. Grande attenzione all'accessibilità con sottotitoli e audiodescrizioni

Roberto Corciulo, Presidente Fondazione Aquileia
Il pubblico all’Aquileia Film Festival nella serata con Paolo Mieli
Il pubblico all’Aquileia Film Festival nella serata con Paolo Mieli

L’edizione 2026 invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che costruiscono l’identità delle comunità. L’invisibile è ciò che gli archeologi riportano alla luce dopo secoli o millenni, ma è anche il lavoro che precede ogni scoperta: la ricerca, lo studio, la tutela, la cooperazione internazionale. È la memoria delle comunità, spesso fragile e silenziosa, che continua a vivere nei paesaggi, nei riti, nelle tradizioni e nelle storie delle persone.

Abbiamo scelto documentari che parlano di grandi civiltà del passato, di patrimoni minacciati, di archeologia come strumento di conoscenza e di pace, ma anche di storie profondamente legate al nostro territorio. Anche gli ospiti sono parte di questo racconto.

Non arrivano ad Aquileia solo per commentare un film, ma per condividere esperienze maturate nei musei, nelle università, nelle istituzioni culturali e nelle missioni archeologiche di tutto il mondo.

Inoltre l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. I documentari saranno fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato.

 

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