Conti smentisce la presenza di Meloni al Festival. «Ma se comprasse un biglietto...»
Il conduttore in conferenza stampa insieme a Laura Pausini alla vigilia della partenza dell’edizione numero 76 di Sanremo. Commozione per Pippo Baudo.

Si commuove parlando di Pippo Baudo, al quale l’edizione 2026 è dedicata. Smentisce la presenza di Giorgia Meloni («Ma se la premier si comprasse un biglietto…»), con la presidente del Consiglio che poi commenta a stretto giro («Continuo a fare il mio lavoro»). E liquida come “fantascienza” le presunte pressioni sul comico Pucci: «La mia storia parla per me». Poi l’annuncio che già conoscevamo: «Questo sarà il mio ultimo festival». Eccolo Carlo Conti – «l’uomo più tranquillo del mondo», così l’ha inquadrato Fabio Fazio – durante la conferenza stampa alla vigilia della partenza dell’edizione numero 76 del Festival di Sanremo.
Accanto a lui Laura Pausini. E anche lei, co-conduttrice dell’intera edizione, ricorda Pippo («Sono qui per lui», dice). Giura di sentirsi amata, nonostante gli attacchi sui social e, soprattutto, pronta per “quel” palco. La faenzina, che nel ’93 vinse le Nuove Proposte e l’anno successivo arrivò terza con “Strani amori”, ha condotto molti programmi all’estero però «mai in Italia. Telefonai proprio Baudo dopo la proposta di Conti e lui mi tranquillizzò: “Vai, adesso sei pronta”».

Decifrare un festival alla vigilia è un esercizio inutile: troppe variabili impazzite e troppe scie contiane che sembrano non finire mai. Carlo ci ha abituati a una composizione a tappe, centellinando gli annunci introdotti dalla sigla del telegiornale.
Il cast mescola generazioni: dalla mitologica Patty Pravo, che raccoglie milioni di estimatori dai tempi gloriosi del Piper, ai rapper in attesa di diventare qualcuno, che i ragazzi ascoltano e si palleggiano in rete, mentre i genitori chiedono curiosi: “Ma chi è ‘sto qui?”.
Conti ha preso in contropiede i brizzolati con alcuni nomi scovati nella modernità - e diciamo Sayf, Nayt, Luché, LDA e Aka 7even, Fulminacci, Eddie Brock, Chiello, Maria Antonietta e Colombre, Samurai Jay e Tredici Pietro (ve lo sveliamo: è il figlio di Gianni Morandi) - pareggiando con la quota matusa. L’amore è ancora cantato come al tempo della Cinquetti, segno inequivocabile che delle palpitazioni benigne ne abbiamo sempre bisogno.
Lo show televisivo, da una ventina d’anni, domina sul settore musicale, perché con i “la la la”, seppur intonati e accattivanti, l’Auditel non decolla. Il virtuale è stato incendiato dal caso Pucci, luogo assai pericoloso dove il veleno corre veloce. A gettare sale sulla ferita ci ha pensato Fiorello, che dalla sua “Pennicanza” si è abbandonato a provocazioni non gradite proprio da tutti. E in conferenza stampa, raggiunto al cellulare, Rosario ha augurato agli organizzatori «Tante polemiche!».

Per gli sguardi sognanti del pubblico femminile, arriva Can Yaman, il macho Sandokan del terzo millennio, che per fortuna si è levato da dosso qualche problemino con la giustizia in terra turca. Sarà all’Ariston, nella prima serata, martedì 24 febbario, per il primo round delle cinque giornate di resistenza musicale. Ospiti: Olly, Tiziano Ferro, Gaia e Max Pezzali.
Ascolteremo tutti e trenta i brani in gara. I nomi? A parte i giovanotti appena citati, staranno davanti a un microfono Arisa (canto l’amore universale), Bambole di pezza (una ballata fra pop e rock) Dargen D’Amico (arrangiamento anni 80), Ditonellapiaga (contro i nostri fastidi), Elettra Lamborghini (vi farò ballare), Enrico Nigiotti (ho fatto pace coi miei demoni), Francesco Renga (il mio linguaggio più contemporaneo), J-Ax (la prima da solista), Leo Gassmann (canto la speranza), Levante (le emozioni dell’amore), Malika Ayane (i palpiti maturi), Mara Sattei (la mia storia con lui), Michele Bravi (l’ironia tradotta in musica), Patty Pravo (tutto è nato da un sogno), Raf (l’ho scritta con mio figlio), Sal Da Vinci (quando l’amore diventa eterno), Serena Brancale (un ricordo della mamma), Tommaso Paradiso (chi sono i romantici?).ella Notte?
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