A San Vito al Tagliamento il tempo è sospeso oltre le porte-torri
La cittadina custodisce uno scrigno di architettura veneziana e perle medievali come il Complesso dei Battuti e il Castello del XIII secolo. E due volte l’anno il settecentesco palazzo Zuccheri ospita happening emotivi

Se vi capita di arrivare a San Vito al Tagliamento, elegante cittadina del pordenonese, all’imbrunire, dopo un temporale, soffermatevi a guardare le luci che si riflettono nelle gocce di pioggia sul marmo liscio di piazza del Popolo.
Per Orsola Zuccheri, figlia di Tony, veneziano trasferito in Friuli, architetto e designer, geniale artista capace di plasmare in uccelli e forme il magma incandescente e dai mille colori del vetro, sono le condizioni ideali per il tempo di brillare come se si fermasse.
A San Vito si percepisce una dimensione diversa dello scorrere del tempo, in una continuità di valori, tradizioni e bellezza.
Nei giardini alberati le alte chiome si uniscono in soffitti di cattedrali di foglie rese sonore dal vento.
Le porte-torri
Superate le porte-torri d’accesso al nucleo storico medievale i passi risuonano sulle strade lastricate in pietra.
Costruite attorno al XIII secolo insieme alle mura, sono la Torre Raimonda a ovest, a ricordo della leggendaria nobildonna guerriera, quella di San Nicolò o di Scaramuccia a est, così chiamata perché teatro di schermaglie e la terza a sud che porta il nome del fautore, il patriarca di Aquileia Marino Grimana.
Uno scrigno prezioso e perfettamente conservato di architettura veneziana nella pianura friulana, raggiungibile via A4 e A28 o via ferrovia, adagiata lungo il corso del fiume che ne compone il nome il cui significato potrebbe essere di origine romana poi evoluto in agionimo, dal nome del santo Vito, associato a guadi o attraversamenti fluviali.
Itinerari suggestivi
La visita offre vari itinerari suggestivi e interessanti nelle diverse stagioni perché molti sono gli edifici e le manifestazioni che vengono proposte, alcune consolidate e molto seguite, altre recenti, più pop, ma capaci di attrarre. Per info sui programmi e non solo consultare il sito sanvitoaltagliamento.fvg.it.
Orsola Zuccheri in particolare apre il settecentesco palazzo di famiglia, normalmente non accessibile al pubblico, in occasione di un “happening” - parola che suo padre amava in quanto dinamica ed evocativa di arte in divenire -, due volte all’anno nelle prime metà di ottobre e aprile per realizzare Wintage advantage, su FB e IG,(orsisugar@virgilio.it), mercatino dell’abito usato bene.
Evento iniziato nel 2013 fra amiche e cresciuto negli anni, sempre rigorosamente ad “esposizione emotiva” di privati che nei due giorni di apertura occupano pacificamente il Complesso dei Battuti, il Castello e la Loggia Comunale. Luoghi che si animano in un perfetto rapporto fra passato remoto e presente.
Il castello
Il Castello è un complesso imponente le cui origini sono documentate dal XIII secolo. Sede del potente patriarcato di Aquileia, divenne successivamente anche residenza della nobile famiglia dei conti Altan che in città aveva un altro possedimento in borgo “Taliano” oggi via Antonio Altan n. 47. L’edificio costruito nel ‘600 ricco di barchesse e di un’esedra affacciate sul giardino all’italiana oggi Museo della Vita contadina (museovitacontadina-sanvito.regione.fvg.it).
A San Vito nacque Carlo Tullio-Altan (1916–2005) primo docente universitario di antropologia, padre di Francesco noto come Altan, vignettista e papà della Pimpa. Non distante il MUTAT, museo tattile pensato per vedenti e non vedenti, per fare dell’arte un bene condiviso (info@mutat.it).
Il complesso dei Battuti
Il Complesso dei Battuti è un luogo di grande fascino dove sentire il valore del passato, legato all’arte contemporanea (vedi box a latere). Ospitava l’omonima Confraternita e fungeva da ospizio per pellegrini e indigenti. Il sito comprende un antico ospedale, una cappella antica con lacerti di affreschi, e la Chiesa di Santa Maria, oggi non più adibita al culto.
Sul portale uno splendido medaglione del 1493 realizzato dallo scultore Pilacorte e all'interno gli affreschi di Pomponio Amalteo e di Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, artista apprezzato dal Vasari per l’originalità creativa.
Il Duomo
Anche il Duomo dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia conserva dipinti dei due maestri. La Loggia Pubblica del’400 si affaccia su piazza del Popolo, un tempo sede del mercato del grano. Sulla stessa piazza da non mancare la vista al Teatro Gian Giacomo Arrigoni, gioiello di teatro sociale veneziano perfettamente restaurato intitolato al compositore sanvitese, visitabile durante l’apertura dell'ufficio turistico sottostante (tel. 0434843030 - mail iat@sanvitoaltagliamento.fvg.it). Oltre il centro storico le frazioni.
La mostra dedicata al Confine di carta nell’antico ospedale
Dal passato remoto al contemporaneo la mostra “Confine di carta”, allestita nell’Ospedale dei Battuti, splendido edificio del 1300, è una finestra sulle frontiere degli stili. Esposte opere a cavallo fra ‘800 e ‘900, da Gino De Finetti a Avgust Černigoj, Luigi Spazzapan, Gillo Dorfles e Miela Reina, in confronto con contemporanei, fra cui Marisa Bidese e Giammarco Roccagli. Curata da Eva Comuzzi e Orietta Masin, presente anche come artista, propone molti inediti di collezionisti privati.
Aperta fino al 28.6, iat@sanvitoaltagliamento.fvg.it, telefono 338 8454492.
Le opere in vetro create in Friuli e finite al Moma
Consiglio di lettura: “Tony Zuccheri. Poeta della natura e del vetro” a cura di R. Chiesa (Marsilio). Le sue affascinanti opere in vetro sono esposte oltre che al Museo del vetro di Murano, al MOMA e al Guggenheim di New York. Le sue upupe sono dee di bellezza e fascino.
Figlio d'arte, il padre pittore Luigi gli trasmise la passione per gli animali. Laureato in Architettura a Venezia, si specializzò nell'arte del vetro diventandone sperimentatore e innovatore. Collaborò con Venini e fu designer d’avanguardia per Barovier & Toso e tanti altri. Uno scultore del vetro.
Riproduzione riservata © il Nord Est








