Il Brenta raccontato dall’acqua: il viaggio di Zamuner diventa un documentario

Dalle sorgenti trentine a Venezia in stand up paddle, seguendo il corso del fiume tra paesaggi, storie e testimonianze. Al River Film Festival di Padova la presentazione di "Come l’acqua del fiume Brenta", il film di Francesco Leitner già finalista a New York

Elena GrassiElena Grassi
Le riprese del film "Come l’acqua del fiume Brenta" di Francesco Leitner con protagonista Nicola Zamuner
Le riprese del film "Come l’acqua del fiume Brenta" di Francesco Leitner con protagonista Nicola Zamuner

“Somiglia all’acqua l’anima dell’uomo” scriveva Goethe nel Canto degli spiriti sopra le acque, e così il corso di un fiume, con l’allegria torrentizia e la calma dello sfociare, i momenti di piena e di arsa, cascate e rocce, laghi e approdi, può diventare metafora della vita, nella sua bellezza e nella sua fragilità.

Di questo, e di molto altro, ci parla il documentario Come l’acqua del fiume Brenta di Francesco Leitner con protagonista Nicola Zamuner, figura di spicco nel panorama sportivo acquatico: campione mondiale di canoa, atleta con una lunga carriera internazionale in varie discipline e oggi allenatore, originario di Treviso. È stato uno dei primi a portare in Italia il Sup (Stand up paddle), con cui ha percorso, assieme alla macchina da presa, tutto il Brenta, da Caldonazzo in Trentino fino al Canal Grande a Venezia, raccogliendo testimonianze e raccontando territori, comunità e paesaggi.

Già finalista al New York Indipendent Cinema Award, il documentario sarà presentato al River Film Festival di Padova domani alle 21. 30 (Scalo fluviale di Porta Portello) con la partecipazione di Leitner e Zamuner, che sveleranno al pubblico backstage e sviluppi di questo progetto.

Guardare intorno

«Per anni sono stato in ginocchio dentro la canoa scendendo le rapide del fiume e guardando sempre avanti dritto al mio obiettivo di resistere e andare veloce», anticipa Zamuner, «poi quando mi sono alzato in piedi sul Sup si è aperto un mondo, perché ho cominciato a guardarmi intorno e a vedere oltre me stesso. Così ho voluto vivere il Brenta, dove mi sono allenato per agonismo tante volte, da una nuova prospettiva, in cui lo sport fosse il mezzo per arrivare alle persone e all’ambiente e non alla medaglia. Il Sup, inoltre, ti porta a lavorare sull’equilibrio, che ho cercato come status interiore perché attraversare il fiume in perenne equilibrio rappresentasse il perenne equilibrio della natura con l’uomo. Stiamo progettando una serie televisiva sui fiumi d’Italia, con lo stesso format usato per il Brenta».

Il regista Leitner ha già lavorato come autore di documentari e approfondimenti per Rai, La7, Sky Tg24, Arte e Channel 4, andando a caccia di storie, spesso anche in Veneto, e costruendo narrazioni che intrecciano memorie, tradizioni e vite quotidiane. «Zamuner si è rivelato un magnifico conduttore, empatico e spontaneo», spiega Leitner, «capace di trasformare la sua esperienza personale con l’acqua in un racconto corale fatto di incontri con esploratori, artisti, sportivi, coltivatori e studiosi. Emergono luoghi poco conosciuti e scorci dimenticati, come gli antichi percorsi legati alla via del tabacco o siti naturali di straordinaria bellezza, tra cui le grotte di Oliero, che contribuiscono a delineare un patrimonio culturale e ambientale unico». Attraverso immagini evocative e voci autentiche, nasce anche una riflessione sullo stato di salute del fiume e sugli effetti dei cambiamenti climatici: il Brenta viene raccontato come un organismo delicato, uno dei corsi d’acqua più puri del Paese, la cui salvaguardia rappresenta una responsabilità condivisa.

Le storie

Grazie a una regia che vibra sul ritmo del fiume, ci sentiamo sempre accanto a Zamuner, sia quando corrisponde alla natura con gli occhi lucidi e il respiro profondo, sia quando incrocia il suo genuino stupore con le storie di chi vive sulle rive del Brenta.

A Selva di Grigno c’è Stefano Marighetti, geologo impegnato nell’esplorazione delle misteriose e antichissime grotte della Bigonda, mentre a Valstagna il collega Giacomo Salvalaggio ci porta, con lo storico Francesco Mocellin, nelle suggestive grotte di Oliero.

A tenere vive le tradizioni legate al fiume, come il Palio degli Zattieri, ci pensano Mattia Felini e Mauro Argentin, che a Valstagna omaggiano queste figure nate ai tempi della Serenissima per portare il legno sul Brenta fino a Venezia.

«Ma è stato “Lalo” Lazzarotto, l’ultimo coltivatore di tabacco sui terrazzamenti di Valbrenta a commuovermi», svela Zamuner, «perché mi ha trasmesso la condizione del “sopravvissuto” che imperterrito continua la sua passione tramandata dai genitori. E poi ho abbracciato Ivan Pontarollo, uno dei precursori del turismo della canoa, che sta perdendo molto ma merita di essere salvato, e mi ha colpito l’emozione di Mauro Manfrin, studioso che ha ritrovato l’ormai dimenticata Villa delle Api nell’Isola Bassa lungo la Riviera del Brenta».

Continuando a percorrere il fiume ascoltiamo anche le voci di Giancarlo Orsingher, che coordina la rete riserve del Brenta, Cinzia Zonta dell’associazione Adotta un Terrazzamento, Cristian Bertoncello degli Amici del Nostrano, Lucio Brotto e Alessandro Leonardi co-fondatori di Etifor Valuing Nature, e Maurizio Furlanetto che ha restaurato l’ultimo mulino del Quattrocento, visitabile oggi nel cuore di Dolo.

La terapia dell’acqua

«Sono persone che aiutano il fiume e dal fiume ricevono, perché se sostieni l’ecosistema, l’ecosistema ti sostiene», chiude Zamuner. «Lo riscontro anche nella mia attività di coach con imprenditori stressati, bambini in sovrappeso, giovani con traumi: cerco di portarli a fare sport nella natura perché l’acqua è terapia e li vedo cambiare. Il fiume ci insegna che dobbiamo seguire la nostra corrente: anche quando troviamo un sasso, un problema di percorso, di fronte c’è sempre una via alternativa e non dobbiamo avere paura. Vorrei che questo documentario facesse capire ai ragazzi che prendersi cura dell’ambiente è prendersi cura di sé».

Come l’acqua del fiume Brenta è prodotto da Kenzi Productions con Hausbrandt, e realizzato grazie alla collaborazione di Eugenia Vignozzi, coautrice con Letner, e Lisa Martelli, presidente del Religion Today Festival, che ne ha ospitato la prima nazionale lo scorso settembre a Trento.

 

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