Premio Galileo, un quintetto d’autore
Padova: sabato 9 maggio la presentazione dei finalisti nella Sala Rossini del Pedrocchi. E domenica 10 l’annuncio del libro vincitore. A sceglierlo saranno cento giovani

La scienza: eccola tornare nelle nostre giornate. Entra nelle sale pubbliche e vi si accomoda come un’ospite di famiglia, consapevole che il mondo cambia mentre stai ancora cercando di decifrarlo.
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, creatura voluta dal Comune di Padova, è cresciuto negli anni. Ora è più di una semplice gara tra libri. Risponde alla domanda “dove sta andando il mondo?”, prima che qualcuno decida di venderci una risposta sbagliata, magari in qualche confezione luccicante.
La città che accolse Galileo Galilei continua a considerare la conoscenza come una faccenda pubblica, ormai necessaria (usiamo questo aggettivo deliberatamente) per orientarsi, contro la sensazione sempre più diffusa di vivere dentro un aggiornamento software installato senza consenso: non capita anche a te, di pensarlo? A marzo, nel lanciare l’edizione 2026, Andrea Colasio, assessore alla Cultura, inquadrava così il contesto dell’evento: «È cambiato molto nei vent’anni del Premio Galileo. La divulgazione scientifica ha avuto una costante crescita, anche grazie a temi di attualità come l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico, le crisi energetiche». E in effetti oggi gli scienziati frequentano podcast, festival, social e talk show con la stessa naturalezza con cui una volta presidiavano i laboratori.
Il 9 maggio nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, saranno presentati i cinque libri finalisti. Il giorno dopo, domenica, il Teatro Verdi ospiterà la proclamazione e la premiazione. Sul palco istituzioni, studiosi, autori e divulgatori. Alessandra Viero condurrà una mattinata che è un po’ una cerimonia e un po’ una lettura collettiva del nostro tempo.
La divulgazione scientifica, ricorda Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova, «non è un esercizio accessorio della ricerca: è parte integrante della sua missione». E sempre al “varo” del premio la posizione della Fondazione Cariparo (altro soggetto chiave per il premio) era stata riassunta da Giovannella Baggio, consigliere generale: «viviamo un urgente bisogno di scienza autentica, non di teorie para-scientifiche».
Negli anni il Premio ha avuto presidenti di giuria che sembrano usciti da una biblioteca olimpica: Umberto Veronesi, Margherita Hack, Carlo Rubbia, Elena Cattaneo, Telmo Pievani. Gente abituata a trattare con galassie, cellule, numeri primi o catastrofi evolutive senza perdere il gusto di parlarne agli altri. La scienza “esiste meglio” se qualcuno riesce a raccontarla senza codici criptati.
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ENERGIA, Roberto Battiston racconta creazione e distruzione

L’energia è un elemento onnipresente e fondamentale per ogni società umana: la sua abbondanza o scarsità, il suo costo e la sua origine definiscono il tipo di sviluppo o di declino di un gruppo, di una comunità o di una nazione nel corso della storia. Capire che cosa sia l’energia, in quale modo si trasformi e in quale modo si conservi è molto utile per orientarsi nel mondo attuale e futuro, per comprendere aspetti differenti, che ci interrogano come grandi temi o che ci sollecitano nelle dinamiche della quotidianità.
Questi aspetti vanno dall’economia all’astrofisica, dall’industria alla bolletta della luce della nostra casa, dalla scelta dell’automobile alla progettazione di un’abitazione sostenibile, dalla fisiologia alla nutrizione; per scegliere e decidere cosa è meglio fare a livello individuale e collettivo; per valutare strategie e decisioni politiche. Quella dell’energia è una storia che lega in modo stretto scienza e società, e che Roberto Battiston racconta in questo libro affrontando i molti nodi del dibattito contemporaneo – il cambiamento climatico, la geopolitica delle risorse, la povertà energetica, le implicazioni etiche delle nostre scelte – per smontare preconcetti e illuminare connessioni spesso invisibili. Un viaggio dentro la forza che muove il pianeta e determina il nostro modo di abitare il presente.
L’autore. Roberto Battiston è professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Trento, dove si occupa di fisica spaziale e astroparticellare, alla ricerca della materia oscura e dell’antimateria, in collaborazione con l’INFN e l’ASI. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui lo Space Economy (Roma, 2017), la Hall of Fame (IAF, 2019) e l’International Science and Technology Cooperation Award (Pechino, 2019). Nel 2017 gli è stato dedicato l’asteroide 21256 Robertobattiston. Tra i suoi libri, La prima alba del cosmo (2019) e L’alfabeto della natura (2022).
La presentazione pubblica: Caffe Pedrocchi, Sala Rossini, Padova, sabato 9 maggio ore 11. Il libro è pubblicato da Raffaello Cortina Editore.
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SOVRUMANO, oltre i limiti dell’intelligenza con Nello Cristianini

La domanda oggi è cambiata: non è più se le macchine possono essere intelligenti, ma se possono eguagliarci e superarci. Dopo «La scorciatoia» e «Machina sapiens» il terzo episodio dell’avvincente trilogia sulla nuova era delle macchine pensanti. L’intelligenza artificiale sta ormai raggiungendo le prestazioni umane su molti dei compiti cognitivi in cui eccelliamo.
Ma cosa avverrà dopo? Stiamo entrando in un’epoca in cui le macchine saranno in grado di capire cose per noi incomprensibili? Nessuna intelligenza è illimitata, nemmeno la nostra, e quindi ci chiediamo: cosa si trova al di là dei limiti umani? Ma mentre investiamo grandi capitali per costruire una macchina in grado di competere con noi, ci rifiutiamo di accettare che questo sia possibile. Desideriamo e al tempo stesso temiamo quell’incontro. In questo nuovo, visionario libro di Nello Cristianini vedremo le intelligenze artificiali superare con successo esami difficilissimi, fino all’ultima prova, in cui si cimenteranno su territori impervi anche per i nostri migliori esperti. Riusciremo a capire cosa giace oltre i limiti della nostra intelligenza?
L’autore. Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale, all’Università di Bath (Regno Unito), ha condotto la sua carriera accademica interamente all’estero, dedicandola a tutti gli aspetti dell’Intelligenza Artificiale, dalla teoria statistica del machine learning fino alla traduzione automatica, all’analisi dei social media, e alle implicazioni sociali del suo uso. Dopo la Laurea in Fisica a Trieste, ha conseguito un Master alla University of London, e un PhD alla University of Bristol, per poi diventare professore di statistica alla University of California, Davis, e infine Professor of Artificial Intelligence alla University of Bristol. È co- autore di due libri fondanti sulla teoria statistica del machine learning, e di un testo di bioinformatica, e di molti articoli scientifici su diversi aspetti dell’AI. Da molti anni studia anche le implicazioni etiche e sociali dell’Intelligenza Artificiale, tenendo la prestigiosa STOA lecture del 2017 al Parlamento Europeo su questi temi. Con il Mulino ha già pubblicato La scorciatoia (Il Mulino, 2023).
La presentazione pubblica:Caffe Pedrocchi, Sala Rossini, Padova, sabato 9 maggio alle 12. Il libro è pubblicato da Il Mulino.
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LA CODA DI STRAUB, Stefano Massarelli spiega l’oppio e l’era del Fentanyl

Dall’antica teriaca, elisir millenario che prometteva guarigioni miracolose, alla devastante epidemia di fentanyl che oggi miete vittime in ogni angolo del mondo, “La coda di Straub” ripercorre la storia affascinante e inquietante dell’oppio e dei suoi derivati. Con uno stile avvincente e documentato, Stefano Massarelli ci guida in un viaggio che attraversa secoli di scoperte mediche e abusi farmaceutici, svelando i retroscena delle Big Pharma e le dinamiche globali del narcotraffico.
Tra episodi storici, analisi scientifiche e drammatiche testimonianze, questo libro getta luce su una crisi sanitaria senza precedenti, nella quale molecole come il fentanyl, tristemente attualissimo per tante vicende di cronaca, cento volte più potente della morfina, hanno trasformato il panorama delle dipendenze e dello spaccio.
La coda di Straub non è solo il racconto di una pandemia silenziosa e globale ma anche un monito urgente, poiché comprendere le radici di questa tragedia è il primo passo per riuscire a combatterla. Dietro ogni molecola c’è una storia, e dietro questa storia c’è un mondo intero, in lotta tra dolore e dipendenza. Un equilibrio fragile che coinvolge medicina, politica, criminalità e coscienza collettiva, in una sfida che riguarda ormai ogni società contemporanea.
L’autore. Stefano Massarelli è un giornalista e funzionario. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste a livello nazionale, tra cui «Focus» e «La Stampa». È stato consulente per la comunicazione scientifica e istituzionale del Ministero dell’Università e della Ricerca. Dal 2022 è funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in distaccamento, dal 2025, presso il Dipartimento delle Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È vincitore di quattro premi giornalistici nazionali dedicati ai temi di scienza e medicina.
La presentazione pubblica: appuntamento al Caffè Pedrocchi, nella Sala Rossini del primo piano, a Padova, sabato 9 maggio, alle 15. Il libro è pubblicato dalla casa editrice Piano B.
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L’INTELLIGENZA CREATA, Alfio Quarteroni: l’AI e il nostro futuro tra rischi e speranze

L’obiettivo di Alfio Quarteroni è sfatare miti e preconcetti, spiegando una rivoluzione tecnologica dall’enorme potenziale, i successi già raggiunti, le speranze che alimenta, ma anche i rischi che presenta, non solo per gli individui, ma per la società nel suo complesso. Senza celebrazioni o demonizzazioni, Quarteroni considera le implicazioni dell’AI e fornisce strumenti per comprendere meglio questo fenomeno, promuovendo un approccio critico e consapevole nei confronti della trasformazione che stiamo vivendo.
Dalla medicina alla finanza, dall’istruzione all’industria, l’intelligenza artificiale sta già modificando il nostro modo di lavorare, comunicare e prendere decisioni. Comprenderne i meccanismi e le conseguenze significa interrogarsi sul futuro della democrazia, del sapere e persino dell’autonomia umana. Il libro accompagna il lettore dentro questa svolta epocale con chiarezza, rigore scientifico e uno sguardo capace di tenere insieme innovazione e responsabilità.
L’autore. Alfio Quarteroni è un esperto di fama mondiale in analisi numerica e matematica computazionale ed applicata. Si laurea in matematica nel 1975 presso l’Università di Pavia, dove inizia la carriera scientifica come ricercatore presso l’istituto di Analisi Numerica del CNR a Pavia. Insegna prima analisi numerica presso l’Università Cattolica di Brescia, poi al Politecnico di Milano, dove lavora tuttora. È stato professore ordinario di Matematica presso l’Università del Minnesota a Minneapolis e, dal 1998, è titolare della cattedra di Modellistica e Calcolo Scientifico presso l’Epfl (Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne).Dal 2002 è fondatore e direttore del Mox (Laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico del Politecnico di Milano). Dal 2004 è membro dell’Accademia dei Lincei. Dal 2010 è Direttore e fondatore di Mathicse (Mathematical Institute of Computational Science and Engineering) all’EpfL, e presidente e fondatore di Moxoff, spin-off del Politecnico di Milano. È autore di una dozzina di libri e di oltre 150 pubblicazioni scientifiche.
La presentazione pubblica: Caffe Pedrocchi, Sala Rossini, Padova, sabato 9 maggio alle 16. Il libro è pubblicato da Hoepli.
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#MALATI, con Cinzia Pozzi sintomi e cure al tempo dei social

Per lungo tempo è stato il medico il custode di confessioni, paure e speranze dei malati. Oggi, invece, quando riceviamo una diagnosi, ci rivolgiamo al web, certi che qualcuno online ci ascolterà. Dai forum di pazienti come ambulatori virtuali dove condividere sintomi e consigli con le comunità di “pari”, ai primi cancer bloggers che sono andati virali imbattendosi in community di seguaci, fino all’era dei social network, che ha creato nuovi ruoli per chi si ammala. Siamo di fronte a un fenomeno sociale in rapida crescita e che riguarda tutti noi. Perché tutti prima o poi possiamo ammalarci, e perché ormai passiamo più tempo su internet che negli ambienti sanitari.
In questo libro Cinzia Pozzi approfondisce motivazioni, aspettative e comportamenti dei #malati (significativo l’uso dell’hashtag, il “cancelletto”, nel titolo) che, facendo rete, trovano supporto ma rischiano anche la privacy e la sovraesposizione a contenuti triggeranti, scontrandosi con dinamiche social che sono insensibili allo stato di salute degli utenti. Ma quanto fa bene raccontarsi sui social network quando si sta male? Con una ricerca scientifica agli albori e frammentata, non c’è una risposta definitiva: ce ne sono molte. E ognuna chiama in causa il bisogno umano di essere riconosciuti, ascoltati, accompagnati anche nella fragilità. Tra algoritmi, identità digitali e nuove forme di comunità, il libro esplora il confine sottile tra condivisione e vulnerabilità, tra cura reciproca e spettacolarizzazione del dolore.
L’autrice. Cinzia Pozzi, giornalista scientifica, ha scritto per diverse testate nazionali. Ha studiato biologia molecolare e, dopo una recente laurea in sanità digitale all’Università di Edimburgo, in Scozia; oggi indaga il rapporto tra medicina e innovazione, con particolare attenzione al ruolo attivo dei pazienti nella cura. Si occupa delle attività editoriali presso una società scientifica a livello europeo. È bionica dal 2008.
La presentazione pubblica: Caffe Pedrocchi, Sala Rossini Padova, sabato 9 maggio alle ore 17. Il libro è pubblicato da Codice Edizioni.
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