Orlando è Ciampa, il grottesco scrivano ritratto da Pirandello
Il berretto a sonagli andrà in scena il 7 e l’8 marzo al Teatro sociale di Rovigo

Sulla fronte di chiunque campeggiano tre corde d’orologio. «La seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile, per cui sta qua in mezzo alla fronte...; su la tempia destra, c’è la corda seria, per parlare seriamente, a quattr’occhi; a sinistra la corda pazza... quella che fa perdere la vista degli occhi... ed uno non sa più quello che fa».
Rileggendo le parole di Ciampa, il grottesco scrivano ritratto da Luigi Pirandello ne Il berretto a sonagli, si riscoperchia istantaneamente un mondo fatto di modernità teatrale e di contemporaneo allineamento al presente: nei social, si sa, c’è sempre una labile apparenza da salvare. Sarà il palco del Teatro sociale di Rovigo, sabato 7 e domenica 8 marzo, a ospitare Silvio Orlando per la prima volta immerso nel cosmo pirandelliano.
Uno degli attori più premiati e apprezzati del teatro e del cinema italiano, guidato da Andrea Baracco (che per il Teatro Stabile dell’Umbria ha già diretto spettacoli come Guerra e pace e Il maestro e Margherita), si muoverà sulla scena per ricapitolare una delle opere più celebri di Pirandello, capace di raccontare la complessità umana e le tante contraddizioni dell’individuo moderno.
Il berretto a sonagli racconta in modo crudele e claustrofobico la gelosia di Beatrice Fiorìca, che vuole denunciare l’adulterio del marito con la moglie del suo scrivano, Ciampa. Ma a Ciampa non interessa la fedeltà coniugale in sé e per sé; ciò che gli preme maggiormente è la “faccia”.
Una sfida ai giganti del passato, da Eduardo a Turi Ferro, quella di Orlando, per raccontare una storia di ordinaria demolizione della coscienza che finisce per risolversi in un’indagine spietata, velata di pietas, sulla fallacità della condizione dell'uomo.
Ciampa, piccolo essere che tenta di sopravvivere grazie all’ironia e a quel cappello portato in testa come un bersaglio, racconta dell’esistere comune: del cadere, del rialzarsi e, a volte, di quell’irrefrenabile desiderio di urlare come dei pazzi nel cuore di una piazza, per far ascoltare le proprie ragioni, il proprio incontrollato moto d’orgoglio.
La collaborazione tra Orlando e Baracco segna una tappa cruciale nel percorso dell’attore napoletano; dagli anni Novanta come esponente cinematografico di quella sinistra riflessiva e un po’ smarrita, ricorrente feticcio morettiano, Orlando nel corso dei decenni è approdato sempre più sulle sponde di un teatro che tratteggia i malesseri del contemporaneo.
Un’operazione che lo ha portato a traghettare quella maschera indossata per tanti anni, tra sguardi immalinconiti e comicità elettrica, all’interno di alcuni dei grandi classici e generando nel pubblico una conclusione. Ovvero, come in questo caso, che Pirandello non ha bisogno di eccessive attualizzazioni, ma solo di essere spogliato da qualche ragnatela derivata dallo scorrere del tempo.
In scena anche Stefania Medri, Marta Nuti, Michele Eburnea, Davide Lorino, Francesca Farcomeni, Francesca Botti e Annabella Marotta. Orari: sabato e domenica dalle 20, biglietti disponibili sul sito teatrosocialerovigo.vivaticket.it.
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