Evolutio, l’arte di costruire il domani
A Milano la mostra promossa dal gruppo Webuild che ripercorre la storia d’Italia attraverso le grandi opere pubbliche

Dopo il debutto lo scorso autunno al Museo dell’Ara Pacis di Roma, la mostra Evolutio, con il suo racconto sull’evoluzione del nostro Paese attraverso le grandi opere che l’hanno unito e fatto crescere migliorandone lo stile di vita, è approdata al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
A promuoverla è Webuild, uno dei maggiori operatori internazionali nel settore delle infrastrutture strategiche che può vantare la realizzazione di opere quali l’espansione del Canale di Panama, il Long Beach International Gateway in California, il secondo ponte sul Bosforo, il viadotto Skytrain della Sydney Metro Northwest, il grattacielo Kingdom Centre a Riyadh, le linee metropolitane di città come Copenaghen, Parigi, Roma, Milano, Napoli, Doha, Salonicco.

«Evolutio è un invito a riscoprire il valore del fare - ha dichiarato l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini -. In un momento storico segnato da trasformazioni profonde in Italia e su scala globale, le opere pubbliche rappresentano leve strategiche fondamentali per garantire competitività, accessibilità e resilienza ai territori, anche in occasione di grandi eventi internazionali come quelli in corso in questi giorni a Milano».
«Non è un caso che la mostra Evolutio sia ospitata a Milano, al Museo nazionale della scienza e tecnologia: un luogo di incontro in cui storia, ingegno e innovazione si intrecciano per raccontare l’evoluzione delle idee e delle tecnologie - ha osservato Fiorenzo Marco Galli, direttore generale del Museo Leonardo da Vinci-. In questo contesto, il racconto delle infrastrutture contemporanee pone al centro il ruolo della ricerca, della scienza e della tecnologia nella vita quotidiana, nonché il loro valore come fonte di ispirazione per le nuove generazioni».
L’idea alla base del progetto è infatti quella di guardare al passato per progettare il futuro. Curata da Bruno Genovese con lo studio di design e comunicazione Leftloft, la mostra propone immagini fotografiche, video, testimonianze e filmati storici in spazi immersivi e interattivi, venendo a celebrare 120 anni di grandi opere.

Il percorso intreccia passato e futuro: da un lato le infrastrutture storiche che hanno modernizzato il Paese, dall’altro le tecnologie all’avanguardia e i benefici di sistema che disegnano il domani. L’attenzione è portata sul lavoro, la mobilità, la sicurezza e la sostenibilità, in Italia e nelle opere ingegneristiche italiane realizzate nel mondo. Si parte dal 1900 con alcune immagini storiche e qualche oggetto che mostrano l’entità di un Paese sostanzialmente agricolo, per poi evidenziare le necessità di allora, il modo di vivere e di costruire, giungendo agli anni Trenta con lo sviluppo della rete energetica.
Dall’energia si passa all’acqua: gli anni Quaranta sono caratterizzati dalla realizzazione di grandi impianti idroelettrici, dighe, tunnel per le acque reflue. La sezione successiva è incentrata sulle linee metropolitane legate all’espandersi delle città e alle necessità di collegare i nuovi quartieri residenziali al centro.
Gli anni Sessanta sono contraddistinti dalla costruzione di nuovi edifici quali complessi sportivi e centri culturali mentre al decennio successivo risalgono i primi progetti di alta velocità come la direttissima Roma-Firenze e l’incremento della rete autostradale.
Segue il focus sui ponti: dai primi ponti ferroviari come il ponte di Recco ai ponti di oggi come quello sul Bosforo o il ponte sul Danubio a Braila, fino al progetto sullo stretto di Messina.

E accanto alle opere ci sono le storie di uomini e donne, gli “eroi nascosti” come vengono chiamati in mostra, che con il loro ingegno e il loro saper fare hanno consentito e consentono a tutt’oggi di rispondere alle richieste di ciascuno.
Un’ulteriore area dedicata all’edutainment propone anche dei simulatori per sperimentare i mestieri dei cantieri in sicurezza.
La mostra al Museo Leonardo da Vinci di Milano sarà visitabile fino al 7 aprile, con ingresso gratuito dedicato da via Olona 6/a, ma il progetto Evolutio si completa con un volume (edito da Rizzoli) e un museo digitale permanente dove le infrastrutture diventano racconti di progresso, strumenti di emancipazione sociale e forme d’arte con testimonianze inedite, foto e video selezionati dal ricco archivio di Webuild: un archivio d’impresa unico al mondo nel settore, in cui spiccano le opere di grandi autori di fotografia industriale come Gugliemo Chiolini e di registi famosi come Ermanno Olmi. —
Riproduzione riservata © il Nord Est








