Sedersi dentro una storia: la mappa delle panchine che raccontano i territori

Dalle Colline del Prosecco al centro storico di Gorizia, l’omaggio a nomi come Rodari, D’Annunzio e Mazzini prende la forma di sedute decorate che invitano a pensare

Domenico BassoDomenico Basso
La panchina dello scultore Valentino Moro che domina le Colline del Prosecco a San Floriano di Valdobbiadene
La panchina dello scultore Valentino Moro che domina le Colline del Prosecco a San Floriano di Valdobbiadene

Ci sono panchine sulle quali ci si siede per riprendere fiato, aspettare qualcuno, guardare un panorama. E poi ce ne sono alcune sulle quali, almeno idealmente, ci si siede dentro una storia. Hanno la forma di un libro aperto, portano parole, immagini, versi e personaggi. Sono le panchine letterarie, piccoli oggetti di arte pubblica che mettono insieme una delle azioni più semplici – sedersi – con i libri, la bellezza e la memoria. 

Una seduta dedicata a Cesare Pavese a Costa di Rovigo
Una seduta dedicata a Cesare Pavese a Costa di Rovigo
Omaggio a Italo Calvino, Castelnuovo del Garda
Omaggio a Italo Calvino, Castelnuovo del Garda

Un libro aperto sulle colline

Tra Veneto e Friuli Venezia Giulia ne esiste già una piccola geografia. Grandi libri aperti, normali sedute trasformate dagli artisti, installazioni capaci di raccontare un luogo. Sono sparse tra parchi, piazze, biblioteche e punti panoramici. Abbastanza, forse, per immaginare un itinerario letterario nel Nordest.

A San Floriano di Valdobbiadene la storia comincia dal paesaggio. Dalla cima lo sguardo corre sulle Colline del Prosecco patrimonio Unesco, sulla valle del Piave e verso il monte Cesen. Qui, nell'ottobre 2024, è stata inaugurata la panchina dello scultore Valentino Moro. Ferro e pietra, due linee che diventano figure: quella femminile rimanda al fiume, quella maschile al monte Cesen. Sulle gambe della donna riposa un libro.

«Da anni volevamo realizzare a San Floriano una panchina, qualcosa che valorizzasse un luogo di lettura, riflessione e osservazione del paesaggio», racconta il sindaco Luciano Fregonese. Nel frattempo la Consulta per la Cultura proponeva le panchine letterarie. Le due idee si sono incontrate. Poco distante è comparsa anche una casetta per lo scambio dei libri, una delle dieci installate nelle frazioni.

E potrebbe essere solo l'inizio: «La volontà è di realizzarne altre, sempre in luoghi panoramici o iconici di Valdobbiadene».

Da D'Annunzio a Leopardi

A Limena, nel Padovano, dal 2023 nel Parco Coccinella, accanto alla biblioteca Norma Cossetto, c'è Gabriele D'Annunzio, raffigurato mentre legge, con le parole de La pioggia nel pineto.

L’omaggio a Gianni Rodari a Chirignago
L’omaggio a Gianni Rodari a Chirignago

A Chirignago, nel Veneziano, dal 2021 Gianni Rodari è invece un grande libro colorato sul quale sedersi, opera di Giorgia Franzoi con giovani artisti.

Superato il confine regionale, a Ronchi dei Legionari dal 2022 tre grandi libri aperti in cemento sono collocati accanto all'auditorium, alla biblioteca e al municipio.

Il ricordo della storia di Ronchi dei Legionari
Il ricordo della storia di Ronchi dei Legionari

Uno porta i versi dell'Infinito di Leopardi, un altro richiama l'Inno alla Gioia di Beethoven e gli ideali europei, il terzo il proclama con cui nel 1912 l'imperatore Francesco Giuseppe elevò Ronchi al rango di borgata. Una scelta che si inserisce in una città dove le parole hanno già conquistato i muri, con murales e pensieri dedicati a Giuseppe Ungaretti.

A Santa Maria la Longa, nell'Udinese, il Comune ha invece recuperato nel 2022 tre vecchie panchine del giardino della biblioteca affidandole all'artista Simone Mestroni. Sugli schienali sono apparse le parole di tre figure legate al paese: Galliano Zof, poeta in marilenghe; Gabriele D'Annunzio, che qui soggiornò durante la Grande Guerra; don Luigi De Biasio, uomo di cultura al quale è intitolata la biblioteca. All'inaugurazione furono coinvolti bambini, ragazzi e il gruppo di lettura “Mangialibri”: un modo per far uscire le parole dalla biblioteca e portarle nello spazio pubblico.

Una città da leggere

Una delle panchine narranti di Gorizia
Una delle panchine narranti di Gorizia

A Gorizia la panchina compie un altro passo. Nel 2025 quattro “Panchine Narranti” hanno creato un percorso tra piazza della Vittoria, via Rastello e la Porta Leopoldina, verso Borgo Castello. Sono opere di Damjan Komel, Lara Steffe, Stefano Comelli e Paolo Figar, dell'Associazione Prologo.

Ognuno ha scelto un simbolo della città: il fiume Isonzo, il merletto goriziano, l'antico cancello di via Rastello e il mastelùt, il tradizionale vaso della mostarda. Il filo letterario riaffiora nella panchina di Komel dedicata all'Isonzo, che richiama il poema di Simon Gregorčič. Ma qui il racconto prosegue anche sul telefono: attraverso i QR code si accede a fumetti, cortometraggi, interviste, animazioni. Il progetto, promosso da Confcommercio Gorizia, è nato nell'anno di GO! 2025. Non più soltanto un libro sul quale sedersi, ma un punto dal quale cominciare a leggere una città.

Da Mazzini a Shakespeare

La geografia veneta continua. A Padova, in piazza Mazzini, le panchine portano incisi pensieri di Giuseppe Mazzini tratti dai Doveri dell'uomo e dai suoi interventi durante la Repubblica Romana. A Costa di Rovigo una “piazza letteraria” ospita dal 2022 le panchine dell'artista Michele D'Alessandro.

A Castelnuovo del Garda i libri aperti sono tre: ricordano l'inno a Castelnuovo di Dionigio Canestrari, L'ago di Garda di Gianni Rodari e le Lezioni americane di Italo Calvino.

Romeo e Giulietta a Villafranca
Romeo e Giulietta a Villafranca

A Villafranca di Verona, invece, davanti alla biblioteca dal 2020 siedono idealmente Dante e Shakespeare, sulle panchine dipinte dall'Officina d'arte “Mì con Ti”.

Quelle che ancora non ci sono

Ma basta aprire la mappa letteraria del Nordest perché siano soprattutto i posti vuoti a incuriosire. Mario Rigoni Stern sull'Altopiano di Asiago, Dino Buzzati nel Bellunese, Andrea Zanzotto tra le sue colline, Guido Piovene a Vicenza. E ancora Goffredo Parise, Giovanni Comisso, Giuseppe Berto. Lo stesso gioco potrebbe proseguire in Friuli Venezia Giulia.

Non si tratterebbe semplicemente di mettere il volto di uno scrittore sopra una seduta. Ogni Comune potrebbe cercare il proprio incontro tra autore, opera e luogo, coinvolgendo artisti o studenti. Altrove qualcuno ha già unito i punti.

Nel Lazio “Eterno Dante” ha coinvolto dodici Comuni dei Monti Prenestini con altrettante panchine: non singole installazioni, ma tappe di uno stesso viaggio. Perché non immaginare qualcosa del genere anche aNordest? Una panchina alla volta potrebbe nascere un itinerario diffuso. Perché a volte, per raccontare la cultura di un territorio, può bastare un posto dove fermarsi. Un libro aperto, un artista, uno scrittore, un paesaggio. E il tempo di sedersi dentro una storia.

 

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