Dalla storia alla geopolitica, a Gorizia gli “strumenti” per attraversare il confine

Annunciato il programma del Festival Frontiere in programma dal 2 al 4 ottobre. Otto lezioni affidate ad altrettanti relatori di fama nazionale per riflettere sul senso del confine 

La redazione
I relatori di Frontiere: da sinistra in senso orario Alessandro Vanoli, Matteo Lancini, Vera Gheno, Maurizio Ferraris, Anna Foa, Paolo Ferri, Giada Messetti e Stefano Velotti
I relatori di Frontiere: da sinistra in senso orario Alessandro Vanoli, Matteo Lancini, Vera Gheno, Maurizio Ferraris, Anna Foa, Paolo Ferri, Giada Messetti e Stefano Velotti

Nel solco ideale di GO! 2025, che ha riunito Gorizia e Nova Gorica in una storica connessione nel ruolo di Capitale europea della cultura borderless, l’area di confine dell’estremo nord-est italiano torna a essere baricentro del dibattito culturale. Dal 2 al 4 ottobre 2026 Gorizia ospiterà il nuovo festival “Frontiere – Dove i mondi si incontrano”, nato dalla sinergia strategica tra il Gruppo Nem Nordest Multimedia – Il Piccolo, Editori Laterza, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Gorizia e l’Assessorato alla Cultura della Regione Fvg. Partner del progetto Gect Go e Cassa Rurale Fvg, con la collaborazione delle Università di Udine, Trieste e Nova Gorica.

 Gorizia, per secoli terra di passaggi, lingue, culture e identità che per secoli hanno convissuto e dialogato, è la sede naturale di un cartellone diffuso dedicato al tema della frontiera, indagata nel suo significato più ampio e nelle tensioni che racchiude: separazione e vicinanza, identità e alterità. Il festival la esplorerà attraverso un approccio multidisciplinare, dalla storia alla geopolitica, dalla filosofia alle scienze e alle arti, mettendo in dialogo esperienze diverse e differenti visioni del mondo.

Il centro cittadino sarà parte integrante del festival, con un articolato programma di animazione urbana pensato per riportare alla luce la memoria della Gorizia precedente al confine. A svilupparlo sarà Crossroads, il progetto ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che porterà i temi della manifestazione nel tessuto vivo della città.

Il Teatro Verdi di Gorizia
Il Teatro Verdi di Gorizia

Il cuore riflessivo di Frontiere, laboratorio di dialogo europeo, batterà negli spazi del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, dove autorevoli voci della cultura nazionale e internazionale saranno chiamate a esplorare le grandi tematiche del nostro tempo attraverso lectio magistralis capaci di mettere in relazione prospettive e linguaggi. In programma otto appuntamenti: due nella giornata inaugurale di venerdì, tre il sabato e tre la domenica, a conclusione della manifestazione.

Lo sguardo si allargherà ad alcuni dei nodi più sensibili della contemporaneità: dagli equilibri dello scenario globale alle fratture della storia e dell’identità, dai confini generazionali ed emotivi alle frontiere del cosmo. Il rapporto tra maschile e femminile sarà indagato attraverso il linguaggio, mentre l’estetica interrogherà il gusto e la nostra percezione del” bello” e del “brutto”. Spazio anche alle nuove frontiere tecnologiche e filosofiche, nel confronto tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, e alla contrapposizione tra Oriente e Occidente, riletta attraverso una storia secolare di scambi, contaminazioni e conflitti. Temi e prospettive differenti, accomunati dalla volontà di assumere la frontiera come una delle chiavi attraverso cui interrogare il presente.

La presentazione del Festival Frontiere nel Palazzo della Regione
La presentazione del Festival Frontiere nel Palazzo della Regione

Il dibattito geopolitico globale accenderà il cartellone venerdì 2 ottobre (ore 17.30) con l’evento dedicato a Cina/USA, che coinvolgerà la sinologa e saggista Giada Messetti, autrice dell’articolata riflessione La Cina è un’aragosta e ideatrice di CinAmerica su Rai3: il suo intervento permetterà di indagare i nuovi equilibri internazionali e una Cina spesso troppo semplificata dall'Occidente, restituendone le contraddizioni interne. 

Le profonde fratture della storia e dell'identità vicino-orientale saranno invece al centro del focus su Sionismo/Diaspora affidato, sempre venerdì 2 ottobre alle 21, alla storica Anna Foa, vincitrice della prima edizione del Premio Strega Saggistica nel 2025 con Il suicidio di Israele e autrice del recentissimo Mai più, entrambi pubblicati da Laterza. 

Sabato 3 ottobre, alle 15.30 il festival si muoverà verso i confini generazionali ed emotivi con l'incontro Giovani/Adulti che vedrà protagonista lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro di Milano e autore di Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti (2025 Raffaello Cortina), e del nuovo saggio A volte ti amo. Fra i più stimati e noti psicoterapeuti dell'età evolutiva, Lancini racconta il disorientamento reciproco tra giovani e adulti. Lo sguardo si sposterà, alle 17.30, verso le frontiere del cosmo nell'appuntamento sul tema dell'Universo finito/Universo infinito: in scena il fisico teorico Paolo Ferri, che ha guidato per anni le operazioni di missioni storiche dell'ESA come Rosetta, Mars Express ed ExoMars, fino a diventare responsabile di tutte le missioni spaziali robotiche europee.

Maschile/Femminile sarà invece motore dell’incontro con la sociolinguista Vera Gheno, sabato sera alle 21: per indagare come la lingua costruisca e insieme metta in crisi la distinzione tra maschile e femminile, un terreno dove desinenze, professioni e pronomi diventano anche scontro culturale. 

Di estetica, gusto e percezione delle forme di vita si parlerà domenica 4 ottobre, alle 11, nel dialogo Bello/Brutto con il filosofo Stefano Velotti, docente di Estetica alla Sapienza di Roma con anni di insegnamento a Yale e Stanford, autore della riflessione Sotto la soglia del controllo. Pratiche artistiche e forme di vita. 

La frontiera tecnologica e filosofica più calda del momento, quella tra Intelligenza naturale/Intelligenza artificiale, verrà analizzata domenica alle 15 da Maurizio Ferraris, fra i più noti e stimati filosofi italiani. Da tempo Ferraris, fondatore del "Nuovo Realismo" e ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Torino, interpreta con originalità il mondo della tecnologia e del digitale, cui ha dedicato la riflessione La pelle. 

Lo storico e divulgatore Alessandro Vanoli chiuderà il cerchio dell’analisi culturale e geopolitica del festival, domenica 4 ottobre alle 17, con l’indagine sui confini storici del Mediterraneo, indagando una frontiera stimolante e complessa, il “limes” Oriente/Occidente cui ha dedicato due saggi editi Laterza, L’invenzione dell’Occidente e il più recente Oriente, una storia.

 

Il progetto di attivazione territoriale Crossroads ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia restituirà al festival una lettura contemporanea dell’identità multiculturale goriziana attraverso i linguaggi del teatro, della musica, della danza, del cinema e della fotografia, insieme al sapere artigianale. Le performance faranno riaffiorare le atmosfere della Gorizia di frontiera tra Ottocento e Novecento, tra strade, piazze, corti, botteghe, vetrine ed edifici storici. Ogni giorno il pubblico potrà seguire un insolito itinerario urbano, guidato da artisti e performer attraverso i luoghi simbolo della città.

Il percorso muoverà dal settecentesco Monte di Pietà, attuale e storica sede della Fondazione CariGo e baricentro di energie creative, per attraversare Piazza Vittoria, un tempo nota come Travnik e da sempre spazio di incontro e cerniera urbana. Di qui ci si addentrerà nel cuore antico del commercio e delle relazioni cittadine come via Rastello, via Cocevia e via delle Monache, approdando in via Marconi, via Mazzini e via Garibaldi, sino a raggiungere il Teatro Verdi, dove si svolgeranno i dialoghi centrali del festival. Il cammino proseguirà infine lungo corso Verdi e via Oberdan, compiendo tappe finali di un cerchio ideale che si ricongiunge proprio al Monte di Pietà.

Il festival Frontiere coinvolgerà anche il sistema universitario del territorio e gli studenti delle Università degli Studi di Trieste, Udine e Nova Gorica, protagonisti di percorsi formativi e di confronto dove spicca un momento esclusivo con Maurizio Ferraris in programma nella mattinata di lunedì 5 ottobre al centro culturale EPIC Center in Piazza Transalpina/Trg Evrope.

La cerimonia di apertura di Frontiere 2026 è in programma venerdì 2 ottobre alle 16.00 al Ridotto del Teatro Verdi alla presenza di rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte. 

INFO E CONTATTI: l’accesso agli incontri al Teatro Verdi di Gorizia e la partecipazione agli itinerari urbani di Crossroads sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia la prenotazione attraverso le piattaforme ufficiali del festival www.frontieregorizia.it e per Crossroads www.fondazionecarigo.it/crossroads

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