Checco Zalone batte Avatar e sé stesso: 75 milioni di euro in poco più di un mese
Buen Camino diventa il film con l’incasso più alto nella storia del cinema italiano. Ma il record del Titanic resiste

In poco più di un mese, Checco Zalone ha frantumato ogni primato. Buen camino oggi è il film che ha incassato di più nella storia del cinema italiano – quasi 75 milioni di euro – superando Avatar (circa 68 milioni) e se stesso (Quo vado con un incasso di circa 65 milioni nel 2016 e Sole a catinelle con 52 milioni nel 2013).
Ma è anche il film più visto di sempre? No, perché se si considera il numero di biglietti venduti, la classifica cambia. E anche molto se si torna indietro a quando il cinema era una delle poche finestre sul mondo, in un’epoca pre-home video e pre-streaming.
Prendendo in considerazione “solo” i dati Siae degli ultimi trent’anni, il re rimane sempre lui, ovvero James Cameron: il suo Titanic portò al cinema quasi 14 milioni di spettatori. Quasi 5 milioni in più di Buen camino per cui, ad oggi, sono stati staccati circa 9,3 milioni di biglietti. Risultato, quest’ultimo, che resta comunque straordinario se solo si considera il contesto sociale, culturale e di costume in cui questi numeri devono essere letti. Titanic, infatti, uscì quando la sala cinematografica era ancora il baluardo della primissima visione. Negli anni ’90, in Italia, la pay per view è ancora agli albori: Telepiù 1 (dedicato al cinema) e Telepiù 2 (allo sport) si sono appena affacciati sulle frequenze della tv italiana con trasmissioni criptate (il primo film a pagamento – Blade Runner – viene trasmesso il 1° giugno del 1991 mentre è datato 28 agosto 1993 il primo anticipo di calcio del campionato italiano visibile solo agli abbonati: la partita Monza – Padova di serie B). Nel 1997 arriveranno Telepiù Bianco e Telepiù Nero con un’offerta sempre più ricca di film e sport on demand, poi sostituiti, nel 2003, dalla piattaforma Sky Italia, il primo vero monopolio di fatto della pay tv che sarà superato, circa dieci anni dopo, dall’avvento di Netflix (2015) e, a seguire, di tutte le altre piattaforme per lo streaming.
Ecco, allora – tornando alla classifica dei film più visti di sempre degli ultimi 30 anni – che il secondo e il quarto posto, rispettivamente, di Quo vado (9,9 milioni di biglietti venduti) e, appunto, di Buen camino sono da considerarsi eccezionali perché usciti in un momento storico caratterizzato da un “all you can watch” molto concorrenziale che, tuttavia, non ha frenato il pubblico dall’affollare la sala. Il fenomeno Zalone sta, forse, più in questi numeri, che su quelli relativi agli incassi (la cui classifica non tiene conto dell’inflazione e dell’aumento del prezzo medio del biglietto: secondo alcune stime sarebbe Via col vento il film più ricco e più visto di sempre, anche se i dati per confermarlo non sono recuperabili).
Non è un caso, quindi, che nella top 10 dei film più visti dal 1996 a oggi, il comico pugliese ne piazzi altri due: Sole a catinelle (2013) al quinto posto con 8,6 milioni di spettatori e Tolo Tolo (2020) al nono posto con 7 milioni.
Gli altri film della classifica, infatti, sono molto più datati (quasi tutti usciti negli anni ’90): il loro risultato è anche figlio di un tempo in cui la sala cinematografica non aveva ancora concorrenti forti. Ragionamento che vale per La vita è bella di Roberto Benigni che, tra il ’97 e il ’98, registrò 9,7 milioni di spettatori (terzo posto), Il ciclone di Leonardo Pieraccioni (1996) al sesto posto con 7,95 milioni, Avatar (2009) al settimo posto con 7,94 milioni, ancora Pieraccioni con Fuochi d’artificio (1997) all’ottavo posto con 7,5 e Chiedimi se sono felice di Aldo Giovanni e Giacomo (2000) al decimo posto con 6,8 milioni. La storia più recente, insomma, incorona Zalone non solo come re degli incassi ma anche come principe dei biglietti venduti (secondo solo all’inarrivabile Titanic).
Ma se volessimo allargare l’analisi a un periodo storico molto più ampio, non ci sarebbe partita e questi record impallidirebbero di fronte ai giganti del Novecento quando i cinema erano quasi gli unici luoghi di aggregazione a prezzi popolari. E il podio storico degli spettatori sarebbe un miraggio irraggiungibile per qualsiasi produzione moderna: Il dottor Zivago (1965) con quasi 23 milioni di biglietti venduti, Il padrino (1972) con 21,8 e I dieci comandamenti (1956) con 16,8. Senza considerare Ultimo tango a Parigi di Bertolucci che, alcuni analisti, indicano come il film virtualmente più visto di tutti i tempi in Italia: in soli dieci giorni di programmazione fece staccare 15,6 milioni di biglietti ma ne avrebbe venduti molti di più se le sue copie non fossero state ritirate dalla censura. Tra i film più visti della storia (tra i 14 e 15 milioni di biglietti staccati) anche Agente 007 – Missione Goldfinger (1964), Guerra e pace (1956), Ben Hur (1959), Per un pugno di dollari (1964), Continuavano a chiamarlo Trinità (1971) e Per qualche dollaro in più (1965). Altri tempi, altro cinema. —
Riproduzione riservata © il Nord Est








