Dal malore in campo ai prati inglesi: la nuova avventura di Bove con il Watford della famiglia Pozzo
Il giocatore, dopo il problema cardiaco, è ufficialmente un giocatore del club d’oltremanica: ha firmato per 5 anni, opzione di risoluzione tra 6 mesi

Il sorriso ritrovato, come il pallone che tanto gli è mancato dal 1º dicembre 2024, il giorno in cui stramazzò a terra, vittima di un arresto cardiaco, e che adesso tornerà a calciare in Inghilterra. Da martedì 20 gennaio Edoardo Bove è un giocatore del Watford, il club della famiglia Pozzo che anche grazie alla lungimiranza di Gianluca Nani ha puntato sulle sconfinate motivazioni di un ragazzo di 23 anni a cui qualcuno doveva pur ridare ciò che il destino prima, e le leggi italiane poi, gli avevano tolto all’improvviso.
Eh sì, perché dopo quel Fiorentina-Inter in cui il cuore di Bove fece fermare anche quello di tutti, il centrocampista romano ha cominciato un’altra partita, passando dalla sala operatoria in cui gli è stato installato il defibrillatore alle sale d’attesa a cui la vita obbliga con un cambiamento così radicale.

E nel tempo della lunga attesa Bove ha viaggiato, si è dedicato al progetto “Casa Viola” con la scuola calcio Boreale, passando pure per il Festival di Sanremo, arrivando fino in Senato con la Legge Bove, quella a suo nome, che prevede l’obbligo del primo soccorso in vari ambiti. Tutto fatto ben sapendo che le inflessibili norme sanitarie italiane non avrebbero mai rilasciato l’idoneità agonistica per tornare a giocare a chi è provvisto di un defibrillatore sottocutaneo, ma “solo” per una questione di responsabilità, visto che in Italia la firma sull’idoneità la mette il medico sportivo.
Nel Regno Unito, invece, “basta” assumersi la responsabilità del rischio firmando una liberatoria, una dichiarazione. A proposito di firme, ieri è arrivata quella sul contratto quinquennale che lo legherà al Watford fino al 2031. È un contratto un po’ speciale visto che prima sono previsti sei mesi in cui la società può esercitare la risoluzione anticipata. Molto probabilmente non ce ne sarà bisogno perché le visite sostenute ieri hanno dato gli esiti sperati, allargando il sorriso anche del ds Nani e del dt Valon Behrami.
Sky Sport News, in Inghilterra, ha parlato di Bove al Watford come di un vero e proprio «colpo grosso» di livello europeo, in linea con le scommesse fatte negli anni da Gino Pozzo, famoso per avere lanciato tantissimi giocatori, ma anche per avere rilanciato, come è stato il caso di Gerard Deulofeu, il catalano che nei giorni scorsi ha aperto all’Udinese anche come possibile figura dirigenziale, e, storia dei nostri giorni, di Nicolò Zaniolo.
Scommesse sì, non gamble, non azzardi, come sa bene anche la legge inglese che ha permesso a Christian Eriksen di tornare a giocare nel Manchester United dopo un arresto cardiaco. Eriksen con cui Bove ha parlato a lungo fino a ridargli speranza e fargli dire «Non posso mollare, il calcio è troppo importante per me», come dichiarò a Vanuty Fair.
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