Giada Bortoluzzi, è bellunese la voce dello Stadium. «Non potevo rifiutare l’offerta della Juve»

La 26enne è tornata in Italia dopo le esperienze al Real Madrid e a Barcellona. Intrattiene i tifosi prima prima delle gare casalinghe del team bianconero

Gianluca Da Poian
La bellunese Giada Bortoluzzi
La bellunese Giada Bortoluzzi

Certo, il clima non sarà come quello spagnolo. La bellezza di Madrid e Barcellona, poi, resta imbattibile o quasi, specie in quella nazione con la quale ogni italiano avverte una certa affinità. Ma la chiamata da Torino non poteva lasciare indifferente Giada Bortoluzzi. Così, dopo aver lavorato per Real Madrid Tv, Fútbol Emotion e sei mesi in Catalogna con Post United, quest’estate la ventiseienne bellunese è rientrata in Italia per approdare nella squadra del cuore: la Juventus.

Un ritorno a casa...

«Già nel corso dell’ultimo anno avevo vissuto dei cambiamenti importanti. A settembre 2024, mentre mi trovavo ancora a Madrid, mi era giunta questa proposta da Barcellona per Post United, piattaforma calcistica social che possiamo paragonare per contenuti e diffusione alla nostra Cronache di Spogliatoio. Ci ho pensato un po’, ma alla fine ho accettato e a gennaio mi sono trasferita. Di lì a poco, ho ricevuto la chiamata da parte della Juventus, in quanto erano alla ricerca di un host per le attività allo stadio e che potesse diventare anche il volto social di riferimento dei tifosi».

Come si è creata l’opportunità?

«Di solito loro hanno in mano una lista di figure professionali tra le quali scegliere, grazie anche al supporto di apposite agenzie. Alla fine decidono la persona che sembra loro più adatta e la risposta, affermativa o negativa che sia, gliela devi dare piuttosto in fretta. Infatti io l’ho saputo a fine luglio e ad agosto ho accettato».

Di quali ambiti ti occupi, nello specifico?

«Dovessi assegnarmi un titolo, direi appunto presentatrice oppure host. In occasione di ogni sfida casalinga realizziamo un programma live all’Allianz Stadium e che va in onda sui maxi schermi, facendo intrattenimento, interviste ai tifosi e richieste di pronostici. Accanto a me c’è un team che mi segue».

Un po’ quello di cui ti occupavi al Real Madrid?

«Innanzitutto quell’occasione era nata in quanto, dopo la laurea in Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative all’Università di Parma, mi ero spostata nella capitale spagnola per frequentare il master in Giornalismo sportivo all’Universidad Europea de Madrid. Al Real Madrid non ero allo stadio, bensì lavoravo negli studi della televisione del club dove creavamo contenuti per i tifosi, magari intervistando con risposte veloci i calciatori, oppure facendo chiacchierate con i giocatori del presente e del passato. In seguito ho iniziato a collaborare con Fútbol Emotion, occupandomi anche delle interviste. Le più belle? Quelle con Daniel Carvajal e Santi Cazorla».

Due passioni diventate un lavoro.

«In effetti mi è sempre piaciuta l’idea di presentare eventi (aveva condotto anche due segmenti dello Sport Business Forum del gruppo Nem, ndr), così come lo sport faceva parte della mia vita fin da piccola. Formula 1, tennis, rugby… ma soprattutto il calcio e la Juventus, di cui era tifosissimo papà. Senza dimenticare nonno Gianfranco, che ci ha lasciato poche settimane fa».

Mi aveva colpito, a proposito di Cronache di Spogliatoio, una frase del giornalista Giuseppe Pastore riferita alla sua esperienza al Milan: “Lavorare nel club per cui fai il tifo è tutt’altro che facile”.

«Confermo. Sono juventina e ci tengo a trasmettere la passione per questi colori. Però giocoforza siamo legati ai risultati e di conseguenza a volte magari capita quel periodo in cui incappi in qualche passo falso e allora devi cercare di adeguare la carica di energia all’umore dei tifosi, così da rispettare il loro stato d’animo».

Sei l’esempio che da Belluno si può fare carriera in mondi lavorativi all’apparenza molto distanti.

«Assolutamente. Sono una ragazza semplice che non ha mai trovato la strada spianata o le scorciatoie. Ma ho inseguito i miei sogni con costanza, passione e puntando sempre a una crescita personale. Confido altri giovani del territorio possano fare altrettanto».

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