Sui laghi ghiacciati in primavera: l’ultima follia sfidando i divieti

Alleghe e Misurina a Pasqua e Pasquetta: a piedi sulla crosta fragile. Il sindaco De Toni: «Per gli incoscienti non ci sono limiti» 

Francesco Dal Mas
Si pattina sul lago nonostante i divieti
Si pattina sul lago nonostante i divieti

Misurina come Braies. E così pure Alleghe. Anche se entrambi i laghi sono blindati dai cartelli di divieto di pattinare e camminare sul ghiaccio. Niente da fare: i turisti ci passeggiano tranquillamente sopra. Come avvenuto a Pasqua e Pasquetta.

«Per gli incoscienti non ci sono limiti» protesta Danilo De Toni, sindaco di Alleghe, «Qualche anno fa, nonostante il divieto, abbiamo visto una mamma con passeggino camminare spensieratamente sul lago».

Da tre settimane circa Alleghe è “scongelato”. Misurina, invece, ancora no.

I selfie sul lago

Ecco perché a Pasqua e Pasquetta (ma non solo), in tanti si sono fatti i selfie passeggiando e pattinando sul lago di Misurina. Con la differenza, rispetto a Braies, che nessuno per fortuna è finito in acqua.

E lo sapete perché? «Perché solo nella mattinata di Pasquetta, vedendo tutta quella gente passeggiare sul lago, sono uscita per tre volte dal negozio e li ho invitati ad uscire». Chi parla è Tatiana Pais Becher, che con il padre Gianni conduce il negozio Lavaredo sport, che si trova dall’altra parte della riva.

«Fin da quando ero sindaca di Auronzo, il Comune provvede ad esporre cartelli in italiano, inglese e tedesco che vietano di entrare d’inverno col ghiaccio e di balneare d’estate. Ciononostante, tanti turisti se ne fanno un baffo, italiani o stranieri che siano. D’estate c’è chi si tuffa in acqua, surfa, prende il sole in costume sulla riva. E d’inverno non passa giorno che ci sia chi non provi l’emozione di camminare o pattinare sulle acque ghiacciate. Che restano, però, sempre acque».

Turismo cafone tutto l’anno

Destagionalizza, dunque, anche il turismo cafone? «Purtroppo sì. Ma non è solo questo il visitatore, magari alla ricerca del selfie più immaginario.

A Pasquetta Misurina si è riempita di stranieri, guarda caso soprattutto asiatici, indiani in particolare. Intere famiglie, quindi bambini compresi, che entravano nello specchio d’acqua, pardon di ghiaccio, e muniti di smartphone giravano immagini, si facevano i clic nelle pose più impensabili».

Alcuni di loro sono entrati in negozio e al cellulare mostravano l’immagine del lago Turchino – sì, del Sorapis – chiedendo come arrivarci. E calzavano guarda caso, le scarpe da passeggio. Altri hanno chiesto informazioni per salire sul balcone dei Cadini, da cui si lanciano le immagini più spettacolari delle Dolomiti («mi sono capitate anche coppie di sposi novelli», ammette Tatiana).

Ma questo non solo d’estate: anche nelle scorse settimane. Si tratta magari di turisti stranieri che neppure immaginano che a quelle quote ci sarà un metro di neve, forse anche di più. Sempre nella mattinata del lunedì dell’Angelo una coppia di genitori hanno portato la figlia piccola in negozio per comperare un paio di scarpe. «Anche loro stranieri. Un po’ preoccupati» –racconta Pais Becher, «mi hanno spiegato che la bimba era finita con il piede in acqua, probabilmente là dove il ghiaccio si stava sciogliendo. Cose da brividi».

Pais Becher racconta che da sindaca le era capitato di dover intervenire per un pullman di turisti che, in sosta ad Auronzo, avevano provato l’emozione della scivolata sul lago ghiacciato di santa Caterina. Immediatamente è intervenuta, in quel caso, la polizia locale, per farli allontanare.

I cartelli di divieto

«Ecco, ad Alleghe» informa il sindaco De Toni, «quando installiamo i cartelli di divieto, all’inizio della stagione invernale, allertiamo non solo i nostri vigili, ma anche i carabinieri, per far rispettare quell’ordinanza. In paese è ancora forte la memoria di quella persona che tanti anni fa, pattinando sul ghiaccio è finita in acqua e non è riuscita a tornare a galla perché non ha più trovato il foro. Questo è anche il pericolo. La morte è sicura».

Se in quota i rifugi si attrezzano di telecamere per monitorare, anche in periodo di chiusura, i comportamenti oltre la regola, a valle si pone a più livelli il tema del rispetto dell’ambiente e della sicurezza.

«È mai possibile che non solo d’estate, ma anche d’inverno» si chiede Pais Becher, « il girolago sia un immondezzaio, con rifiuti abbandonati sulla neve, quindi in singolare evidenza? Per non dire, d’estate, i sentieri più frequentati. Non si vorrà mica installare cestini magari anche nei posti più panoramici? Il turista deve capire che la propria lattina se la deve portare a casa».

In ogni caso, guerra o no, crisi energetica o no, le Olimpiadi stanno richiamando sulle Dolomiti sempre più stranieri. E l’altro ieri non solo indiani, ma anche sud coreani, malaysiani. E naturalmente americani. —

 

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