L’Ai diventa un servizio pubblico: un piccolo comune veneto fa da apripista
San Bellino nel Rodigino è al centro di una sperimentazione nazionale di Unipd con la media partnership di Nord Est Multimedia

C’è un piccolo Comune nelle campagne del Rodigino che potrebbe diventare presto la capitale di quell’umanesimo tecnologico invocato da più parti - la Chiesa lo ha fatto con con l’enciclica Magnifica Humanitas -, dove gli algoritmi sono al servizio dell’uomo e del bene comune anziché temuti strumenti di un futuro distopico.
San Bellino, poco più di mille abitanti, è oggi un laboratorio che non ha precedenti in Italia: qui l’Intelligenza artificiale verrà “distribuita” dal Comune a tutti i suoi cittadini. Che potranno servirsene sia per dialogare con gli uffici municipali, ottenendo un agevole e rapido accesso ai servizi pubblici, sia per esigenze personali.
Comunità inclusiva
«L’obiettivo è avere una comunità più inclusiva, coinvolgendo anche chi sarebbe rimasto escluso dalle nuove tecnologie: la vera innovazione non è tecnologica, ma sociale», riassume il sindaco civico Aldo d’Achille, al suo terzo mandato. Che ha presentato ieri la sperimentazione al convegno “Oltre l’algoritmo: Ia generativa, responsabilità d’impresa e sviluppo locale sostenibile”, tenutosi a Padova, al Bo.
E proprio l’Università patavina, con il suo spin- off Meeple sta attuando il progetto che ha coinvolto Cariparo e Amazon e che vede la media partnership del gruppo Nem, che edita questo giornale.
Benessere collettivo
Punto di partenza è che l’Ai non sia prerogativa di pochi, ma strumento di benessere collettivo e che, come tale, vada gestita dall’ente pubblico. Il Comune di San Bellino è deciso a usarla per un duplice scopo: snellire la burocrazia che ingrigisce e rallenta il lavoro degli uffici e rendere l’Ai accessibile a tutti i cittadini.
L’Ai in questione è Lucrez-Ia, variante progettata per i Comuni della stessa che è in uso all’Università di Padova. La sperimentazione prevede due fasi: la prima per la formazione dei dipendenti comunali con l’abbattimento del 30% dei tempi da destinare ad attività burocratiche; la seconda, da luglio, per la diffusione tra i cittadini. Lucrez-Ia dialogherà con una App.
«L’idea è nata per liberare il Comune dalla burocrazia», spiega il sindaco D’Achille, «In Veneto ci sono oltre 560 Comuni, di cui quasi 300 sotto i 5 mila abitanti. Si sarebbe dovuto procedere con fusioni amministrative per rendere efficienti i servizi, ma ciò non è avvenuto: solo 18 tentativi su 34 sono andati a buon fine.
L’Intelligenza artificiale diventa così uno strumento utile per gli uffici che ogni giorno devono affrontare una vera corsa a ostacoli burocratica. Lo scopo è fare in modo che tutto ciò che è ripetitivo possa essere gestito attraverso l’Ai. Sia chiaro: qui non si tratta di sostituire le persone, ma di restituire tempo umano. Si prevede di ridurre del 30% il tempo necessario per le pratiche burocratiche.
Il passo successivo riguarda i cittadini: avranno accesso diretto all’Ai. L’obiettivo è coinvolgere almeno il 50% della popolazione adulta in percorsi di alfabetizzazione digitale. I cittadini potranno utilizzare il sistema sia per esigenze quotidiane e informative, sia nel rapporto con l’ente pubblico attraverso un percorso strutturato. Lo scopo è sociale: costruire competenze tra i cittadini. Il traguardo finale è creare una comunità più inclusiva, senza lasciare indietro nessuno, coinvolgendo anche chi normalmente resterebbe escluso. Si tratta di una sperimentazione che se funziona potrebbe essere esportata. Non temo l’errore, quello che mi spaventa è l’immobilismo».
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