Perugia 2026: vent’anni di giornalismo senza confini tra guerre, algoritmi e libertà
Dal 15 al 18 aprile 2026, il capoluogo umbro torna a essere la capitale mondiale dell'informazione. Oltre 500 speaker, 200 eventi e una comunità globale si riuniscono per celebrare la ventesima edizione del Festival

Era il 2006 quando Arianna Ciccone propose al co-fondatore Christopher Potter di organizzare a Perugia un festival internazionale dedicato al giornalismo: «Bella idea. Impossibile da realizzare», fu la risposta di allora.
Vent’anni dopo, quell’intuizione si è trasformata nell’appuntamento più autorevole e amato del settore, mantenendo intatto uno spirito indipendente, aperto e democratico.
La ventesima edizione di #ijf26 non è solo un traguardo temporale, ma una mappa geografica e morale delle forze che attraversano l’informazione oggi.
Con oltre 500 speaker da tutto il mondo, il festival continua a essere a ingresso libero, garantendo a studenti, freelance e semplici cittadini un accesso diretto ai protagonisti dell'infosfera globale.
Voci dal fronte: il racconto del dolore tra Gaza e l’Ucraina

Il programma di quest'anno mette al centro le ferite aperte dei conflitti contemporanei. Da Gaza arrivano testimonianze di enorme densità umana, come quella di Wael Al-Dahdouh, volto simbolo di Al Jazeera che ha continuato a riferire dal campo nonostante la perdita della propria famiglia sotto i bombardamenti.
Insieme a lui, voci come quella di Adel Zaanoun di AFP e Yuval Abraham, co-regista del documentario premio Oscar No Other Land, analizzeranno i sistemi di censura e le strategie per raccontare la guerra oltre il silenzio imposto. Non mancherà lo sguardo sull’Ucraina con Olga Rudenko, direttrice del Kyiv Independent, e gli inviati italiani Nello Scavo e Marta Serafini, che discuteranno del conflitto come banco di prova morale per l’intera Europa.
Resistere all'esilio: quando l'informazione diventa un reato

Uno dei temi più urgenti della XX edizione è la crescente pressione dei regimi autoritari sulla libertà di stampa. Il festival ospiterà figure emblematiche come il premio Nobel Maria Ressa, che porterà la sua analisi sul collasso dell’ecosistema informativo e la violenza di genere alimentata dall’intelligenza artificiale.
Ampio spazio sarà dedicato al giornalismo russo in esilio, con la partecipazione dei vertici di Meduza, testata recentemente colpita da nuove ondate repressive dal Cremlino, e di Alsu Kurmasheva, la reporter di Radio Free Europe liberata nel 2024 dopo una detenzione politicamente motivata. Attraverso queste storie, il festival esplora il "lawfare", ovvero l'uso di leggi burocratiche e accuse di sicurezza nazionale per impedire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro.
L’infosfera liquida: la AI e le piattaforme

Il futuro delle notizie è oggi indissolubilmente legato all'evoluzione tecnologica. Esperti come Mukul Devichand (New York Times) e Caspar Llewellyn Smith (The Guardian) si interrogheranno su come l'IA stia trasformando il concetto stesso di prodotto giornalistico, rendendolo personalizzato e "liquido", ma anche meno controllabile.
Mentre testate come The Onion difendono il valore umano della satira contro l'automazione, nuovi linguaggi nativi digitali vengono esplorati da chi, come Dave Jorgenson, ha trasformato TikTok in uno strumento di informazione per le nuove generazioni.
Il dibattito toccherà anche le infrastrutture della conversazione pubblica, ospitando i vertici di piattaforme decentralizzate come Mastodon e Bluesky, alla ricerca di spazi meno opachi e dipendenti da algoritmi proprietari.
Il potere dell’inchiesta e le reti transnazionali

Il giornalismo investigativo globale sarà rappresentato dai pionieri delle grandi collaborazioni internazionali. Da Gerard Ryle (ICIJ), guida dei Panama Papers, a Paul Radu e Miranda Patrucic di OCCRP, il festival mostrerà come le inchieste moderne superino i confini nazionali per combattere la criminalità organizzata e la corruzione.
Un esempio potente di resilienza è rappresentato da Forbidden Stories, il consorzio che continua il lavoro dei reporter uccisi o incarcerati, seguendo il principio: «Avete ucciso il messaggero, ma non ucciderete il messaggio». In questo contesto si inserisce anche il tema della giustizia internazionale, con la presenza di Philippe Sands e del magistrato italiano Rosario Aitala, per discutere del legame tra prove giornalistiche e accountability penale internazionale.
L’anima italiana e il costo invisibile del mestiere

La giornata di sabato 18 aprile vedrà un focus particolare sulla lingua italiana, con interventi di figure di spicco come Roberto Saviano, Mario Calabresi e Francesca Mannocchi. Si parlerà di memoria storica con Benedetta Tobagi, di crisi climatica e di diritti civili, con un omaggio alla memoria di Laura Santi e una riflessione sull'autodeterminazione nel fine vita.
Un tema trasversale e cruciale sarà quello della salute mentale: Alessandra Galloni, direttrice di Reuters, porterà l'attenzione sul costo psicologico di un mestiere segnato da burnout e traumi. Per la prima volta, il festival ospiterà inoltre un Safety Hub, un punto di incontro permanente per la sicurezza dei giornalisti, con seminari e analisi antispyware.
Un festival aperto, democratico e partecipato

Oltre ai panel ufficiali, il Festival Internazionale del Giornalismo vive nei vicoli e nelle piazze di Perugia attraverso i side events: momenti informali in bar e ristoranti dove nascono consorzi e grandi inchieste.
Tutte le sessioni saranno trasmesse in diretta streaming e disponibili on demand, permettendo a chiunque di seguire il dibattito sul futuro dell'informazione. Con il sostegno di fondazioni come Craig Newmark Philanthropies e partner istituzionali come la Regione Umbria e il Comune di Perugia, il festival si conferma un bene collettivo, celebrando vent’anni di impegno per una società più consapevole e libera.
Informazioni utili

- Quando: 15-18 aprile 2026.
- Dove: Perugia, sedi varie (Centro Alessi, auditorium, sale storiche).
- Costo: Ingresso libero senza registrazione.
- Streaming: Disponibile sul sito ufficiale e sul canale YouTube del Festival
Disclaimer AI. Il testo di questo articolo è stato realizzato utilizzando il comunicato ufficiale tradotto in “sintesi guidata” da Google Notebook LM con la supervisione finale di un redattore, in ossequio al principio “Human in the loop” secondo il quale c’è sempre una persona (nel nostro caso, un/una giornalista) che revisiona, corregge o approva gli output della macchina, migliorandone accuratezza, etica e sicurezza.
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