Digitalmeet, l’intelligenza artificiale al centro dell’edizione 2026
Presentato il programma dell’edizione 2026: a ottobre 150 eventi in 20 regioni. Potti: «L'IA può contribuire a costruire una Pubblica Amministrazione "aumentata", capace di semplificare i processi»

Al via tra il 19 e il 24 ottobre 2026 la quattordicesima edizione di Digitalmeet, la più grande kermesse di alfabetizzazione digitale del Paese. Come ormai di consueto saranno molte le regioni italiane coinvolte negli oltre 150 eventi previsti grazie alla partecipazione di circa 200 speaker, tra cui figurano molti grandi nomi dell’evoluzione tecnologica dell’Europa e del mondo ma anche tanti esperti e volontari che prestano il bagaglio delle proprie esperienze professionali e umane così da “Diffondere le competenze per costruire il futuro”.
«La forza del digitale nasce dalla consapevolezza che il futuro del Paese dipende dalla diffusione di competenze specifiche» spiega Gianni Potti, fondatore di Digitalmeet e presidente della Fondazione Comunica.
«In un contesto in cui tecnologia e innovazione incidono su lavoro, imprese, sanità e pubblica amministrazione, è fondamentale che il digitale sia patrimonio di tutti. Ma prima ancora di affrontare la diffusa analfabetizzazione digitale che tutt’ora il Paese soffre, vanno formati i formatori. Questa è una delle mission di Digitalmeet fin dalla sia nascita 14 anni fa».
I temi
Al centro di un’edizione che ha come colore di elezione un indaco carico, c’è l’Intelligenza Artificiale, vero e proprio tema cardine del dibattito pubblico, ma anche della speculazione finanziaria e dei progetti infrastrutturali in tutto il mondo.
Digitalmeet quest’anno ha scelto di dedicare uno dei suoi focus principali alla penetrazione di questo sistema di tecnologie nelle Pubbliche amministrazioni, un mare magnum fatto di servizi al cittadino, raccolta ed elaborazione di dati sensibili delle persone e delle organizzazioni, di investimenti, progettualità, fiscalità e molto altro ancora.
«Una delle sfide più rilevanti riguarda il modo in cui il sistema pubblico sta affrontando l'introduzione dell’intelligenza artificiale nei suoi processi e quali scenari si delineano per il futuro» ha aggiunto il fondatore di Digitalmeet «L'IA può contribuire a costruire una Pubblica Amministrazione "aumentata", capace di semplificare i processi, ridurre i tempi di attesa, automatizzare le attività ripetitive e liberare risorse da dedicare ai servizi ai cittadini, alle decisioni strategiche e all'innovazione. Perché questo cambiamento sia realmente efficace, sarà però indispensabile investire nelle competenze, nella consapevolezza e nell'utilizzo responsabile delle nuove tecnologie».
Ed è proprio qui che interviene Digitalmeet con la vasta mole di eventi e interventi programmati ben oltre la settimana ufficiale dell’evento.
Il 9 ottobre prossimo, il consueto appuntamento presso il Senato della Repubblica, sarà l’occasione per la presentazione di uno studio, realizzato da Infocamere e dall’Università di Padova (grazie alla partecipazione del professor Paolo Gubitta), sulla penetrazione dell’Intelligenza artificiale nei processi operativi delle piccole e medie imprese italiane.
Tre giorni prima a Padova il 6 ottobre sarà Daniela Mapelli, Rettrice dell’Università Patavina, la seconda più antica d’Europa e tutt’ora una delle più prestigiose, a lanciare un evento che vedrà quest’anno una vasta partecipazione di studenti di informatica e matematica come digital evangelist in grado di accompagnare il pubblico sempre vasto e variegato del Digitalmeet in una comprensione più approfondita dei tanti fenomeni innovativi a cui le nostre comunità assistono quotidianamente.
Tra gli oltre 150 eventi, pensati per pubblici esperti e professionali come per neofiti dell’innovazione, ci sarà spazio anche per una pièce teatrale dedicata al digitale, ad incontri e musica in una kermesse che all’approfondimento e alla formazione unisce un intero caleidoscopio di proposte alla portata di tutti.
«Ancora una volta Digitalmeet rinnova il suo impegno nel promuovere cultura, formazione e inclusione digitale» conclude Potti «offrendo uno spazio di confronto su come l'innovazione possa generare valore per cittadini, imprese e istituzioni. Diffondere competenze significa costruire un'Italia più preparata, competitiva e pronta ad affrontare le sfide del domani, trasformando il potenziale del digitale e dell'Intelligenza Artificiale in opportunità concrete di crescita e sviluppo».
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