Due tavole, sacchetti di mais e un buco: il cornhole dal Veneto vuole arrivare alle Olimpiadi
Disciplina antichissima, ha preso piede nella Bassa padovana pochi anni fa: oggi conta 300 praticanti e anche i primi italiani professionisti. E la federazione assicura: «Vogliamo i Giochi olimpici»

Oggi mezza Italia ama il curling, vent’anni fa era quasi impensabile. Non deve suonare strana, dunque, la determinazione di Marco Idolazzi, presidente di Fico (poi si dirà cos’è, una cosa alla volta): «Stiamo lavorando assiduamente per portare il cornhole alle Olimpiadi: ci crediamo fermamente». Il cornhole chiede quindi una chance al grande pubblico, proprio come quella concessa con grande entusiasmo al curling con Milano-Cortina 2026. E il cuore della richiesta è la Bassa padovana, che del cornhole è il cuore in Italia.
Ma cos’è il cornhole
Un passo alla volta: cos’è il cornhole? Domanda legittima. È anzitutto disciplina antichissima – la si praticava già nel 1400 in Germania – oggi amatissimo soprattutto negli Usa: è un gioco a squadre nel quale si lanciano dei sacchetti di stoffa, riempiti originariamente di mais (oggi sostituito da speciali granuli di plastica), verso una piattaforma di legno con un buco, distante una decina metri dal giocatore (8,23 da tavola a tavola, per la precisione). L’obiettivo è centrare il buco e fare più punti degli avversari.

In Italia, di fatto, il cornhole è arrivato nel 2020 grazie all’intuizione di Idolazzi, oggi presidente della Federazione Italiana Cornhole (Fico appunto): «Erano i giorni della noia da Covid, in cui bisognava inventarsi qualcosa per vincere il lockdown: all’improvviso mi è venuta in mente una scena vista in un mio viaggio in Pennsylvania, alcune persone che giocavano con dei sacchi di mais, estremamente divertite».
Qualche ricerca su Google per reperire le nozioni base di quel gioco ed ecco la scintilla che accende la passione: «Ho coinvolto subito alcuni amici, ci siamo fatti tavole e sacchetti, abbiamo individuato uno spazio qui a Cartura ed è partita l’avventura».
Già 300 praticanti
La progressione è stata notevole: è nata la Fico con sede a Cartura, si sono presi contatti gli altri gruppi europei e poi con l’Acl, l’American Cornhole League, l’ente che sovrintende i professionisti del cornhole negli Stati Uniti, nazione di riferimento che domina tutte le classifiche e dove c’è pure chi vive di questo sport.

«Abbiamo partecipato alle prime competizioni, inizialmente online per via del Covid: si calcolavano i punti visionando in diretta le immagini», continua Idolazzi, «quindi abbiamo partecipato al primo mondiale a Parigi, senza ambizioni ma solo per confrontarci a livello europeo». Il movimento è intanto cresciuto e conta oggi circa 300 praticanti in Italia (il curling ufficialmente ne ha 400 attivi): un nucleo forte a Cartura e un altro ancor più numerose tra Pordenone, Sacile e Aviano, un altro a Verona, uno a Monterotondo (Roma) più altri piccoli nuclei nel Meridione.
C’è anche una nazionale – «all’inizio chi cominciava era automaticamente convocato, ora guardiamo le classifiche», sorridono dalla Fico – e tra i primi veterani del gruppo azzurro merita assolutamente la menzione Stefano Sturaro, 45 anni, che ha due grandi meriti.
Padre e figlio da record
Il primo è quello di aver portato il cornhole italiano a livelli notevoli in ambito europeo, forte di risultati sempre crescenti: l’estate scorsa, ad esempio, ha vinto il prestigioso Acl Europe Virtuale Singles 2025 di Croazia.

Ma soprattutto, è riuscito a trasmettere la passione al figlio Tommaso, appena 12 anni, con cui ha costruito un record straordinario: i due sono la prima coppia padre-figlio a diventare professionisti in Europa. «Io sono entrato nei pro perché mi sono classificato tra i primi 30 della classifica Acl Europe, atleti che automaticamente sono considerati professionisti; lui perché occupa il 75° posto, ma essendo il primo degli juniores può godere per diritto di questo status». Non solo una medaglia di cui vantarsi, ma un risultato che ha felici effetti pratici: «Hanno cominciato a contattarci sponsor: nel mio caso Wicked Wood, che ci finanzia nell’acquisto del materiale tecnico e ci sostiene nelle trasferte». Mica poco, se si pensa ad esempio che un set di sacchetti costa anche fino a 150-170 euro.
Il sogno olimpico
«È uno sport che richiede precisione, concentrazione e forza, oltre a una grande cura dei dettagli», spiega Sturaro, «ma che ha un grande pregio: “anyone can play”, è il motto del cornhole, ossia “tutti possono giocarci”». «Ed è questa la chiave per portare questa disciplina in più ambiti possibili, con il grande sogno di arrivare alle Olimpiadi», continua Idolazzi. «La Wco (World Cornhole Organisation, ndr), sta lavorando seriamente in questa direzione, forte delle ormai 23 nazioni che possono vantare una nazionale di cornhole».
E perché non sognare? Venezia 2036, due tavole, sacchetti di mais. E una medaglia d’oro a Cartura. —
Il cornhole in breve
Il cornhole si gioca lanciando 8 sacchetti verso una piattaforma forata posta a circa 8,23 metri di distanza, alternandosi a squadre (2 o 4 giocatori). I sacchetti in buca valgono 3 punti (“cornhole”), quelli che restano sulla piattaforma 1 punto (“woody”). Se il sacchetto esce, il punteggio è pari a 0. Si contano solo i punti a differenza (“cancellation scoring”) e vince chi arriva per primo a 21 punti.
I sacchetti sono cuciti con filo robusto e tessuto di tela resistente. Il ripieno è costituito da granuli di plastica, il che significa che il contenuto non si ammuffisce né si impolvera come i chicchi di mais tradizionali. Le dimensioni ufficiali sono 15×15 centimetri e il peso è di circa 450 grammi per sacchetto. Le due superfici variano: una liscia per scivolare, l’altra ruvida per frenare.
La Federazione Italiana Cornhole (Fico) ha sede a Cartura ed è il riferimento italiano. Stefano Sturaro ha chiuso il 2025 la sesto posto tra i singoli giocatori secondo la classifica Acl Europe, in una classifica dominata da tedeschi, sloveni e francesi. Il figlio Tommaso, 75° nella stessa graduatoria, è primo in Europa tra gli junior. A maggio una tappa di Acl, Tier 2 (uno dei livelli) si giocherà proprio a Cartura.

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