Dagli occhi alle orecchie, la rivoluzione delle terapie geniche

Il 2026 segna una svolta storica per la medicina degli organi di senso. Con il "Premio Oscar della scienza" assegnato ai pionieri della vista e l'approvazione della prima cura per la sordità congenita, malattie un tempo incurabili diventano oggi bersagli concreti

Mauro GiaccaMauro Giacca

Una rivoluzione silenziosa sta trasformando la medicina degli organi di senso. Lo dimostrano due eventi emblematici: l’approvazione della prima terapia genica per una forma di sordità congenita e l’assegnazione del Breakthrough Prize in Life Sciences (premio da 3 milioni di dollari definito “l’Oscar della scienza”) agli sviluppatori di Luxturna, la prima terapia genica per una malattia ereditaria della retina.

Luxturna (voretigene neparvovec) cura la amaurosi congenita di Leber causata da mutazioni del gene RPE65, che rendono i bambini ciechi dalla nascita, e utilizza un vettore AAV per trasportare una copia normale del gene nella retina. La nuova terapia per l’udito, Otarmeni (lunsotogene parvec) utilizza anch’essa un vettore AAV per veicolare una copia funzionante del gene OTOF direttamente nella coclea. Questo gene codifica per la proteina otoferlina, essenziale per la trasmissione del segnale sonoro dalle cellule ciliate al cervello.

Il difetto OTOF causa una forma di sordità responsabile di circa il 2-8% delle sordità genetiche congenite. Nei trial clinici che hanno portato all’approvazione, 16 su 20 bambini hanno mostrato un miglioramento dell’udito entro pochi mesi. Alcuni hanno raggiunto livelli quasi normali. Studi paralleli, inclusi trial multicentrici in Cina con oltre 40 pazienti, hanno riportato miglioramenti nel 90% dei casi.

Il razionale clinico di queste terapie è chiaro: molte malattie degli organi di senso sono dovute a difetti di singoli geni ed ereditate in maniera recessiva. Quindi, basta fornire una copia corretta del gene per ripristinare la funzione. Occhio e orecchio sono organi piccoli e compartimentalizzati, accessibili con iniezioni locali che richiedono quantità minime di vettore e riducono il rischio di reazioni avverse.

Il bisogno clinico è enorme: oltre 200 geni sono coinvolti nella sordità ereditaria e circa il 60% dei casi congeniti ha origine genetica. Ogni successo non è quindi una terapia isolata, ma un modello replicabile, semplicemente cambiando il gene terapeutico e utilizzando la stessa modalità di somministrazione. L’assegnazione del Breakthrough Prize a Luxturna premia questo concetto:la creazione di una piattaforma di sviluppo per una serie di applicazioni di terapia genica analoghe, in grado di trasformare malattie genetiche un tempo incurabili in obiettivi concreti della medicina.

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