Vannacci, confronto con Salvini. E dal Veneto: «Fuori dalla Lega»

Tensione dopo la presentazione del nuovo simbolo. Marcato: «Irrispettoso». Ma c’è chi potrebbe seguire il generale

Laura Berlinghieri, Valeria Pace
Roberto Vannacci e Matteo Salvini
Roberto Vannacci e Matteo Salvini

L’incontro chiarificatore tra il generale e il capitano sarà nel fine settimana. Ma la situazione, ormai, sembra irrecuperabile. Non si può tornare indietro, dopo il «mai dire mai» pronunciato da Vannacci al nostro giornale, sull’ipotesi di creazione di un suo partito politico.

Non si può tornare indietro dal blitz fatto sabato, all’Ufficio brevetti europei, per registrare il simbolo di Futuro nazionale. «È solo un simbolo» si è affrettato a dire lui, simulando un’ingenuità alla quale non si può più credere.

Vannacci registra il marchio “Futuro nazionale”: nel simbolo un'ala tricolore
La redazione

E allora pure Salvini, che già nei giorni scorsi aveva tradito una certa insofferenza – «Chi esce dalla Lega finisce nel nulla» la frase sibillina pronunciata dal palco di Rivisondoli, nell’Aquilano, nel corso di un evento del partito – si è convinto che la questione va affrontata. E per questo ha convocato il generale per un faccia a faccia.

«Si chiariranno, sono fiducioso» commenta Massimiliano Romeo, segretario lombardo della Lega e capogruppo del partito a palazzo Madama. Ma invece l’occasione potrebbe essere l’epilogo – sostengono in molti – della stagione di ibridazione del Carroccio nel segno del generale. Al suo posto, per la vicesegreteria federale si parla di Luca Zaia e si parla di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, che si limita a un laconico: «Prendo atto e proseguo per la mia strada».

Dal Veneto

Dal Veneto, la Lega di governo cerca di gettare acqua sul fuoco. «Non sono a conoscenza dell'intenzione di imminenti scissioni. Sto alle parole del generale che, due sere fa, in un incontro pubblico, ha detto che non ha intenzione di abbandonare la Lega e di fondare un nuovo partito» commenta il segretario Riccardo Barbisan.

Ma, anche in vista di un appuntamento in programma il 15 marzo a Montecatini – spettacolo di Vannacci, in un teatro da 1.500 persone: sarà quella sera che annuncerà la nascita del nuovo movimento? – pure in Veneto c’è chi freme.

«Seguire Vannacci nel suo partito? Io spero che il partito di Vannacci continui a essere la Lega. Certo, se invece il Carroccio dovesse diventare un partito arcobaleno o dei diritti civili, allora è chiaro che farò le mie valutazioni» fa presente, ad esempio, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

Roberto Vannacci con Stefano Valdegamberi
Roberto Vannacci con Stefano Valdegamberi

Mentre l’altro “vannacciano”, il deputato Erik Pretto, che ancora coltiva il sogno della segreteria regionale, preferisce la linea cerchiobottista: «Finché queste riescono a dialogare senza scontrarsi, la presenza di diverse correnti di pensiero in un partito è un elemento di arricchimento. Che ci sia fibrillazione, è evidente. Spero però che la situazione venga ricomposta in seno alla segreteria federale».

Roberto Marcato
Roberto Marcato

Ma è la stessa segreteria alla quale si rivolge Roberto Marcato, chiedendo l’espulsione di Vannacci. «Passi pure l’inosservanza di un principio dello statuto. Ma stiamo parlando del vicesegretario di un partito che, con il suo comportamento, sta irridendo le migliaia di militanti che, con il loro impegno, hanno costruito questo grande movimento popolare».

È lo stesso tasto su cui preme l’ex capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale Alberto Villanova: «I militanti meritano rispetto» dice, «c’è gente che passa i fine settimana nei gazebo delle piazze, per il bene del partito. Non ci possono essere zone d’ombra, ai vertici».

La Lega di Vannacci ai titoli di coda. 

 

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