Vacanze troppo care, è grande fuga dalla Croazia: «Spiagge e strutture vuote»

Faro sulla stagione da tabloid e giornali online tedeschi, cechi e polacchi.  Secondo la banca Trity Bank, dal 2015 alberghi e ristoranti hanno aumentato le tariffe del 70%

Andrea Marsanich
Il mare cristallino dell’isola di Lesina. Con i costi in aumento i turisti scarseggiano in Croazia
Il mare cristallino dell’isola di Lesina. Con i costi in aumento i turisti scarseggiano in Croazia

La Croazia è un paese costoso per il rapporto tra prezzi e qualità dei servizi nel turismo. Non lo dicono solo i vacanzieri, croati e d’oltreconfine, ma anche diversi portali specializzati che si soffermano su quanto sta accadendo nel paese balcanico-adriatico, specie lungo le coste di Istria, Dalmazia e Quarnero, area che assorbe circa il 90% delle presenze turistiche complessive.

Uno dei portali più critici è il tedesco baden24.de, il quale spiega in un articolo che fino a pochi anni fa la Croazia era percepita come una tra le destinazioni più appetibili nel Mediterraneo, grazie a prezzi ragionevoli.

Oggi – scrive il giornale online tedesco – non è più così e nell’estate 2026 le spiagge sono semideserte, i ristoranti e bar hanno pochi clienti. Ci sono inoltre molte disdette, mentre un tempo era un’impresa trovare una sistemazione durante l’alta stagione, con prenotazioni che avvenivano anche l’anno precedente. In luglio e agosto anche destinazioni popolari come Spalato registrano un gran numero di posti letto ancora a disposizione.

Secondo baden24.de è un dato che non deve stupire: una famiglia di quattro persone, scrivono, deve scucire fino a 3.800 euro per una vacanza di quattro giorni per il solo soggiorno.

L’economista principale della ceca Trity Bank, Lukaš Kovanda, ha riferito che dal 2015 i prezzi degli alberghi e ristoranti sono saliti del 70%. Dopo l’introduzione dell’euro in Croazia, nel 2023, è più facile paragonare i prezzi croati con quelli di altri paesi mediterranei che usano la stessa valuta. La concorrenza di Grecia, Turchia e Spagna si fa sentire sempre di più.

Il tabloid svizzero Blick non è tenero nei riguardi del turismo croato: «Per un lungo periodo le coste orientali croate dell’Adriatico erano considerate l’alternativa a buon mercato rispetto a Italia e Spagna. La situazione è ora opposta, anche se non mancano piccoli ma significativi segnali di ripresa. Nei primi nove giorni di luglio, il numero di ospiti su base annua è stato superiore del 2%. Basterà a salvare la stagione?».

Si vedrà tra qualche mese e comunque va registrato il crescente disinteresse dei tedeschi verso la Croazia, non solo a causa della crisi economica interna ma anche dei costi delle vacanze tra Orsera e Ragusa vecchia.

L’anno scorso – rispetto al 2026 – sono stati rilevati più di 30.000 villeggianti tedeschi in meno. Un dato preoccupante in quanto la Germania era al primo posto come paese di origine dei vacanzieri quanto ad arrivi e pernottamenti.

Si punta molto sul last minute in quanto molti potenziali turisti attendono l’ultimo momento prima di decidere sul da farsi, sperando che i costi del soggiorno calino un po’.

Per il portale ceco Arecenze, negli ultimi tre anni i costi turistici croati sono lievitati di circa il 50%, mentre negli altri paesi mediterranei i rincari sono rimasti sotto il 20%. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il portale polacco Interia Biznes.

 

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