Treno superveloce a trazione cinese: pronta la tratta Belgrado-Budapest
Già operativa nel territorio serbo, lo sarà presto anche in quello ungherese la linea della Exim Bank: porterà le merci dal Pireo al cuore d’Europa

È un mega-progetto a traino cinese che dopo anni di ritardi – e la tragica parentesi del crollo alla stazione di Novi Sad che ha portato 16 vittime – finalmente vede la luce nella sua completezza. E promette di avvicinare due capitali importanti, ma soprattutto di velocizzare l’afflusso di merci “made in China” nel cuore dell’Europa: il tutto a beneficio di Pechino, che potrà contare su un vero e proprio “nastro trasportatore” su rotaie dal porto del Pireo – controllato dai cinesi di Cosco – fino al cuore della Mitteleuropa.
Nastro la cui tratta più importante, la ferrovia super-veloce da Belgrado a Budapest, progetto inglobato nella moderna Via della seta cinese (Belt and Road), è ormai vicinissima all’apertura completa.
È quanto hanno svelato media autorevoli in Ungheria, come Világgazdaság, che ha anticipato che le autorità magiare sono pronte a dare luce verde all’operatività del tratto ungherese della linea, con alta probabilità già da metà febbraio per quanto riguarda i treni merci, da primavera per i passeggeri. E quando arriverà il via libera ufficiale l’opera potrà dirsi conclusa, da Belgrado a Budapest.
La condizione ancora da soddisfare è l’ok dell’organizzazione tedesca Technischer Überwachungsverein (Tüv) che, su mandato di Budapest, dovrà dare il sì definitivo in meito agli standard e alla sicurezza sulla linea. La scelta di affidare il delicato compito alla Tüv è stata fatta «dopo la tragedia di Novi Sad», quando l’Ungheria ha deciso di «commissionare» il compito di vigilanza «a una impresa internazionale di ispezione, indipendente dallo Stato ungherese, dalla Cina e da tutte le altri parti coinvolte» nel mega-progetto, ha spiegato il ministro magiaro delle Costruzioni, János Lázár.
E tutto indica che la luce verde sarà accesa, soprattutto dopo che sono state risolte le difficoltà sul fronte del sistema di sicurezza adottato sul tratto magiaro della linea. Inizialmente, infatti, si erano verificati problemi a causa dell’implementazione di un sistema cinese non compatibile con l’Etcs europeo, ora superati grazie a una «tecnologia ibrida», hanno anticipato i media magiari.
Sul fronte serbo invece la linea è da tempo pienamente operativa, con i lavori terminati anche sulla tratta fino alla frontiera e la circolazione di treni merci e veloci, denominati Soko, che viaggiano regolarmente dall’inizio dello scorso ottobre anche tra Novi Sad e Subotica, ultima stazione prima del confine con l’Ungheria.
A breve, i Soko – ne sono arrivati di nuovi, “made in China” - e i merci supereranno anche l’ultima barriera, tornando a collegare dopo anni di stop la capitale serba a quella magiara. Secondo quanto sta emergendo a Belgrado e a Budapest, infatti, i convogli merci dovrebbero iniziare a percorrere l’intera tratta Belgrado-Budapest già il 27 febbraio, mentre i primi treni passeggeri potrebbero essere attivati a marzo. Di certo, l’interesse per la linea è enorme, con tutti gli slot commerciali per treni merci già prenotati, hanno anticipato le autorità ungheresi.
E così, a primavera, tutto sarà pronto per la piena inaugurazione di quello che è certamente il progetto a traino cinese di punta, in Europa. Si parla infatti di una linea da 350 chilometri, con velocità tra i 160 e i 200 chilometri orari, a doppio binario, con i costi – intorno ai 3,5-4 miliardi – coperti in gran parte da un prestito della Exim Bank di Pechino, ma anche col contributo di 800 milioni da parte di Mosca per la tratta serba. E le China Railway International, China Railway Engineering Corporation e China Communications Construction Company (Cccc), insieme partner locali, sono state le protagoniste nella realizzazione dei lavori.
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