Lubiana lancia il polo della AI al servizio di istituzioni e imprese

Presentato dal premier Golob, il progetto rientra in una rete europea: obiettivo la sovranità digitale

Stefano Giantin
Il premier sloveno Robert Golob alla presentazione della Slovenian AI factory
Il premier sloveno Robert Golob alla presentazione della Slovenian AI factory

Una “fabbrica” nazionale per l’intelligenza artificiale, pensata per migliorare le capacità tecnologiche del Paese, ma soprattutto finalizzata a creare un “ecosistema” digitale per ricercatori, industrie e governo – da aprire forse un giorno anche ai comuni cittadini – basato su un nuovo supercomputer. Suona come fantascienza, ma è la strada che ha intrapreso la vicina Slovenia.

È stata ufficialmente lanciata la “Slovenian AI Factory” (Slaif), che, si legge sul sito del programma, mira a «fornire soluzioni complete di AI e supercalcolo per la ricerca, la pubblica amministrazione e le imprese, rafforzando l’innovazione e la sovranità digitale europea».

Slaif è una delle diciannove “AI factories” previste a livello Ue (lo scorso settembre a Bologna sono iniziati i lavori di quella italiana), iniziative fortemente sostenute da Bruxelles e da governi dei Paesi membri per «mobilitare le attuali capacità di super-computing» per creare «modelli AI» europei e «affidabili». Leggi, non basati su tecnologie sviluppate e controllate al di fuori dal Vecchio continente. L’idea, che può contare sul solido appoggio della Ue, mira così a «rafforzare l’infrastruttura digitale e a ridurre la dipendenza da fornitori esterni di tecnologia», ha ricordato l’agenzia slovena Sta.

L’obiettivo, sulla carta, è dunque ambizioso. Slaif, infatti, sarà una sorta di piattaforma, collegata alle altre esperienze Ue, che metterà a disposizione un ambiente ideale per «progettare, testare e applicare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e il machine learning», in particolare in settori-chiave come «transizione verde, salute, biotecnologie, società digitale e scienza». Chi potrà usufruire dei servizi? Per ora «ricercatori, amministrazioni pubbliche, piccole e medie imprese e startup», illustra il sito ufficiale di Slaif, dove si precisa che l’accesso non sarà ristretto a sole entità slovene, ma sarà aperto anche a futuri utenti di altri Paesi Ue.

Il progetto, ha informato l’agenzia di stampa slovena Sta, è valutato intorno ai 135 milioni di euro, cifra che include anche la costruzione del nuovo supercomputer sloveno. I fondi arriveranno da Lubiana, ma anche dallo EuroHPC, programma della Ue che è anima del progetto delle “fabbriche AI” in Europa. A gestire il supercomputer e a coordinare l’iniziativa sarà l’Institute of Information Science (Izum) di Maribor, ma il progetto include partner di peso come lo sloveno autorevole Istituto Jožef Stefan, il Technology Park di Lubiana e università nazionali, inclusa quella di Nova Gorica. Slaif «sarà collegato all’ecosistema AI europeo: si tratta di un’iniziativa intelligente», ha assicurato il direttore dello Jožef Stefan, Leon Cizelj.

Investire nell’AI europea – e slovena in questo caso – è un passo dovuto, ha sostenuto il premier Robert Golob. «Dobbiamo creare le condizioni per sfruttare le conoscenze degli esperti per poi trasferirle nell’economia – ha rilevato – e penso che sia questo uno dei vantaggi-chiave del nuovo supercomputer e della “fabbrica”». E proprio per questo il “cervellone” sloveno «sarà accessibile anche al mondo dell’industria», ha aggiunto, svelando poi che si sta valutando di aprire il servizio a tutti gli sloveni. Di certo, anche la Ue guarda con favore alle attività lanciate in Slovenia. «La sovranità digitale non è solo un’ambizione politica, ma un passo verso un futuro digitale nelle nostre mani», ha spiegato così la numero uno della Rappresentanza della Commissione europea a Lubiana, Jerneja Jug Jerše. —

 

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