Lubiana lancia il polo della AI al servizio di istituzioni e imprese
Presentato dal premier Golob, il progetto rientra in una rete europea: obiettivo la sovranità digitale

Una “fabbrica” nazionale per l’intelligenza artificiale, pensata per migliorare le capacità tecnologiche del Paese, ma soprattutto finalizzata a creare un “ecosistema” digitale per ricercatori, industrie e governo – da aprire forse un giorno anche ai comuni cittadini – basato su un nuovo supercomputer. Suona come fantascienza, ma è la strada che ha intrapreso la vicina Slovenia.
È stata ufficialmente lanciata la “Slovenian AI Factory” (Slaif), che, si legge sul sito del programma, mira a «fornire soluzioni complete di AI e supercalcolo per la ricerca, la pubblica amministrazione e le imprese, rafforzando l’innovazione e la sovranità digitale europea».
Slaif è una delle diciannove “AI factories” previste a livello Ue (lo scorso settembre a Bologna sono iniziati i lavori di quella italiana), iniziative fortemente sostenute da Bruxelles e da governi dei Paesi membri per «mobilitare le attuali capacità di super-computing» per creare «modelli AI» europei e «affidabili». Leggi, non basati su tecnologie sviluppate e controllate al di fuori dal Vecchio continente. L’idea, che può contare sul solido appoggio della Ue, mira così a «rafforzare l’infrastruttura digitale e a ridurre la dipendenza da fornitori esterni di tecnologia», ha ricordato l’agenzia slovena Sta.
L’obiettivo, sulla carta, è dunque ambizioso. Slaif, infatti, sarà una sorta di piattaforma, collegata alle altre esperienze Ue, che metterà a disposizione un ambiente ideale per «progettare, testare e applicare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e il machine learning», in particolare in settori-chiave come «transizione verde, salute, biotecnologie, società digitale e scienza». Chi potrà usufruire dei servizi? Per ora «ricercatori, amministrazioni pubbliche, piccole e medie imprese e startup», illustra il sito ufficiale di Slaif, dove si precisa che l’accesso non sarà ristretto a sole entità slovene, ma sarà aperto anche a futuri utenti di altri Paesi Ue.
Il progetto, ha informato l’agenzia di stampa slovena Sta, è valutato intorno ai 135 milioni di euro, cifra che include anche la costruzione del nuovo supercomputer sloveno. I fondi arriveranno da Lubiana, ma anche dallo EuroHPC, programma della Ue che è anima del progetto delle “fabbriche AI” in Europa. A gestire il supercomputer e a coordinare l’iniziativa sarà l’Institute of Information Science (Izum) di Maribor, ma il progetto include partner di peso come lo sloveno autorevole Istituto Jožef Stefan, il Technology Park di Lubiana e università nazionali, inclusa quella di Nova Gorica. Slaif «sarà collegato all’ecosistema AI europeo: si tratta di un’iniziativa intelligente», ha assicurato il direttore dello Jožef Stefan, Leon Cizelj.
Investire nell’AI europea – e slovena in questo caso – è un passo dovuto, ha sostenuto il premier Robert Golob. «Dobbiamo creare le condizioni per sfruttare le conoscenze degli esperti per poi trasferirle nell’economia – ha rilevato – e penso che sia questo uno dei vantaggi-chiave del nuovo supercomputer e della “fabbrica”». E proprio per questo il “cervellone” sloveno «sarà accessibile anche al mondo dell’industria», ha aggiunto, svelando poi che si sta valutando di aprire il servizio a tutti gli sloveni. Di certo, anche la Ue guarda con favore alle attività lanciate in Slovenia. «La sovranità digitale non è solo un’ambizione politica, ma un passo verso un futuro digitale nelle nostre mani», ha spiegato così la numero uno della Rappresentanza della Commissione europea a Lubiana, Jerneja Jug Jerše. —
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