Incidente della Presidente Pirc Musar, dilaga la polemica in Slovenia: a bordo un’amica russa

I sindacati di polizia chiedono un’inchiesta sulla gestione della scorta. L’ex capo dei servizi segreti: «Si rifiuta di fornire i nomi delle passeggere»

Stefano Giantin
La presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar
La presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar

All’inizio sembrava dovesse essere archiviato come un banale incidente, potenzialmente pericoloso, ma conclusosi con conseguenze relativamente leggere, una clavicola rotta. A stretto giro di posta sono tuttavia esplose le polemiche sul mancato uso delle cinture di sicurezza da parte della passeggera eccellente. E ora la faccenda diventa ancora più complicata, con i sindacati di polizia in trincea. Ed esperti e giuristi che denunciano persino potenziali rischi per la sicurezza nazionale.

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La redazione
La presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar

Vicenda – quella dell’incidente automobilistico occorso la settimana scorsa alla Presidente slovena Pirc Musar – che continua a tenere banco, a Lubiana. E le polemiche non rientrano. Lo conferma la discesa in campo del Sindacato della polizia (Pss), che ha chiesto pubblicamente una «inchiesta» precisa e dettagliata, che non faccia sconti, sull’incidente. Bisogna fare chiarezza non solo «sulle azioni del guidatore», sospettato di aver causato lo schianto per non aver rispettato la distanza di sicurezza, ma anche «verificare» la gestione della scorta da parte della Presidente.

Non solo. Il Pss ha criticato il fatto che la sicurezza della presidente sia stata “sottratta” al controllo diretto e «professionale» della polizia e affidata al gabinetto presidenziale. Ma c’è di più. Chi erano infatti le due amiche trasportate nell’auto presidenziale – una delle quali rimasta seriamente ferita?

Lo ha chiesto l’ex capo dei servizi segreti sloveni (Sova), Andrej Rupnik, denunciando che l’ufficio della Presidente avrebbe senza giustificato motivo rifiutato di fornire i nomi delle passeggere, tra cui ci sarebbe stata «una russa», hanno svelato i media di Lubiana. «Nel momento stesso in cui quelle due donne sono salite a bordo del veicolo della persona soggetta a protezione, sono diventate personaggi pubblici» e «il rifiuto di rivelarne l’identità, è senza spiegazione», ha affermato Rupnik.

Non è finita. La Tv pubblica di Lubiana, infatti, ha svelato che un ex giudice costituzionale avrebbe deciso di proporre addirittura l’impeachment contro Pirc Musar, colpevole di aver “socializzato” con una russa.

«Falso», ha smentito il giurista chiamato in causa, Peter Jambrek, uno dei padri costituzionali a Lubiana, ammettendo però che la faccenda «solleva numerose questioni legali e costituzionali che potrebbero sfociare», in un futuro non lontano, «in una incriminazione costituzionale».

E il “fraternizzare” del capo dello Stato con «cittadini di un Paese che viola gravemente il diritto internazionale» potrebbe suggerire che Pirc Musar abbia violato «la sua posizione costituzionale» e gli articoli 102, 104 e 105 della Carta. Procedure di impeachment?

Senza senso, perché l’amica russa di Pirc Musar ha anche la cittadinanza slovena, dal 2016, ha fatto sapere da parte sua il gabinetto della Presidente che, per trasparenza, ha pubblicato il referto medico su X. Ma il caso è tutt’altro che chiuso.

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