Incidente sulla A1, la presidente slovena Pirc Musar era senza cintura: «Errore imperdonabile»

La presidente nello scontro ha riportato la frattura di una clavicola. Sull’auto blu trasportava anche due amiche, una delle quali rimasta seriamente ferita

Stefano Giantin
La presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar
La presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar

 

Il più grande errore? Non aver indossato la cintura di sicurezza in auto, ma la presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar respinge le critiche sulla scarsa informazione riguardo l’incidente che l’ha vista coinvolta venerdì scorso. E soprattutto sull’aver trasportato due amiche nell’auto presidenziale. Pirc Musar – che viaggiava sull’auto presidenziale e nello scontro ha riportato la frattura di una clavicola – ne ha voluto parlare pubblicamente, in due interviste rilasciate all’emittente privata Pop Tv e in dichiarazioni alla Tv pubblica di Lubiana, Rtv Slovenija.

La presidente slovena Pirc Musar lievemente ferita in un incidente stradale
La redazione
La presidente slovena Pirc Musar

Parole a cuore aperto, quelle della presidente, che hanno fatto scalpore nel Paese, soprattutto perché Pirc Musar ha svelato di non aver indossato le cinture. È «stato il mio errore più grande e sinceramente me ne rammarico», si è cosparsa il capo di cenere. «Non posso sapere che tipo di ferite avrei riportato se avessi usato la cintura di sicurezza – ha poi continuato – ma non voglio fare congetture». Di certo, la legge vale per tutti, anche per una presidente che viaggia sul sedile posteriore. E non da sola. Pirc Musar, è infatti emerso, sull’auto blu trasportava anche due amiche, una delle quali rimasta seriamente ferita nell’incidente. È stato reso inoltre noto che solo una delle due indossava la cintura.

Ma è legittimo che un capo di Stato dia un passaggio a privati cittadini sull’auto presidenziale? Alcuni se lo sono chiesti, in Slovenia, dove non sono mancate polemiche sulla vicenda. Articolata la risposta di Pirc Musar, che ha specificato che si è trattato di un caso non frequente. Tuttavia, ha precisato, non si può chiedere a un politico di non avere una vita privata. «Sono una persona sotto protezione 24 ore su 24 e le regole prescrivono che non posso sedere in alcuna automobile che non sia della polizia o presidenziale», ha chiarito. Ma essere presidente non vieta implicitamente che si possa andare «al cinema», a mangiare «un gelato» o «a un concerto» con degli amici, qualche volta. Non si tratta poi di sgarrare alle regole, che permettono appunto alla presidente di dare un passaggio ad alcune persone, sempre con il beneplacito della scorta e delle forze dell’ordine.

Pirc Musar ha anche difeso il silenzio che per un po’ ha avvolto i fatti. «Spero che l’opinione pubblica non sia arrabbiata con me», ma non era il caso di fornire informazioni troppo precise prima di verificare le condizioni di salute della presidente. L’incidente che ha coinvolto Pirc Musar è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì scorso nella galleria Kastelec, sull’autostrada A1 tra Kozina e Capodistria. Secondo quanto emerso subito dopo i fatti, Pirc Musar stava viaggiando verso Komenda, per assistere al cosiddetto “Pogi Challenge”, gara ciclistica che vede amatori competere con il grande Tadej Pogačar. L’auto che trasportava Pirc Musar e amiche ha tamponato un veicolo della scorta che la precedeva, andando poi a sbattere contro le pareti del tunnel. L’autista del mezzo presidenziale non avrebbe rispettato la distanza di sicurezza.

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