Caos nei Balcani sotto neve e ghiaccio: strade chiuse e voli cancellati
Il gelo ha investito Serbia, Bosnia-Erzegovina e parti della Croazia: voli cancellati sia a Belgrado sia a Sarajevo. Fiocchi anche su Fiume e sulle isole di Veglia e Cherso

In un tempo non lontano non sarebbe certo stata una notizia, viste le caratteristiche climatiche storiche della regione. Ma oggi, con il riscaldamento globale che colpisce ovunque, anche il ritorno in gran pompa di neve e gelo, dopo anni di relativa assenza, colpisce. E provoca pure controversie e polemiche. Neve e gelo che hanno investito con forza i vicini Balcani, in particolare Serbia, Bosnia-Erzegovina e parti della Croazia, mettendo in ginocchio soprattutto le infrastrutture stradali.
Serbia dove la neve ha iniziato a cadere sabato mattina, ininterrottamente, raggiungendo in molte località svariate decine di centimetri, con record di quasi 40 a Sremska Mitrovica e 32 a Loznica, ma anche Belgrado si è svegliata imbiancata sotto una pesante coltre. Ben più massicce le precipitazioni in Bosnia-Erzegovina, con Sarajevo coperta da quasi mezzo metro di neve, con quantità simili cadute anche a Tuzla, Zenica e Drvar.

Neve che ha causato serissimi problemi alla circolazione sulla rete viaria di tutta la regione, dove generalmente solo autostrade e strade principali sono state pulite, mentre provinciali e molte vie delle città sono state dimenticate dai servizi responsabili della gestione della viabilità. «Non ci ha sorpreso la neve, ma i mezzi» spazzaneve «sono vecchi», si sono difese le autorità a Sarajevo, una linea seguita anche dai colleghi a Belgrado.
Belgrado dove non sono mancate le polemiche per la scarsa presenza degli spazzaneve in una metropoli da due milioni di abitanti, con autobus e tram fermati dal gelo e auto bloccate dalla bufera. «Sembra che quest'anno, nonostante l’annuncio delle precipitazioni con diversi giorni di anticipo, la neve abbia colto di sorpresa l'amministrazione cittadina, lasciando Belgrado paralizzata», ha stigmatizzato il Centro per l’autogoverno locale (Cls), una lettura condivisa anche da molti partiti di opposizione.
Menzogne, la capitale serba «non è Mosca o Calgary», dove nevica per mesi, hanno replicato le autorità al potere, dunque lentezze e disagi sono accettabili, il sottinteso. Di certo, le precipitazioni sono state eccezionali, spingendo addirittura a lanciare un allarme via Sms a tutti i serbi, invitati a «seguire le istruzioni» delle autorità e «a evitare viaggi a causa del rischio neve e ghiaccio».
Disagi sono stati segnalati nel weekend anche in Croazia e negli aeroporti della regione, con voli cancellati sia a Belgrado sia a Sarajevo – dove una donna è morta per la caduta di un albero. Decine di migliaia sono state ieri le utenze senza elettricità e riscaldamento, in particolare in Bosnia, ma brevi blackout sono stati registrati anche in Serbia. Neve che è stata usata, almeno in Serbia, anche come strumento “politico”.
Lo si è visto davanti al Parlamento, dopo la rimozione, nel fine settimana, di parte di gran parte di “Cacilend”, l’accampamento filogovernativo, e delle bancarelle di un desolato mercatino natalizio. Lì, nel piazzale che è stato una “città proibita” per mesi, sono affluiti a decine, chiamati a raccolta dal movimento di protesta degli studenti. Per una mega-battaglia di palle di neve, davanti all’Assemblea nazionale. L’ondata di gelo nei Balcani continuerà ancora per alcuni giorni.
In Istria
Neve doveva essere e neve c’è stata. Lunedì la regione del Quarnero è stata ammantata di bianco, con i fiocchi che per alcune ore hanno riguardato pure la città di Fiume, dove il fenomeno – almeno negli ultimi decenni – si presenta come evento alquanto raro.
Ma già nei dintorni del capoluogo quarnerino la nevicata è stata abbastanza intensa, specie a monte di Abbazia. Località come Mattuglie e Apriano (in croato Veprinac) sono apparse come nelle cartoline invernali dei tempi andati, per la gioia dei più piccini.
Una nevicata abbastanza fitta ha riguardato che la vecchia strada che svacalca il Monte Maggiore e divide il Quarnero e l’Istria. Tanta la neve caduta pure sulla statale che unisce Fiume e Trieste, con la coltre bianca che ha coperto (alcuni centimetri) il valico di Rupa.
Lunedì mattina ha nevicato anche in Cicceria, l’area più settentrionale dell’Istria, con fiocchi registrati pure sulle isole quarnerine di Veglia e Cherso.
Diverso il discorso per l’area montana del Gorski kotar, nell’entroterra quarnerino e in Lika, dove sono caduti più di 10 centimetri di neve e non sono mancati disagi nella circolazione stradale. Le autorità hanno fatto scattare l’obbligo dell’attrezzatura antineve sui veicoli, per evitare problemi maggiori.
Stando ai meteorologi, domani, martedì, le nevicate potrebbero riguardare anche le zone a bassa quota, in prossimità del mare, allerta estesa anche alla giornata di mercoledì. Il calo delle temperature potrebbe farsi sentire in modo brusco anche nella regione costiera: a Fiume si prevede che la colonnina di mercurio scenda fino a 8 gradi sottozero, quadro sicuramente non consueto per la città dell’aquila bicipite.
A metà settimana, così dall’Istituto meteorologico nazionale, potrebbe nevicare pure in buona parte dell’Istria e della Dalmazia. Da aggiungere che a causa della Bora, sono in corso limitazioni al traffico su gomma lungo la Litoranea adriatica, tra Buccari e l’area alle spalle di Zara, con transito vietato a motocicli, autobus a due piani, auto con roulotte e veicoli dotati di teloni.
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