Dall’Albania al Kosovo: lo stop di Washington ai visti d’ingresso in Usa

Lo stop ai visti a lungo termine, che tocca i cittadini di ben 75 Paesi, andrà a impattare pesantemente anche sui Balcani extra-Ue.

Stefano Giantin
Una veduta di Pristina capitale del Kosovo
Una veduta di Pristina capitale del Kosovo

Pugno durissimo verso gli irregolari già presenti nel Paese, nel mirino delle controverse “milizie” dell’Ice. E porte sbarrate per coloro – inclusi i cittadini balcanici – che aspirerebbero a entrarci, come immigrati legali, per trovare lavoro e costruirsi una vita migliore. È questa la linea scelta dal presidente degli Usa Donald Trump, che ha imposto uno stop di durata non definita nelle emissioni di visti d’ingresso negli Stati Uniti: non quelli turistici, ma quelli pensati per l’immigrazione a lungo termine.

Lo stop, che tocca i cittadini di ben 75 Paesi, andrà a impattare pesantemente anche sui Balcani extra-Ue. Sulla lista delle nazioni da cui non si potrà partire verso gli Usa come immigrati ci sono infatti anche Albania, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Montenegro – mentre potranno ancora tentare la fortuna i cittadini con passaporto della Serbia. Si tratta di Stati «ad alto rischio», ha spiegato il Dipartimento di Stato Usa, da cui partirebbero in troppi interessati solo a sfruttare «il welfare» americano e non a lavorare, ha accusato Washington.

«Il presidente Trump ha detto chiaramente che gli immigrati devo essere autosufficienti dal punto di vista economico» prima di poter entrare negli Usa e «non devono diventare un peso finanziario per gli americani», ha ricordato il Dipartimento di Stato.

Non è chiaro fino a quando durerà la “pausa” nell’emissione dei visti, una notizia che ha avuto fortissima eco in tutti i Balcani occidentali. Balcani che rimangono area di fortissima emigrazione, in particolare verso i Paesi Ue più ricchi. Ma anche gli Usa sono stati in passato – come durante le ultime guerre – una delle destinazioni più ambite. Negli anni più vicini, svariate migliaia di persone sono emigrate legalmente negli Usa dalla regione. —

 

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