Google costruisce un nuovo data center in Alta Austria: divorerà un terzo dell’energia della regione

Nel comune di Kronstorf è in costruzione un enorme stabilimento da 50 ettari: assorbirà fino a 4,4 terawattora l'anno, sollevando le proteste di residenti e ambientalisti

Marco Di Blas

Un solo colosso digitale capace di assorbire buona parte dell’energia di un’intera regione.

Il nuovo data center che Google sta realizzando in Alta Austria rischia di ridefinire completamente gli equilibri energetici locali, arrivando a consumare da solo ben un terzo di tutta l’elettricità richiesta dal territorio.

Il data center che Google sta costruendo a Kronstorf, un paese di 3.500 abitanti occuperà una superficie di 50 ettari. I lavori sono in corso e la struttura sta prendendo forma, quella di tutti i data center nel mondo: un banale, enorme parallelepipedo, senza finestre (perché non servono), salvo che su una delle facciate più corte (forse perché lì ci saranno gli uffici).

La popolazione se n’è accorta in ritardo e ora protesta animatamente contro il progetto, spalleggiata dalle organizzazioni ambientaliste. O forse il contrario. Di certo la ragione della levata di scudi è che, viste le prime gettate in cemento, si è constatato che l’opera è più grande di come era stata presentata a suo tempo. E per giunta non c’è alcuna Via (Verifica di impatto ambientale), che per tali infrastrutture non è richiesta.

Consumi energetici da record

Il data center di Google non emette fumi, non inquina, non fa rumore. Qual è il problema allora? Il problema è il consumo di acqua e di elettricità. A vedere il costruendo impianto non ci si fa caso. Sembra un innocuo capannone che però tanto innocuo non è.

Secondo Netz Oberösterreich (è un gestore di reti di distribuzione di energia elettrica e gas naturale attivo in gran parte dell’Alta Austria, nonché in alcune zone del Salisburghese, della Stiria e, in misura minore, della Bassa Austria), il consumo annuo nella prima fase di espansione, con una capacità di 150 megawatt, dovrebbe raggiungere fino a 1, 31 terawattora, equivalente al consumo annuo di 375. 000 famiglie. Insomma, siamo in presenza di una azienda energivora.

Ma non finisce qui. Una volta completata la seconda fase, con una capacità di picco di 500 megawatt, si raggiungerebbero fino a 4, 4 terawattora. Ciò corrisponderebbe a quasi un terzo della domanda totale di energia elettrica del Land Alta Austria, che secondo il Rapporto sull’energia consumata nel 2024 è di 14 terawattora.

Acqua, fiume Enns e impatto ambientale

L’elevato consumo di risorse del data center potrebbe avere conseguenze anche per il fiume Enns, affluente di destra del Danubio. Per raffreddare i suoi computer l’impianto preleverà ogni giorno 5, 8 milioni di litri di acqua, che restituirà al fiume a una temperatura massima di 30 gradi.

Ne risentirà l’ecologia? Secondo una perizia alla base dell’autorizzazione idrica, l’impatto sull’Enns è stato definito trascurabile dagli esperti ufficiali, tanto che, ad esempio, non si registrerà più alcuna differenza di temperatura misurabile presso la centrale idroelettrica di Mühlrading, situata nelle immediate vicinanze. Ai pesci, proverbialmente muti, non è stato chiesto alcun parere, ma presto lo diranno i pescatori quali saranno gli impatti reali.

Quanto al consumo energetico, i tecnici assicurano che l’Alta Austria può fornire l’elettricità necessaria e ne trarrà un vantaggio, vendendola a Google. Ma se il consumo di corrente aumenterà di un terzo, da qualche parte dovrà pur prenderla. O producendola nelle centrali a gas oppure ricoprendo le campagne e montagne dell’area di pannelli solari e pale eoliche. In altre parole, l’impatto ambientale del data center di Google non sarà solo quello “scatolone” di 50 ettari alla periferia di Kronstorf.

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