Fabbrica di munizioni: il governo croato sigla l’accordo con Beretta
Investimento da 125 milioni, lo stabilimento sorgerà a Zara. Proprio quest’anno la holding festeggia i 500 anni di attività, un’impresa diventata ormai globale

La Croazia accelera sulla costruzione di una filiera strategica per la difesa e sceglie un partner italiano di primo piano. Il Governo guidato da Andrej Plenković ha firmato ieri con Beretta Holding e con l’investitore croato Ivan Kapetanović un memorandum d’intesa per la realizzazione di un nuovo stabilimento destinato alla produzione di munizioni di piccolo calibro a Obrovac, nella contea di Zara.
L’investimento complessivo ammonta a 125 milioni e rientra nella strategia con cui Zagabria punta a rafforzare la propria autonomia produttiva in un settore diventato prioritario dopo il mutato scenario geopolitico europeo. Per il premier Plenković, non a caso, «questo accordo segna l’inizio di una partnership strategica a lungo termine tra la Croazia e Beretta Holding», in un contesto più ampio di investimenti nella difesa. Già a inizio giugno il vicepremier e ministro della Difesa Ivan Anušić aveva annunciato la volontà di una fabbrica nazionale di munizioni, indicando come obiettivo il rafforzamento della capacità produttiva del Paese.
L’impianto, è stato precisato ieri, sorgerà a Obrovac, località individuata dopo un percorso amministrativo avviato nei mesi scorsi con le modifiche agli strumenti urbanistici necessarie per consentire l’insediamento produttivo. Secondo l’accordo, Beretta Holding deterrà il 50% più un’azione della nuova società, mentre la restante partecipazione sarà suddivisa tra il Governo croato e l’imprenditore. Al gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta spetterà il trasferimento del know-how tecnologico, l’organizzazione della catena di approvvigionamento e l’allestimento delle linee produttive. Quanti ai tempi, lo stabilimento dovrebbe entrare in funzione entro metà 2029, con circa 250 occupati e un fatturato stimato, a regime, tra 70 e 80 milioni l’anno.
Per Beretta Holding l’investimento rappresenta un ulteriore tassello della strategia di crescita internazionale e del rafforzamento della base industriale europea della difesa. Il gruppo, che nel 2025 ha registrato 1, 68 miliardi di fatturato e un Ebitda di 254 milioni, è presente con oltre cinquanta società nel mondo e realizza il 55% dei ricavi in Europa, il 32% in Nord America e il restante 12% nel resto del mondo. Il business rimane equilibrato tra il mercato civile (60%) e quello della difesa (40%).
Proprio nel 2026, anno in cui la famiglia Gussalli Beretta celebra i 500 anni di attività, il gruppo continua quindi a investire nella crescita internazionale, dopo il recente patto con Sturm Ruger, produttore statunitense di armi portatili leggere con un fatturato di 600 milioni di dollari. L’operazione ribadisce anche il crescente ruolo della Croazia nel comparto della difesa. Oltre alla storica HS Produkt, tra i principali produttori europei di pistole e fucili d’assalto, il Paese ospita aziende specializzate in mezzi militari, equipaggiamenti e componentistica. L’arrivo di Beretta rafforza ulteriormente questo ecosistema industriale, inserendo la Croazia nella rete europea per la produzione di munizioni.
Riproduzione riservata © il Nord Est








