In Croazia arriva il Piano per regolamentare la presenza dei lupi
Dallo stop alle discariche abusive fino al potenziamento delle aree verdi di transito dei branchi: le misure allo studio

Uomo e lupo: nemici, ma non così irriducibili da non poter condividere le stesse aree. È proprio questo della condivisione l’obiettivo del Piano decennale di gestione del lupo che le autorità croate stanno formulando. Il documento trae ispirazione dalla decisione del Consiglio dell’Ue, varata l’anno scorso, di modificare lo status di questo predatore, da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”. Il cambiamento di status permette alla Croazia un approccio più flessibile nella gestione della specie e così si inquadrerà anche il Piano, oggetto fino al 22 gennaio di pubblico dibattito.
Il monitoraggio compiuto in Croazia tra il 2019 e il 2023 (oltre 20 mila gli avvistamenti) ha certificato la presenza sul territorio croato di 43 branchi, ciascuno composto in media da cinque-sei esemplari. Gran parte di questi gruppi, per questioni di alimentazione, ricerca di spazio vitale e altro, non disdegna attraversare gli Stati confinanti, come Slovenia e Bosnia. I branchi hanno uno sviluppo stabile e sostenibile nelle regioni montane della Croazia: dal Gorski kotar alla Lika, dalle pendici delle Alpi Bebie (Velebit) ad alcune zone dell’entroterra dalmata. Ma altrove - soprattutto nell’area costiera tra il Fiumano e il sud della Dalmazia, fra centri urbani, turismo e gran traffico su gomma - i lupi incontrano grosse difficoltà. È un territorio dove gli animali appaiono in modo saltuario, ma possono finire uccisi da auto e altri veicoli o causare danni agli allevatori.
Nel documento saranno contenute misure precise, ha fatto sapere il ministero croato dell’Ambiente, a partire dalla rimozione di discariche abusive che attraggono lupi e cani randagi. Si farà poi attenzione a evitare incroci tra lupi e cani, proprio per non indebolire il patrimonio genetico del predatore. I cani randagi andranno sterilizzati e/o soppressi; contemporaneamente si effettueranno dei test genetici, e gli animali ibridi saranno abbattuti. È previsto un potenziamento delle aree lungo le quali far transitare lupi e altre specie selvatiche - i ponti verdi per intenderci - e sono allo studio diverse altre misure per evitare quanto più possibile i contatti tra uomo e animali domestici da una parte, e lupi dall’altra.
Nella regione Quarnerino – montana, sebbene la presenza dei lupi non sia massiccia decine di esemplari vivono in Gorski kotar e di tanto in tanto uno o più branchi si avvicinano alla costa, o vengono avvistati sul Monte Maggiore o in Cicceria, l’area più a nord dell’Istria.
Secondo gli esperti dell’Istituto croato per la salvaguardia ambientale, le misure preventive saranno molto importanti in questo contesto, a partire dall’utilizzo dei “pastori” elettrici e dei cani da pastore, mentre Zagabria dovrà essere più rapida nel pagamento dei danni causati dai lupi. Sono previste infine delle campagne informative ed educative rivolte alle persone residenti nelle aree nelle quali sono presenti questi carnivori. —
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