Alto Rappresentante in Bosnia: in lizza i nomi di Zanardi Landi e Pahor

Commissione al lavoro per trovare il successore del tedesco Schmidt. L’italiano e lo sloveno tra i papabili per il ruolo, così come un altro italiano, Emanuele Giaufret, ex numero uno della Delegazione Ue a Belgrado

Stefano Giantin
Il diplomatico friulano Antonio Zanardi Landi
Il diplomatico friulano Antonio Zanardi Landi

Una sorta di conclave laico, che sente puntati addosso gli occhi di un intero Paese e di svariate potenze straniere. Sul tavolo, una ridda di nomi che ufficiosamente circolano da tempo, da cui estrarre quello del prossimo “papa”, che andrà a sostituire un controverso tedesco, dimissionario su pressioni Usa. E le chance che il successore possa essere italiano sono alte. Sono queste le significative manovre, dietro le quinte, attorno alla scelta del nuovo Alto Rappresentante in Bosnia-Erzegovina, figura-chiave nelle complesse dinamiche interne del Paese balcanico, “arbitro” straniero che vigila sul rispetto degli accordi di pace di Dayton.

Il capo uscente dell’Ohr, Christian Schmidt, odiatissimo dalla leadership serbo-bosniaca, spalleggiata da Mosca – che non ne riconosce l’autorità - ha annunciato a maggio di aver deciso di lasciare l’incarico «per ragioni personali», dopo cinque anni. Ma dietro la mossa ci sarebbero state insostenibili pressioni di Washington, che vuole un ruolo più limitato per il prossimo Alto Rappresentante.

Chi verrà dopo Schmidt? Se lo chiedono tutti, in Bosnia, dove il toto-nomi sul prossimo Alto Rappresentante sembra essere diventato il passatempo più in voga. E dove tutti i portali specializzati e i giornali da tempo sono impegnati a scoprire chi avrebbe delle possibilità di occupare la poltrona dell’Ohr. I nomi che circolano? Uno in particolare, uscito subito dopo le dimissioni di Schmidt.

Fra i papabili – anzi, tra i favoriti – ci sarebbe il diplomatico friulano Antonio Zanardi Landi, già ambasciatore a Belgrado, Mosca e presso la Santa Sede, ex consigliere del Presidente della Repubblica e fra le feluche italiane più stimate a livello internazionale, Washington inclusa. Da quanto finora ufficiosamente emerso, Roma punterebbe su Zanardi Landi come “candidato europeo”, non solo italiano. E il nome avrebbe il placet degli Usa e sarebbe visto di buon occhio anche dalla Turchia, potenza che ha un peso non irrilevante a Sarajevo.

I giochi tuttavia sarebbero tutt’altro che fatti, dato che «Londra è scettica» e si sarebbero manifestati pure mal di pancia a Berlino e Parigi, ha suggerito una fonte confidenziale al ben informato portale specializzato European Western Balkans. Mal di pancia dietro cui si nasconderebbe la volontà di spingere i propri candidati di bandiera. Fra i favoriti, si fa il nome di René Troccaz, francese – gradito anche alla Germania - dal 2023 Inviato speciale per i Balcani del presidente Macron. E la feluca ha significativamente ritwittato un post del ministro degli Affari europei di Parigi, Benjamin Haddad, sbarcato a sorpresa in Bosnia «in compagnia del mio omologo tedesco Gunther Krichbaum». In corsa ci sarebbero però anche altri aspiranti di spicco.

Tra questi, un americano, William Ruger, fra i più fieri sostenitori di Trump e del movimento Maga, ma anche del neo-isolazionismo Usa, oggi numero due dell’Intelligence americana. Altre figure da tenere d’occhio, quella del giurista sloveno Roman Završek, candidato dalla Camere degli avvocati della Federazione e della Republika Srpska, considerato super partes e adatto a ricoprire il ruolo di arbitro.

Fra i candidati, si parla anche dell’ex presidente sloveno, Borut Pahor e dell’italiano Emanuele Giaufret, ex numero uno della Delegazione Ue a Belgrado, mentre sono circolate ipotesi su una possibile fusione tra Ohr e Delegazione Ue a Sarajevo, retta da Luigi Soreca, italiano. Toto-nomi che dovrebbe essere risolto solo dal “conclave”, la riunione del Peace Implementation Council (Pic), in programma oggi e domani.

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