Come sfruttare Veneto Sviluppo e Innovazione
Il possibile ritorno delle banche e il rafforzamento del controllo strategico della Regione sono l’occasione per aggiornare gli strumenti pubblici alle sfide che oggi attraversano il sistema produttivo

Il riassetto annunciato dall’assessore Massimo Bitonci su Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione può aprire una fase importante per la politica industriale regionale. Il possibile ritorno delle banche nella compagine di Veneto Sviluppo e il rafforzamento del controllo strategico della Regione su Veneto Innovazione non vanno letti come una semplice correzione amministrativa, né come una contrapposizione alla stagione precedente. Sono piuttosto l’occasione per aggiornare gli strumenti pubblici alle sfide che oggi attraversano il sistema produttivo veneto.
Negli ultimi mesi, come Fondazione Nord Est, abbiamo già richiamato alcuni punti centrali. Il nuovo bando regionale da 3 milioni per le startup innovative è un segnale positivo, perché riporta al centro giovani, ricercatori, capitale umano qualificato e nuova impresa. Ma è anche un punto di partenza, non una svolta strutturale.
Il tema decisivo non è soltanto quante risorse vengono stanziate, ma quante imprese ad alto potenziale esistono oggi in Veneto per assorbire capitale, competenze e tecnologia in modo stabile. Il nodo, quindi, non riguarda solo l’offerta di capitale.
Certo, il divario con gli ecosistemi più maturi, a partire dalla Lombardia e da Milano, resta ampio e rafforzare gli strumenti finanziari regionali è dunque necessario. Ma sarebbe riduttivo pensare che più capitale produca automaticamente più innovazione. Il capitale serve, ma serve anche domanda di capitale: imprese nuove, ambiziose, tecnologiche, capaci di crescere, validare mercati, attrarre investitori e creare occupazione qualificata. Questo è un fattore che troppo spesso viene messo ai margini del dibattito pubblico. È proprio in questo spazio che il Veneto deve compiere un cambio di paradigma senza rinnegare il proprio passato.
La manifattura esistente non è un ostacolo alla nuova imprenditorialità ma può esserne la base. Le imprese mature possono diventare infatti il primo mercato, il primo cliente e il primo validatore delle startup. È la logica del venture clienting, che Fondazione Nord Est sta studiando con attenzione: l’impresa consolidata non entra necessariamente nel capitale della startup, ma ne acquista, testa e valida la tecnologia, portando innovazione dentro le filiere e aiutando la giovane impresa a crescere.
Tuttavia, per dare impulso ad una nuova stagione imprenditoriale a Nordest occorre andare ancora più a monte. Prima del venture clienting c’è la formazione stessa di nuove imprese. Tech transfer, spin-off universitari e startup industriali non nascono infatti per decreto. Richiedono incentivi, certamente, ma anche cultura imprenditoriale, modelli visibili, competenze manageriali, capitale paziente e imprese consolidate disposte ad aprirsi.
Per questo il riassetto di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione può essere utile se diventa il perno di una strategia più ambiziosa: non solo gestire strumenti finanziari, ma aumentare la qualità imprenditoriale del territorio. Il Veneto ha già dimostrato di saper creare impresa, di qualità e in quantità. Ora deve dimostrare di saper creare le imprese del prossimo ciclo tecnologico.
Alberto Baban è Presidente Fondazione Nord Est
Giulio Buciuni è Coordinatore del Comitato scientifico Fondazione Nord Est
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