I rincari della guerra dai traghetti agli alberghi. Giù prezzi dei voli

(ANSA) - ROMA, 13 GIU - Chi decide di prenotare a giugno un soggiorno di 7 notti in una delle località di mare del nostro Paese per la settimana centrale di agosto, deve fare i conti con la scarsa disponibilità di strutture ancora libere. Lo spiega Asoutenti aggiungendo che questa è una conseguenza diretta del conflitto in atto, che ha spinto una crescente fetta di cittadini a preferire mete nazionali per la propria villeggiatura estiva. Una famiglia con due figli che prenota in questi giorni un soggiorno di 7 notti in Italia dal 9 al 16 agosto (in hotel 3 stelle o struttura assimilata), ha un ventaglio di scelte ridotto e spende una media di 2.025 euro, in crescita del +12,6% rispetto a chi prenotava lo scorso anno lo stesso soggiorno nello stesso periodo. Vera nota dolente è quella relativa ai traghetti - segnala Assoutenti - Il rincaro dei carburanti seguito alla guerra in Iran ha causato un rialzo generalizzato delle tariffe praticate dalle società di navigazione, al punto che i biglietti per una famiglia con due figli e auto al seguito costano in media il 10,9% in più rispetto allo scorso anno. Ma si segnala anche che la forte frenata della domanda di viaggi all'estero ha prodotto un abbassamento delle tariffe aeree per molte destinazioni estive, con i prezzi dei biglietti monitorati che scendono in media del -23%. "Il rischio è che la guerra in Medio oriente sia utilizzata dagli operatori del settore per applicare rincari di prezzi e tariffe anche per voci che nulla hanno a che vedere con la situazione geopolitica internazionale, realizzando una speculazione sulle vacanze estive degli italiani", puntualizza il presidente, Gabriele Melluso. (ANSA).
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