Ecco i conti che non tornano sull’abolizione del bollo auto

Mossa elettorale o semplificazione fiscale? Il dibattito sulla misura che punta a diventare strutturale

Francesco Morosini
Via il bollo dal 2027 per alcune categorie di veicoli
Via il bollo dal 2027 per alcune categorie di veicoli

Il governo Meloni ha sospeso quella tassa di possesso (cioè da pagarsi per la proprietà di un bene lo si usi o meno) nota come bollo auto, moto e scooter. Il decreto varato dal Consiglio dei Ministri è relativo al 2027. Riguarda veicoli di potenza massima di 80 kW. La manovra, riservata alle persone fisiche mentre esclude le persone giuridiche, vuol avere un intento distributivo. Infatti, lascia fuori dal beneficio le grandi cilindrate e si concentra invece sulle piccole e medie.

Il provvedimento è meno rilevante per le auto ibride che in molte regioni usufruiscono già di regimi di esenzioni totali o parziali (Veneto e Friuli Venezia Giulia). Lo stesso, ovvio, può dirsi per le elettriche. D’altra parte – come ha ricordato il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa – queste due categorie d’auto, seppure avranno poco da guadagnare dal taglio della tassa di possesso dell’auto, parimenti hanno patito meno le maledizioni” (più come automobilisti che consumatori) dell’esplodere del costo del petrolio.

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Via il bollo dal 2027 per alcune categorie di veicoli

Allo stato dei fatti la misura di abolizione del bollo auto, che come detto partirà nel 2027, è temporanea. Cioè varrà solo l’anno prossimo. Nondimeno, l’intenzione dichiarata dall’esecutivo è di renderla definitiva. A patto, ovviamente, che le condizioni della finanza pubblica lo consentano. Cui aggiungere che il decreto vuole indicare una filosofia fiscale del governo decisa ad abbandonare provvedimenti spot dalle coperture piuttosto affannose. Per adottare, viceversa, interventi facilmente inquadrabili e comprensibili negli intenti.

All’opposto, i critici del provvedimento vi vedono una misura di marketing politico pensata per l’anno elettorale, essendo la Legislatura al tramonto.

Forse è inevitabile: in fondo i partiti hanno il consenso come priorità. E l’abolizione del bollo auto/moto fa immediata presa sull’elettorato. Va comunque ricordato che il provvedimento, entrando in vigore il prossimo anno, è neutrale rispetto al costo attuale del carburante.

Tema di discussione sono le risorse per finanziare il taglio del bollo. Il punto è che sono le Regioni e le Provincie Autonome che gestiscono gli introiti di esso. Detto altrimenti, lo Stato dovrà versare a questi Enti la somma che perderanno per l’abolizione della tassa. Il governo ha dichiarato che nessun danno finanziario cadrà sulle Autonomie. Infatti, almeno per il primo anno finanzierà l’abolizione del bollo con accantonamenti per minori uscite utilizzate per il Pnrr.

Comunque, il provvedimento del Cdm ha una sua logica (la semplificazione) e una sua popolarità. Infatti, potrebbe avere consenso oltre i confini della maggioranza. Il nodo politico, specie se sarà definitivo, è nella garanzia che lo Stato rimborserà appieno quanto le Autonomie avrebbero ricevuto dalla tassa in questione.

È il tema, politicamente delicato, che fa emergere il nesso tra bollo auto e finanziamento della spesa sanitaria. Quindi della ricerca di risorse alternative “non residuali” di bilancio. Una sfida difficile.

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