Gli smart glasses saranno prodotti ad Agordo, EssiLux rilancia la sede storica

La società fondata da Del Vecchio porta in Italia la fabbricazione dei dispositivi wearable

Stefano Vietina

Occhiali intelligenti a Agordo. EssilorLuxottica non lascia, ma anzi rilancia la storica sede dove mosse i suoi primi passi, nel 1961, la creatura di Leonardo Del Vecchio, e lo fa riconvertendo un'intera area produttiva per questa nuova attività industriale proiettata verso il futuro: gli smart glasses. È di ieri il comunicato in cui EssilorLuxottica, con le segreterie nazionali, i coordinatori nazionali e il coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, annuncia «l’introduzione in via sperimentale delle prime linee produttive per la realizzazione di dispositivi wearable in Italia a partire dalla seconda parte dell’anno. L’iniziativa coinvolgerà in particolare lo storico stabilimento di Agordo, dove sarà completamente convertita e avviata entro l’inizio del 2027 un’intera area produttiva per le nuove attività industriali».

Un investimento ingente in impianti, macchinari e persone, di cui peraltro l'azienda non comunica l’entità, per realizzare una sperimentazione che si inserisce all’interno del percorso avviato dal gruppo e dalle organizzazioni sindacali con il Contratto integrativo aziendale e con il successivo accordo programmatico dello scorso settembre. «Portare la produzione dei nostri dispositivi wearable anche in Italia, a partire dallo stabilimento di Agordo», ha detto Francesco Milleri, presidente e Ad di EssilorLuxottica, «è una scelta strategica e industriale di grande valore per il gruppo e per il territorio. È un progetto ambizioso, che richiede competenze, una filiera solida e un ecosistema capaci di sostenere innovazione, qualità e rapidità di esecuzione. Siamo convinti che questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte (azienda, persone, organizzazioni sindacali e istituzioni) per costruire intorno ai nostri stabilimenti un sistema integrato che metta a fattor comune tecnologie, talenti e supply chain, rafforzando ulteriormente la nostra leadership in un settore ad altissimo potenziale».

Gli smart glasses sono sul mercato dal settembre 2021, con l’uscita dei Ray-Ban Stories, poi divenuti, nella seconda generazione, Ray-Ban Meta con la prosecuzione dell'accordo con Mark Zuckerberg. Attualmente sono in vendita anche i modelli Oakley Meta, con le stesse caratteristiche (fotocamera, altoparlanti, microfoni, collegamento con l'intelligenza artificiale), e Nuance per migliorare l’udito. Gli occhiali smart di EssilorLuxottiva sono stati prodotti fino ad oggi in Cina, anche per la complessa tecnologia integrata nella montatura, come le fotocamere e i componenti miniaturizzati. Nel 2025 ne sono stati venduti sette milioni di pezzi in tutto il mondo e il trend è in costante crescita. E ora alla Cina si affiancherà anche Agordo, con il possibile lancio di nuovi prodotti innovativi. Un passaggio accolto con grande soddisfazione dai sindacati. «Si tratta di una scelta», hanno commentato Marco Falcinelli, Sebastiano Tripoli e Daniela Piras, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, «che conferma come innovazione, ricerca e manifattura avanzata possano e debbano trovare spazio nel nostro Paese». «Un segnale importante contro le logiche di delocalizzazione e a favore di una politica industriale», hanno aggiunto i segretari nazionali Sonia Tosoni di Filctem Cgil, Raffaele Salvatoni e Ivano Dalla Brea di Femca Cisl e Livia Raffaglio di Uiltec Uil. «Siamo di fronte ad un evento storico», ribadisce Luigi Dell’Atti, coordinatore e funzionario della Filctem Cgil degli stabilimenti di Agordo e Cencenighe di EssilorLuxottica. «Ad Agordo tutto è iniziato 70 anni fa: siamo partiti con la produzione dell'occhiale classico per passare poi a quello di lusso e ora siamo a quello tecnologico. Una evoluzione importante, incredibile».

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