Intelligenza artificiale sovrana: dal Nordest parte la sfida italiana

Engineering cambia modello di business e investe nella sua piattaforma di Ai. Il data center vicentino è uno dei tre pilastri della nuova architettura. Il gruppo punta a digitalizzare servizi per Comuni e utility del territorio

Stefano Carli
L’interno di un data center di Engineering per l’intelligenza artificiale
L’interno di un data center di Engineering per l’intelligenza artificiale

Sarà questo 2026 l’anno della svolta per Engineering, il gruppo italiano controllato dal 2020 da due fondi di private equity, Bain Capital e Renaissance Partners, e al cui vertice è arrivato come amministratore delegato, undici mesi fa, Aldo Bisio, appena uscito dalla guida di Vodafone Italia.

Sarà una svolta perché in questi undici mesi il gruppo ha cambiato pelle, passando dal mercato della cosiddetta System integration, ossia soluzioni hardware e software per applicativi tagliati su misura per le imprese clienti, solitamente di dimensioni medio grandi, a protagonista di primo piano in questa nuova fase della digitalizzazione dominata dall’intelligenza artificiale.

Alla ricerca della sovranità

E si parla di una Ai sovrana italiana e europea sviluppata da centinaia di ingegneri che lavorano per il gruppo e in un rapporto di stretta collaborazione con il Cineca, il principale centro di supercalcolo in Italia.

Un nuovo prodotto che si aggiunge ad una infrastruttura anch’essa proprietaria e incardinata su tre grandi data center, uno a Pont Saint Martin, Aosta, uno a Torino e il terzo a Vicenza, e che è stato lanciato appena due mesi fa.

In un periodo come questo dominato da tensioni geopolitiche e impegno a riscrivere il ruolo dell’Europa per proteggere imprese e cittadini dai rischi di un mercato tecnologico dominato da americani e cinesi, Engineering lancia un prodotto di Ai sovrana che punta su tre fattori: l’affidabilità operativa, la trasparenza sui metodi e anche un sostanziale risparmio di risorse.

«La nostra architettura Ai», spiega Michelangelo Suigo, responsabile Engineering delle relazioni esterne e istituzionali di gruppo, «è tra le prime ad essere nativamente già in regola con le norme dell’Ai Act europeo. E lo dichiara già nel nome: IS-IA, Italy’s Sovereign Intelligence Architecture. È un sistema modulare che offre flessibilità di disegno per adattarsi a settori, dimensioni ed esigenze diverse».

Le garanzie

Sono tre le caratteristiche su cui punta Engineering.

La prima è la garanzia della proprietà intellettuale: i dati vengono usati in un perimetro protetto, non sono a disposizione potenzialmente dell’universo mondo.

Garanzia importante per le imprese quando inseriscono dati sensibili per esempio per calcolare gli esisti di diverse scelte sui loro piani industriali.

Secondo, la trasparenza: il modello consente ispezioni e monitoraggio dei prompt, cosa che le cosiddette Ai generaliste non permettono.

Terza caratteristica: la proporzionalità.

Le Ai generaliste, come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google, ricercano nell’intera rete, e questo significa che utilizzano migliaia di miliardi di prompt.

E il prompt, ogni singola domanda, è anche la base per il loro costo.

È vero che il costo unitario dei prompt sta scendendo (per ora) ma il loro numero cresce a dismisura.

Un modello verticale come quello di Engineering, ottiene risposte con qualche centinaia di migliaia di token. E questo si traduce - spiegano in Engineering - in un consumo energetico dieci volte inferiore e un risparmio di costi che si pone tra il 50 e l’80%.

I numeri

Tutto questo è appena stato consegnato alla rete di vendita del gruppo e non ha quindi ancora avuto influenza sui risultati: non sul bilancio 2025, chiuso a 1,8 milairdi di ricavi, in crescita del 2,5%, con l’Ebitda post Capex, salito di oltre l’11% e l’Ebit di quasi il 13%.

Ma nemmeno sul primo trimestre 2026, dove pure i ricavi netti sono saliti di oltre il 4% e l’Ebitda di quasi il 10%.

E tra le prime mosse di Bisio ci sono recenti cessioni di un paio delle circa 50 società controllate al 100%: si tratta una società che opera nella sanità digitale e una nelle soluzioni per l’industria, ma focalizzata sul mercato Usa.

Quest’ultima effetto diretto della nuova strategia centrata sull’Ai sovrana europea che dice come negli obiettivi di Bisio ci siano prima di tutto l’Italia e l’Ue e poi, sull’estero, l’Asia e il nord Africa prima ancora di un mercato degli States oggi esposto a troppi fattori di rischio.

Il fronte italiano

Anche perché anche già il solo mercato italiano presenta sfide non da poco.

Intanto perché lo scenario si complica.

Ormai tutti i protagonisti dei mercati prima separati di Tlc e di It vanno a convergere: non si vende più solo connettività alle imprese ma ecosistemi intelligenti e dominati dall’Ai.

Questo vuol dire che Engineering oltre ai suoi naturali competitor, come Accenture o Reply, ora si trova a fronteggiare offerte che vengono da soggetti come Tim o Fastweb e quasi tutto il resto del mondo telco che cercano nel mercato business quei margini che il mercato consumer non offre più.

Ma anche dalla Pubblica amministrazione la domanda di digitalizzazione sta salendo di livello.

Già da anni, attraverso la sua controllata Municipia, Engineering lavora ad ampliare un portafoglio di amministrazioni per cui mette a punto soluzioni digitali. Tanto per restare nel Nordest, a Padova gestisce il portale del Comune, la piattaforma di smart parking e il Social Welfare District una piattaforma cloud che connette le banche dati del Comune con quelle degli enti territoriali che si occupano di sociale.

Ma Engineering ha sviluppato partnership anche con utility, per le quali gestiscono processi strategici come fatturazione, misura dei consumi, gestione del credito e relazione con l’utente.

Lo fanno per Bim Belluno (150. 000 utenti) ed Etra a Cittadella nel Padovano (550.000 utenti), dove gestisce su un’unica piattaforma sia il servizio idrico sia l’igiene ambientale.

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