Le multiutility alla sfida di Ai ed elettrificazione spingono gli investimenti

I piani di spesa dei principali gruppi, secondo l'analisi di Bloomberg Intelligence, indicano una «continua accelerazione degli investimenti»

Massimo Lapenda
Trieste - La targa posta all’ingresso della sede di AcegasApsAmga in via del Teatro
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Una forte spinta sull'intelligenza artificiale, sull'elettrificazione e le infrastrutture energetiche. Sono questi i tre principali settori su cui le utility (energia, acqua e gas) europee quotate in Borsa orienteranno gli investimenti nel 2026.

I piani di spesa dei principali gruppi, secondo l'analisi di Bloomberg Intelligence, indicano una «continua accelerazione degli investimenti».

I data center e l'espansione dell'intelligenza artificiale stanno aumentando esponenzialmente la domanda di energia, rendendo cruciali gli investimenti in produzione e reti.

La necessità di modernizzare le griglie elettriche richiede però ingenti capitali, offrendo opportunità di crescita per i gruppi del settore.

Nel 2025 le utility europee hanno generato un rendimento aggregato di circa il 3%, circa 45 punti base in più rispetto al mercato. Quest'anno però non sarà facile ripetere la stessa «performance a causa dei prezzi dell'energia più bassi, della maggiore leva finanziaria e dei rischi legati alla costruzione di impianti rinnovabili», spiegano gli analisti.

In particolare sulle performance delle utility inciderà il prezzo dell'energia che, secondo le stime, dovrebbe diminuire a circa 85 euro per Mwh per l'anno, rispetto ai 90 euro del 2025. Le stime sul prezzo del gas, inoltre, vedono una media di circa 26 euro al megawattora per il 2026, rispetto ai 35 euro del 2025. E questo perché il Gnl in Europa ha assunto un ruolo di primo piano.

In questo contesto gli analisti vedono una crescita aggregata del margine operativo lordo delle prime 10 utility europee di circa il 4%, poiché l'accelerazione degli investimenti nella rete rivitalizza gli «utili del settore, che erano in stallo dal 2024, anno in cui i prezzi dell'energia elettrica si sono normalizzati.

I cospicui investimenti per l'ammodernamento e l'espansione delle reti elettriche crea poi una sfida di finanziamento. Una situazione che ha spinto le aziende a rivolgersi a fonti di capitale non debitorie, principalmente azioni, strumenti ibridi e cessioni, e nel 2026 sarà «probabilmente necessario fare di più per sostenere la qualità del credito», spiegano gli analisti. In sostanza il 2026 si prospetta interessante per le «utility grazie alla spinta dell'intelligenza artificiale e delle infrastrutture, ma un mix di investimenti è la chiave per navigare il mercato». 

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