Generali accelera per sviluppare l’Ai, in un triennio piano da 1,3 miliardi
L’intelligenza artificiale ha generato 100 milioni di valore dalla valutazione dei rischi alla gestione dei sinistri. Il Leone studia con il Mit le nuove frontiere tecnologiche

Un investimento in digitale e intelligenza artificiale da 1,3 miliardi di euro nell’arco di un triennio e sistemi già entrati stabilmente nelle attività quotidiane del gruppo, con una cinquantina di motori Ai in funzione e lo sviluppo sostenuto dei cosiddetti agenti di intelligenza artificiale, capaci di operare e prendere decisioni in autonomia. Generali accelera sulla nuova frontiera dell’innovazione, che sta già fruttando un valore aggiunto di 100 milioni: una somma che entro il 2027 il Leone vuole più che triplicare, arrivando a 350 milioni di valore, tra aumento della produttività, maggiore efficienza e risparmi. Con ricadute che già si vedono in molti ambiti, dal monitoraggio dei territori via satellite per una stima più precisa del rischio alle analisi meteorologiche, dal pricing alla gestione automatizzata delle pratiche di sinistro.
Lo sviluppo passa anche per la cooperazione avviata nel 2025 con il Mit di Boston, pensata per studiare le applicazioni Ai all’ambito assicurativo. I ricercatori americani sono stati protagonisti a Venezia di una due giorni organizzata nella storica sede delle Procuratie, per fare il punto sul livello raggiunto all’interno dell’azienda, sulle prospettive dell’uso dell’Ai nel settore e sui processi di digitalizzazione in atto a livello globale. E se il guru della robotica Sertac Karaman, direttore del Laboratory for Information and Decision Systems del Mit, ha presentato i progressi e l’avvicinamento dell’ingresso degli automi nell’industria e nelle case private, il Group Chief Operating Officer di Generali, David Cis, ha sottolineato sul punto come «il tempo per il settore è maturo per cominciare a pensare ai profili di rischio legati alla crescente diffusione dei robot».
Lo sguardo è insomma rivolto al futuro, ma Cis spiega che «stiamo già trasferendo i progressi scientifici nel business: in alcuni settori l’adozione dell’Ai è avviata e c’è spazio per avere un significativo vantaggio competitivo». Cioè una leva strategica per aumentare profitti e competitività della compagnia, che ha fatto dell’Ai uno dei tre pilastri strategici del suo programma triennale di sviluppo (gli altri sono sostenibilità e personale) e che punta ad applicare l’intelligenza artificiale con approccio scalabile e trasversale a tutte le principali aree di attività.
Il gruppo è al lavoro da alcuni anni. I primi passi sono stati compiuti per definire la base dati da dare in pasto agli algoritmi dell’Ai e costruire piattaforme condivise in tutti i paesi, introducendo modelli avanzati di analisi e automazione in processi chiave come la definizione del rischio, il pricing, la gestione dei sinistri e l’individuazione di frodi. Con i pesanti investimenti programmati, spiega Cis, «vogliamo ora implementare 16 casi d’uso e creare una piattaforma di dati trasversali», cui si aggiunge una formazione sulle tecnologie generative che ha già toccato 15.000 dipendenti a livello globale.
Generali ha dato priorità agli impieghi dall’Ai in grado di produrre impatto sul business grazie a rapidità di impiego e di scalabilità internazionale. Rispetto ai 16 use case citati, il gruppo ritiene di aver reso operativo il 60% delle applicazioni e di poter arrivare al 90% entro il 2027. Non si parla dunque di programmi pilota, ma di realizzazioni concrete che girano su «motori Ai globali» sviluppati a livello centrale e messi a disposizione delle varie business unit. Cis cita «il motore geospaziale, che elabora immagini satellitari, dati catastali e informazioni territoriali per migliorare la valutazione dei rischi assicurativi» e che ha già processato oltre 20 milioni di localizzazioni, analizzando ad esempio valore degli edifici, condizione delle strade e presenza di pannelli solari sui tetti. Accanto cresce il motore di rischio climatico, che «integra oltre 40 variabili meteorologiche provenienti dal programma europeo Copernicus con i dati del gruppo relativi ai sinistri e alle caratteristiche degli edifici»: l’obiettivo è migliorare la capacità di valutazione di eventi estremi e prendere le decisioni conseguenti in ambito assicurativo. Poi ci sono i segmenti più scontati, ma in grado di creare un immediato beneficio quantitativo: e qui Generali applica l’Ai all’automazione della risposta al cliente e sta ripensando l’intero processo end-to-end, dall’apertura della pratica di sinistro fino alla liquidazione, con sistemi sempre più capaci di analizzare documenti e immagini, classificare il danno e indirizzare il caso, riuscendo a ridurre i tempi di gestione fino all’80%.
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