Il progetto Innoway prosegue la marcia: ultimo anno di cassa poi tutti al lavoro
Rinnovato l’ammortizzatore sociale davanti all’impegno sul rispetto dei piani e piena occupazione nel luglio 2027. Atteso il via libera per costruire il raccordo ferroviario

Cassa integrazione rinnovata fino al 31 luglio 2027, quando la fabbrica dovrà tornare alla piena occupazione. Piano industriale confermato. Ottenimento delle certificazioni necessarie a produrre due ulteriori modelli di vagone. Si conclude con un bilancio positivo l’incontro fra Innoway, Regione, Confindustria e sindacati sulla riconversione industriale che vede la società fondata da Msc procedere al subentro nelle officine di Wärtsilä con un progetto di produzione di carri ferroviari per il trasporto merci.
Ieri le parti hanno fatto il punto prima dell’incontro di monitoraggio che si terrà il 5 agosto al ministero delle Imprese. Dal tavolo emerge come Mimit e Regione abbiano dato via libera alla proroga dei due anni di cassa in scadenza a fine mese. L’ammortizzatore è stato allungato al terzo anno opzionale, davanti all’impegno dell’azienda a riportare entro 12 mesi tutti i dipendenti al lavoro, confermare gli investimenti e delineare percorsi formativi più chiari per le maestranze.
Oggi nella fabbrica di Bagnoli della Rosandra lavorano a tempo pieno 120 addetti. Saranno portati a 145 entro settembre. Il totale dei lavoratori ammonta a 242: da Wärtsilä erano arrivati in 261, ma si sono verificate uscite volontarie, che l’azienda colmerà nei mesi a venire con nuove assunzioni.
Il confronto in Regione è avvenuto alla presenza dei due ad della joint venture, Giorgio Enrico Bobbio per Msc e Johan Gruber per Innofreight, unitamente al project manager di Msc Nicola Lelli, al responsabile risorse umane Luca Ortolani e al proprietario di Innofreight Peter Wank. I vertici aziendali hanno evidenziato che la fabbrica ha realizzato 148 vagoni nel 2026 (88 da 30 piedi e 60 da 80 piedi) più altri 170 nel 2025: l’obiettivo è di sfornarne 600 entro fine anno. La società ha inoltre annunciato di aver ottenuto la certificazione per i modelli da 30 e 40 piedi.
Innoway ha richiamato gli altri passi avanti compiuti in questi mesi: inizio dell’installazione della linea di saldatura automatizzata dei carrelli, implementazione del sistema gestionale informatico, definizione dell’impianto fotovoltaico e progettazione del raccordo ferroviario per l’uscita dei carri dal sito. La connessione fra questo e la rete spetta al consorzio industriale Coselag, grazie a 15 milioni stanziati dalla Regione: il progetto è in fase autorizzativa.
L’azienda ha confermato il piano di investimenti: 70 milioni entro il 2027 e 30 entro il 2029. Innoway ha evidenziato di voler procedere in tempi brevi alla preparazione della terza campata del sito, prevedendo di utilizzarla per attività non previste dal piano industriale (produzione di assali e ruote), da cui potrebbe derivare un incremento occupazionale. I ritardi finora accumulati sono stati motivati con la volontà di valutare meglio investimenti e scelte tecniche finalizzate a internalizzare alcune attività, anche alla luce di difficoltà riscontrate con fornitori.
Per l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen e il collega delle Attività produttive Sergio Bini, «servono tempistiche ben definite per il successo di quello che è un piano di riconversione su cui tutti abbiamo scommesso molto». I rappresentanti istituzionali confermano comunque che «l’accordo di programma per la reindustrializzazione viene rispettato» e auspicano che fra un anno «si arrivi ad avere uno stabilimento moderno e pienamente efficiente. L’azienda ha assicurato che nel prossimo incontro del tavolo ministeriale verrà illustrato il quadro degli investimenti, le tempistiche delle fasi d’implementazione dell’attività e quelle di rientro al lavoro del personale».
Positiva la valutazione di Confindustria Alto Adriatico: il direttore Massimiliano Ciarrocchi parla di «esempio positivo di reindustrializzazione con rallentamenti fisiologici per una trasformazione così radicale: siamo fiduciosi che i piani si compiano entro luglio 2027». Per i sindacati restano tuttavia incognite. Cgil, Cisl e Uil sottolineano «i positivi progressi», ma richiamano l’azienda a «proseguire sulla strada imboccata al fine di consentire il più rapido reintegro dei lavoratori e il consolidamento del piano industriale». Usb esprime a sua volta «preoccupazione per i ritardi e il rischio che l’investimento sulla terza campata si dilati oltre il periodo coperto dagli ammortizzatori sociali. Verificheremo la corrispondenza tra gli impegni, gli investimenti e il numero dei lavoratori reintegrato».
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