Pensioni, in Veneto più di un quinto sotto i 1000 euro lordi

Per fasce di reddito il 21% dei pensionati veneti dichiara meno di 12mila euro lordi annui, circa mille euro lordi al mese, il 43% fra 12mila e 26mila, il 28% fra 26mila e 50mila, la parte restante percepisce pensioni superiori ai 50mila euro annui.

La redazione

Più di un quinto dei pensionati veneti, ovvero circa 272mila anziani, riceve meno di mille euro lordi al mese, circa 850 euro netti. Il dato emerge da una analisi dello Spi Cgil del Veneto, che ha preso in esame le pensioni comune per comune, che evidenziano, sottolinea il sindacato, come i divari fra un territorio e l'altro possano rendere impossibile una gestione omogenea della situazione.

L'importo medio dichiarato dai pensionati nel 2024 ammonta a poco più di 1.700 euro lordi mensili. A livello provinciale il Vicentino contempla la pensione media più alta (1.754), seguita da Venezia (1.750), Treviso (1.702), Padova (1.700), Belluno (1.696), Verona (1.676) e Rovigo (1.629). Per fasce di reddito il 21% dei pensionati veneti dichiara meno di 12mila euro lordi annui, circa mille euro lordi al mese, il 43% fra 12mila e 26mila, il 28% fra 26mila e 50mila, la parte restante percepisce pensioni superiori ai 50mila euro annui.

In Veneto i pensionati più ricchi si trovano a Padova (2.333), Treviso (2.257 euro), Verona (2.150), Mogliano in provincia di Treviso (2.117), Belluno (2.114), Venezia (2.108), Vicenza (2.090), Selvazzano in provincia di Padova (2.089), Monteviale in provincia di Vicenza (2.086) e Casier in provincia di Treviso (2.080). Le pensioni più basse vengono erogate a Castagnaro, in provincia di Verona (1.433), Erbezzo, sempre nel Veronese (1.417), Casale di Scodosia (Padova, 1.394), Selva di Progno, Verona, e Solesino, (Padova, 1.391), Lamon (Belluno, 1.367), Villanova Marchesana (Rovigo, 1.360), Velo Veronese, (1.289), Val di Zoldo (Belluno, 1.256). le pensioni media più basse sono a Zoppè di Cadore (Belluno) con 1.009 euro lordi mensili.

Guardando ai dati Inps relativi alle sole pensioni maturate nel settore privato, nel Rodigino il 51% è al di sotto dei mille euro; Padova, Treviso e Verona sono al 48%, Venezia, Vicenza e Belluno al 46%. Fra i contribuenti che pagano l'Irpef il 33,7% sono pensionati, con quote che vanno dal 31,9% del veronese al 38,1% del Rodigino.

Per Alessandro Chiavelli, segretario Spi Cgil Veneto «è necessario rivedere lo strumento della rivalutazione perché ormai è chiaro che l'inflazione reale è superiore a quella che viene calcolata dall'Istat. Ma in questo senso diciamo stop proprio ai continui tagli della rivalutazione stessa, che puniscono pensionati che hanno lavorato anni, come insegnanti, come operai specializzati, versando tutti i contributi e ora si trovano con un assegno decurtato dai vari governi che vogliono fare cassa con i pensionati. Un altro intervento che darebbe subito effetti immediati sarebbe l'allargamento della quattordicesima mensilità e l'aumento del suo valore».

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