Friuli Venezia Giulia al quinto posto in Italia per numero di dipendenti pubblici
Indagine dell’Ires: i colletti bianchi nella Pa, scuola, sanità e amministrazioni centrali sono quasi 90 mila. Il loro stipendio annuo è di 11 mila euro più elevato di quello dei dipendenti privati

Nel 2024 in Friuli Venezia Giulia si contavano 89.684 dipendenti pubblici, 626 in più rispetto all’anno precedente (+0,7%).
Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo in un’elaborazione di dati Inps.
La crescita registrata ha riguardato tutte e quattro le province.
L’aumento è dovuto principalmente all’andamento dei dipendenti a tempo determinato della Scuola (ambito che conta complessivamente oltre 500 unità in più).
Dopo le assunzioni straordinarie effettuate nel biennio 2020-2021, infatti, si è registrato un calo fino al 2023 e una lieve ripresa degli occupati della Scuola a tempo determinato nel 2024.
Se si esamina, invece, il decennio 2014-2024 (che evidenzia complessivamente un incremento del +3,6%, oltre 3mila unità), si rilevano da una parte i consistenti incrementi nella Scuola (+17,4%) e nel Servizio sanitario (+6,5%), dall’altra il notevole ridimensionamento degli organici delle Amministrazioni centrali (-18,9%) e Locali (-7,9%). Il comparto delle Amministrazioni locali, in particolare, dal 2023 ha registrato una positiva inversione di tendenza dopo una lunga fase caratterizzata dalla diminuzione degli organici.
Le caratteristiche dell’occupazione
Negli ultimi anni, nell’ambito del settore pubblico, si può notare una tendenza all’aumento dei contratti a tempo determinato.
Questa dinamica ha subito un’accelerazione nel 2021 (quando i tempi determinati in regione sono arrivati al 14,6% del totale), come risposta all’emergenza epidemiologica da Covid-19 nei comparti della Scuola e della Sanità, seguita da una parziale inversione di tendenza nel biennio 2022-2023 (l’incidenza è scesa al 12,6%).
Il 2024 ha evidenziato un nuovo incremento, con un valore pari al 13,3%. La Scuola registra la maggiore diffusione dell’occupazione a termine, che nel 2024 ha riguardato quasi un terzo dei dipendenti (32,7%).
Come è noto, inoltre, nel settore pubblico si rileva una prevalenza della componente femminile (60,2% del totale), soprattutto nella Scuola (78,8%) e nella Sanità (75,2%).
Il raggruppamento che comprende le Forze armate, i corpi di Polizia e i Vigili del fuoco è quello che vede la minore presenza femminile (appena il 9,9%) e l’organico più giovane (solo il 16% dei lavoratori ha più di 55 anni, contro una media generale del 32,7%). Sempre nel 2024, in termini relativi, è aumentata soprattutto l’occupazione a tempo parziale (+2,2% rispetto al 2023) ed è risultata più stabile quella full time (+0,6%).
Fvg al quinto posto per numero di dipendenti pubblici sulla popolazione. Trieste è quarta
Il Friuli Venezia Giulia è quinto in Italia per numero di lavoratori pubblici in rapporto alla popolazione, con 75,1 dipendenti ogni 1.000 residenti.
In questa graduatoria si trova al primo posto la Valle d’Aosta (con 99,9), seguita da Trentino Alto Adige (98,7), Lazio (89,3) e Sardegna (76,1). In generale si rileva che tale rapporto è più elevato nelle regioni a statuto speciale, con la comprensibile eccezione del Lazio; solo la Sicilia (63,2) è in linea con la media nazionale (63,4).
Inoltre, tre province del Friuli Venezia Giulia si collocano nei primi venti posti. Trieste (con 95,9 dipendenti pubblici ogni 1.000 residenti) è quarta dietro a Bolzano, Roma e Aosta. Udine è 16esima (73,3), Gorizia 18esima (72,8), mentre Pordenone presenta un quoziente meno elevato (64) ma leggermente superiore alla media nazionale.
A Trieste le retribuzioni più elevate della regione
La retribuzione lorda media dei dipendenti pubblici, in termine di imponibile previdenziale annuo, nel 2024 in regione è stata pari a 36.167 euro
In base al gruppo contrattuale di appartenenza si evidenzia una notevole variabilità, in quanto si passa dall’Università e dagli enti di ricerca in cui la retribuzione media è pari a 51.626 euro all’anno, alla Scuola dove tale valore è pari a meno della metà (24.365 euro), anche perché incide negativamente la componente precaria.
Se si considerano esclusivamente i lavoratori a tempo indeterminato e pieno le differenze si attutiscono un po’, ma tra questi due gruppi rimangono comunque marcate (56.426 euro contro 31.383).
Le donne guadagnano in media il 23,8% in meno rispetto agli uomini; considerando i soli tempi indeterminati full time il divario si riduce al 18,3%. La provincia di Trieste presenta la retribuzione media più elevata, pari a 38.048 euro nel 2024, 1.881 euro in più rispetto al dato regionale.
A livello nazionale l’area giuliana è sesta, ai primi tre posti ci sono: La Spezia (40.336 euro di media), Bolzano (39.483) e Roma (39.466).
Il confronto con il settore privato
In media gli occupati delle imprese private regionali (esclusa l’agricoltura e il lavoro domestico) nel 2024 hanno percepito circa 11.000 euro in meno rispetto ai dipendenti pubblici (il divario è pari a -30,6%). Il 55,2% dei dipendenti del privato, infatti, si colloca sotto la soglia dei 25.000 euro lordi annui, contro il 22,2% di quelli pubblici; all’opposto solo il 13,3% raggiunge o supera i 40.000 euro, mentre la percentuale è più che doppia nel pubblico (28,9%).
A livello territoriale nell’isontino si rilevano le differenze più marcate (oltre 12.000 euro in più nel pubblico); al contrario nel pordenonese lo scarto è più contenuto (inferiore a 10.000 euro).
Un ulteriore elemento da sottolineare è il maggiore grado di invecchiamento degli organici della Pubblica amministrazione rispetto al settore privato.
La metà dei dipendenti pubblici che operano in regione ha infatti più di 50 anni (49%), contro il 35,7% che si riscontra nel privato. L’incidenza degli under 30 è, invece, pari ad appena il 6,7% (nel privato è il triplo, 20,7%).
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