Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima Regione a formare i ponteggiatori

L’iniziativa nasce dalla volontà di Nereo Parisotto, presidente della Pilosio di Tavagnacco, azienda leader nella produzione di ponteggi, per contrastare le morti sul lavoro che colpiscono soprattutto questi professionisti

Maura Dalle Case

È una delle professioni più pericolose e al contempo indispensabili nel comparto edile. Si tratta del ponteggiatore, chiamato a costruire pavimenti nel vuoto, superfici stabili anche a centinaia di metri di altezza dove le maestranze possano muoversi in sicurezza, che si tratti del ripristino di un edificio o di un grande viadotto.

Metalmeccanici ma lavoratori dell’edilizia

Benché inquadrato contrattualmente nel comparto metalmeccanico, opera principalmente nel mondo dell’edilizia, con tutti i rischi connessi a una professione che è tra quelle in cui si registra il maggior numero di morti bianche. Una statistica che imprese (Pilosio), istituzioni (Regione Fvg) ed enti di formazione (Formedil) vogliono abbattere drasticamente, sull’esempio di quanto fatto da Nasc, l’associazione di categoria britannica delle aziende di ponteggi e accesso in quota, con il sistema Cisrs perla formazione di queste figure che ha consentito di abbattere dell’80% gli infortuni. Come? Intervenendo sulla formazione dei ponteggiatori che oggi, in Fvg, prevede, come a livello nazionale, un percorso di 28 ore.

Se n’è parlato a Piacenza, durante le Giornate italiane del calcestruzzo, dove l’assessore al Lavoro della Regione Fvg, Alessia Rosolen, ha annunciato: «Stiamo lavorando per inserire la figura professionale del ponteggiatore all'interno dei percorsi del sistema regionale della formazione professionale, per dare risposte concrete alle imprese e rafforzare ulteriormente la sicurezza nei cantieri».

L’iniziativa è nata dalla volontà di Nereo Parisotto, presidente della Pilosio di Tavagnacco, azienda leader nella produzione di ponteggi.

Riproduzione riservata © il Nord Est