Trieste Airport, Fabio Gallo è il nuovo ad

Il manager indicato da F2i arriva dall’aeroporto di Alghero. Il presidente Marano: «Garantirà una crescita continua»

Marco Ballico

Trieste Airport ha un nuovo amministratore delegato dopo un mese e mezzo di vacanza. Il Consiglio di amministrazione della società di gestione dello scalo regionale ha nominato in quel ruolo Fabio Gallo, manager che raccoglie il testimone lasciato da Marco Consalvo, chiamato a guidare l’Autorità di sistema portuale.

Un passaggio di consegne nel segno della continuità, in una fase di crescita senza precedenti per l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia. «La leadership di Gallo garantirà una crescita continua», assicura il presidente Antonio Marano. «Mi complimento con lui per la nomina ed esprimo piena fiducia nella nuova guida dell’aeroporto».

Piemontese di Casale Monferrato, classe 1982, Gallo è un dirigente espresso dal socio privato: è infatti uomo di F2i, il fondo che detiene il 55% delle quote della società (con la Regione Fvg al 45%). Il suo profilo è stato indicato al termine di un percorso di selezione in capo al fondo. Dopo il successivo colloquio con il presidente Marano, si è infine proceduto a un contratto a tempo indeterminato, con orizzonte legato alla legislatura regionale: l’incarico durerà quindi fino all’approvazione del bilancio 2027, prevista nella primavera 2028.

Gallo arriva a Ronchi dei Legionari dall’aeroporto di Alghero, scalo che fa parte del network F2i, dove ha maturato una lunga esperienza operativa e gestionale. Laurea magistrale in economia aziendale alla Liuc, master all’Ie Business School di Madrid, il nuovo ad ha costruito la carriera professionale tra finanza, sviluppo del traffico e gestione industriale. In Sardegna ha ricoperto gli incarichi di direttore finanziario, direttore sviluppo business, responsabile appalti e acquisti, fino alla nomina a direttore di esercizio nel 2023. Un curriculum che lo colloca pienamente dentro la filiera aeroportuale e infrastrutturale.

Alle spalle c'è il decennio di Marco Consalvo, protagonista insieme al presidente Marano della trasformazione dell’aeroporto. La “coppia della svolta” ha accompagnato Trieste Airport dal ruolo di ente a quello di azienda, superando passaggi complessi come la gara di privatizzazione andata deserta nel 2018, gli anni del Covid e la conseguente paralisi del traffico aereo. Un percorso che ha portato a investimenti per circa 40 milioni in infrastrutture, sostenibilità e innovazione, fino all’obiettivo delle emissioni zero entro il 2027 grazie al sistema fotovoltaico.

I numeri raccontano l’eredità che Gallo si troverà a gestire. Le rotte sono oggi 27, quasi triplicate rispetto al periodo pre-Covid. Il traguardo simbolico del milione di passeggeri è stato superato nell’ottobre 2024, nel 2025 si è saliti a 1,65 milioni e per il 2026 l’asticella è fissata a 1,7 milioni, con l’obiettivo dichiarato di toccare quota 2 milioni entro il 2028. In mezzo, la scelta strategica di portare a Trieste una base Ryanair, la diciannovesima in Italia, resa possibile anche dalla cancellazione della tassa comunale d’imbarco decisa dalla Regione.

Le sfide non mancano. In primo luogo, la prosecuzione dell’attuazione del piano industriale, senza rallentamenti in una fase in cui lo scalo, notizia dell’agosto scorso, è entrato nella classifica dell’Airport Council International (Aci) Europe tra i primi cinque aeroporti di medie dimensioni in Europa, al secondo posto per crescita del traffico. Sarà quindi fondamentale proseguire nell’ampliamento dei collegamenti, con il recupero di rotte perse come Monaco e la caccia a nuove destinazioni: si parla di Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam, Istanbul, ma pure di Vienna e Zurigo, mercati naturali per un aeroporto che guarda sempre più all’Europa centrale.

C’è poi un altro dossier delicato: quello delle rotte domestiche e della continuità territoriale. Le cancellazioni dell’ultimo minuto operate da Ita su Milano (ma anche su Roma) hanno lasciato strascichi e malumori tra gli utenti. Trieste Airport non mette però in discussione il valore strategico del collegamento con Linate e lavora al rinnovo della continuità territoriale, in scadenza il prossimo 31 agosto, cercando un modello più sostenibile, con Ita o con un altro vettore. Il collegamento con Milano rimane una rotta di servizio pubblico, alternativa reale al treno, anche alla luce della fermata annunciata al Marco Polo di Venezia, con allungamento dei tempi di percorrenza ferroviaria.

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