Al Trieste Airport cargo a picco: «Possiamo ricostruire i volumi»
Nello scalo di Ronchi dei Legionari si punta a una ripresa dei flussi. «Dialogo costante tra aeroporto, vettori e operatori locali del settore»

Nel 2025 il comparto cargo nazionale (merci e posta) ha movimentato oltre 1,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 2% rispetto al 2024 e Milano Malpensa in testa con il 61% del totale. In questo scenario, con Venezia che con 62mila tonnellate (alle spalle di Roma Fiumicino, terzo risultato italiano) fa segnare il +0,6%, Trieste Airport ha sommato non più di 18 tonnellate (-86%), una contrazione che, come ha fatto sapere la società in un incontro con gli operatori, è riconducibile sia alla fase pandemica che all’evoluzione delle commesse.
In questo contesto, «l’obiettivo è ora ricostruire gradualmente i volumi, riportando il traffico su un percorso di stabilità e crescita sostenibile, in coerenza con la domanda espressa dal territorio e con le opportunità offerte dal network internazionale recentemente riattivato». Il riferimento è al nuovo contratto con Lufthansa Cargo, di cui sono stati informati ieri gli spedizionieri della regione con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione e condividere strategie di sviluppo per il traffico merci.
La riapertura sia in import (dallo scorso 12 gennaio) che in export (da lunedì prossimo) consente la ripresa del servizio merci bisettimanale via camion tra Trieste Airport e l’hub di Francoforte, oltre a una gestione integrata delle spedizioni via Roma Fiumicino e Milano Linate, pure in capo a Lufthansa Cargo, motivo per attendersi un progressivo recupero dei flussi.
Il focus, spiega ancora la società, «è oggi sulla piena riattivazione del prodotto e sul consolidamento del dialogo con gli operatori logistici del territorio».
Più in generale, «il comparto merci rappresenta una quota contenuta rispetto al traffico passeggeri, che negli ultimi anni ha registrato un’evoluzione particolarmente dinamica, ma mantiene un valore strategico per il sistema economico regionale, in quanto infrastruttura di supporto all’internazionalizzazione delle imprese. Il dialogo costante tra aeroporto, vettori e operatori locali del settore – conclude Trieste Airport – si conferma elemento chiave per sostenere non solo il comparto cargo, ma anche la crescita economica e l'internazionalizzazione della regione».
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