Mundys accelera sulla rotta globale, Alessandro Benetton alla presidenza

Conti in crescita e nuovo board per la holding: ricavi a 9,6 miliardi ed Ebitda a 5,9 miliardi. Mangoni confermato Ceo, il gruppo punta su espansione internazionale e nuove concessioni

Roberta Paolini

La trasformazione di Mundys a gruppo infrastrutturale globale può dirsi compiuta. Alla vigilia dell’assemblea del 30 marzo, che rinnoverà il consiglio di amministrazione, la multinazionale presenta conti in crescita e una governance che rafforza il ruolo della galassia di Ponzano Veneto sulla holding infrastrutturale.

Dalle designazioni inviate dai soci emerge infatti che Alessandro Benetton sarà il nuovo presidente della società che controlla autostrade, aeroporti e infrastrutture in diversi continenti.

Un passaggio che segna una progressione naturale nel percorso impresso dall'arrivo di Alessandro al vertice della cassaforte di famiglia, tra cui la trasformazione della ex Atlantia in Mundys e l'approdo del nuovo partner finanziario Blackstone. Benetton nell’ultimo mandato aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente, ma di fatto già rappresentava il punto di raccordo tra la holding di famiglia, Edizione, e il gruppo operativo.

Ora il salto formale alla presidenza arriva in una fase di consolidamento industriale e finanziario. Accanto a lui resterà Andrea Mangoni, confermato amministratore delegato per il prossimo triennio, con il compito di continuare a guidare l’espansione operativa del gruppo.

Il nuovo assetto del board rafforza la presenza di Edizione nel governo della società. Oltre allo stesso Benetton, nel consiglio entreranno Enrico Laghi, ad della holding di famiglia, insieme a Ermanno Boffa, Christian Coco e Stefania Dotto, tutti espressione diretta della struttura finanziaria del gruppo. Blackstone ha indicato tre manager del proprio team infrastrutturale: Peter Joseph Guarraia, Adam Neil Kuhnley e Scott Schultz. A completare il quadro Carlo Cottarelli, indicato da Fondazione Crt. L’attuale presidente Giampiero Massolo resterà nel consiglio con il ruolo di vicepresidente.

Nel 2025 Mundys ha registrato ricavi per 9,6 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente e con una crescita media annua del 6% dal 2023. Ancora più significativo il risultato operativo: Ebitda a 5,9 miliardi, in crescita del 5% sul 2024 e dell’8% medio annuo nell’ultimo triennio. Dietro questi numeri c’è una dinamica industriale abbastanza lineare: traffico autostradale in aumento dell’1,8% e traffico aeroportuale in crescita del 4% (Aeroporti di Roma ha raggiunto il record di 50 milioni di passeggeri). Un andamento che conferma come la ripresa dei flussi di mobilità globale continui a sostenere i ricavi del gruppo. Parallelamente aumentano gli investimenti. Nel 2025 Mundys ha destinato 1,8 miliardi di euro allo sviluppo delle infrastrutture, il 25% in più rispetto all’anno precedente. Un segnale di accelerazione dopo anni in cui il settore aveva rallentato i programmi di spesa.

Il vero terreno su cui si misura la strategia del gruppo resta però quello delle acquisizioni e delle concessioni all’estero. Negli ultimi tre anni Mundys ha realizzato operazioni per un valore complessivo di circa 8 miliardi di euro di enterprise value. Tra queste spicca l’acquisizione, tramite Abertis (circa 8.000 chilometri di autostrade attraverso 34 concessioni in 10 Paesi), della A63 in Francia, una delle principali autostrade nel Sud Ovest del Paese. In parallelo il gruppo si è rafforzato in America Latina. Al 31 dicembre, Mundys gestisce circa 403 chilometri di infrastrutture autostradali tramite Grupo Costanera e Los Lagos in Cile (9 concessioni) e Stalexport Autostrada Malopolska in Polonia (una concessione). Grupo Costanera ha ulteriormente ampliato la propria presenza in Cile aggiudicandosi le concessioni Temuco-Rio Bueno (lunga 182 chilometri) e Chacao-Chonchi (lunga 126 chilometri). È una strategia che punta a ridurre la dipendenza dai singoli mercati.

La presidenza di Alessandro Benetton, più che una semplice rotazione di incarichi, segna questo passaggio: la trasformazione di Mundys a piattaforma globale. Una partita che si giocherà soprattutto fuori dall’Italia, in una nuova traiettoria industriale.

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