Idroelettrico, il contenzioso sui canoni deciso dalla Cassazione: i gestori devono pagare
La sentenza che ha dato ragione alla Regione Lombardia rappresenta un precedente positivo per i contenziosi avviati in Fvg da Edison e A2A

Una sentenza della Corte di Cassazione, destinata a fare scuola, interviene sui contenziosi promossi dai concessionari di grandi derivazioni idroelettriche che contestano alle Regioni l’applicabilità alle concessioni non scadute del nuovo canone binomio (composto da una parte fissa e una variabile) e della quota di energia gratuita introdotti dalla legge 12 del 2019.
Il massimo organo della giustizia italiana ha infatti dato ragione alla Lombardia nei ricorsi presentati da alcuni concessionari idroelettrici che avevano omesso di versare gli importi richiesti. La Corte ha chiarito che le disposizioni relative al cosiddetto canone binomio — composto da una quota fissa e una variabile — e l’obbligo di cessione gratuita di energia (nella misura di 220 MWh per MWh di potenza nominale media di concessione) si applicano a tutte le concessioni di grande derivazione a uso idroelettrico. Sia scadute sia in corso di validità.
La sentenza, che porterà 205 milioni di euro nelle casse della Regione Lombardia, è destinata ad avere effetti anche in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito dei ricorsi avviati da A2A ed Edison, titolari rispettivamente di una e quattro concessioni tra le province di Udine e Pordenone.
La norma regionale approvata nel 2020, che recepisce quella nazionale, ha rideterminato i canoni di concessione introducendo una quota fissa e una variabile, oltre a una quota di energia gratuita (monetizzabile). Disposizioni applicabili anche alle concessioni non scadute che hanno spinto i gestori in tribunale.
Su 70 milioni di euro dovuti al Fvg, i concessionari ne hanno versati 46: Edison l’intero importo, A2A solo metà dei canoni di concessione e nulla per quanto riguarda l’energia gratuita. Di questi, la Regione – che in legge ha stabilito di riconoscere ai Comuni interessati dagli impianti il 100% dei canoni – ha deciso di girare solo la metà degli importati ( in via precauzionale) agli enti locali. Una cinquantina di municipi che dunque a breve dovrebbero ricevere oltre 40 milioni: l’altra metà della quota dei canoni già versati alla regione e circa 24 milioni di euro che potrebbero arrivare a breve alla luce della sentenza della Suprema Corte.
Ad annunciarlo, ieri in collegamento con i sindaci del gruppo di lavoro dedicato alle grandi derivazioni idroelettriche, è stato l’assessore regionale all’Energia, Fabio Scoccimarro: «Forte di questa giurisprudenza di legittimità il nostro auspicio è che i contenziosi ancora aperti tra la Regione e le società A2A ed Edison possano risolversi molto rapidamente. Apprezziamo, in particolare, la posizione di A2A, che ha già comunicato l’intenzione di chiudere in tempi brevi quanto di propria competenza, senza ulteriori rinvii. Chiudere queste pendenze significa poter destinare finalmente decine di milioni di euro allo sviluppo e alla valorizzazione dei territori montani».
Nell’occasione, Scoccimarro ha ribadito la volontà della Regione di giocare da protagonista la partita del rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche.
«Il traguardo finale — ha aggiunto l’assessore ieri — resta quello di affidarne la gestione a una società mista a maggioranza regionale. L’acqua è una nostra ricchezza e le grandi infrastrutture idroelettriche devono diventare un volano di sviluppo per le valli che ospitano gli impianti –– ha concluso – garantendo un flusso costante di entrate ai comuni e alle comunità, cui abbiamo deciso di destinare il 100% delle risorse».
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