Il cuore tecnologico di Chiurlo per cavalcare la transizione
Leonardo Barbui: «Un forte valore aggiunto grazie alle nuove professionalità»

In principio c’era la vendita di prodotti petroliferi, che per un secolo ha rappresentato l’unica attività di Chiurlo. Poi, tra il 2003 e il 2004, la prima svolta che ha cambiato il corso della storia dell’azienda friulana: la costituzione di Chiurlo Tec, nata per essere il braccio operativo del gruppo nel campo dei servizi tecnologici e capace di imporsi, in poco più di vent’anni, tra i maggiori player a Nordest nel campo della manutenzione di impianti termotecnici ed elettrici, di riscaldamento ed efficientamento energetici e nella gestione delle reti di illuminazione pubblica.
L’addio all’Eni
«In poco più di vent’anni Chiurlo Tec è diventata un’azienda leader nel settore in cui opera, capace di generare un forte valore aggiunto grazie al costante apporto di nuove professionalità, sulle quali abbiamo investito continuiamo a investire tantissimo». A raccontare la svolta è Leonardo Barbui, entrato in Chiurlo nel 2001 e oggi amministratore delegato della Sartori, la holding della famiglia che dal 2014 controlla il 100% del gruppo. Un gruppo, appunto, che ha saputo imboccare in anticipo la strada della differenziazione, della crescita tecnologica e della transizione energetica.

Il primo bivio decisivo, spiega Barbui, fu probabilmente nel 1999 l’uscita dal capitale dell’Eni, il colosso energetico che deteneva il 50 per cento delle quote di Chiurlo e che, forte di quella posizione, dettava le strategie del gruppo, confinandone l'attività nello storico core business della vendita di prodotti petroliferi. Soci di Eni, le famiglie Sartori e Colla rilevarono le quote del cane a sei zampe ed ebbero finalmente mano libera nel ridisegnare le scelte di mercato.
Le mosse destinate a cambiare le strategie dell’azienda, e a trasformarla in gruppo, furono figlie del nuovo assetto proprietario e dell’apertura dei mercati del gas e dell’energia. Nel 2004, come detto, nacque Chiurlo Tec, tre anni dopo, nel 2007, sull’onda della liberalizzazione del mercato del gas, Chiurlo decise di entrare nel settore come venditore a clienti sia residenziali che industriali. A completare l’offerta, infine, anche la vendita di energia elettrica, scelta che venne fatta nel 2016.
I numeri di oggi sono frutto di questo percorso, segnato anche da una spiccata managerializzazione a supporto delle strategie della famiglia Sartori, che dal 2014 controlla interamente il gruppo e continua a guidare, con la sua terza generazione, le tre società che lo compongono. Se Leonardo Barbui affianca come amministratore delegato il presidente Alberto Sartori alla guida della holding di famiglia, le due aziende operative seguono lo stesso schema. In Chiurlo il tandem è formato da Francesco Sartori, fratello di Alberto, e dal triestino Michele Petz, ex Shell Italia, entrato come ceo dal 2024 (sarà tra i relatori del Forum di mercoledì). In Chiurlo Tec da Ariella Sartori, cugina di Alberto e Francesco, e da Pierluigi Barollo, nel gruppo dal 2021.
Chiurlo Tec strategica
Dietro alla crescita dei fatturati e dei bacini di mercato ci sono anche gli investimenti in tecnologia e in nuove professionalità. Si spiega così un volume d’affari che nel 2025 ha superato i 180 milioni. Oltre 150 quelli generati da Chiurlo, dove l’apporto della vendita di carburanti, il business storico del gruppo, è oggi quasi eguagliato dalle vendite di gas ed energia. «Gestiamo infatti oltre 45 mila punti di erogazione tra residenziale e aziendale, situati per la metà in Friuli Venezia Giulia, ma con un mercato che abbraccia tutto il Nord», spiega Barbui.
Se i 152 milioni di volume d’affari di Chiurlo generano un Ebitda di 6,1 milioni, ai 30 milioni di fatturato di Chiurlo Tec corrisponde un margine lordo vicino al 10 per cento (2,8 milioni), una dato che premia la scelta strategica fatta nel 2004. «Nata da zero», commenta ancora l’amministratore delegato di Sartori, «Chiurlo Tec ha saputo anticipare e cavalcare l’onda della transizione energetica: oggi è il nostro gioiello tecnologico, specializzato nella manutenzione di impianti termotecnici ed elettrici, nell’efficientamento energetico, nella progettazione di impianti fotovoltaici per aziende, per l’agricoltura e per il residenziale».
Ottantamila punti luce
Ad arricchire il portafoglio concorrono anche gli impianti di illuminazione pubblica, con oltre 80 mila punti luce in gestione, che fanno di Chiurlo Tec uno dei principali player del settore a Nordest, in primis in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto orientale. Ed è stata proprio Chiurlo Tec a trainare la crescita dimensionale del gruppo, che nel giro di 5-6 anni ha quasi triplicato i suoi dipendenti, oggi 270.
Dietro all’espansione della galassia Chiurlo anche una politica di acquisizioni mirate, all’insegna della strategia dei piccoli passi: risale al 2023 quella della Elettrica Gover di Codroipo, mentre è recentissimo l’acquisto della Metanotre di Tarcento, annunciato nelle scorse settimane. Le due operazioni sono state concluse entrambe in Friuli, ma per i prossimi obiettivi, già nel mirino nel gruppo, Chiurlo guarda anche al Veneto. «Ma sempre in un’ottica di sinergia», precisa Barbui, «perché vogliamo sì continuare a crescere, ma restando fedeli alle nostre caratteristiche e creando valore attraverso la professionalità che sappiamo esprimere. Con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento territoriale per il settore energetico, sia in termini di qualità del servizio, sia per le soluzioni tecnologiche all’avanguardia che sappiamo offrire ai nostri clienti».
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