Il ministro della Difesa Crosetto interviene a Deportibus: «Porti nodi essenziali tra economia e sicurezza»

Per il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti: «Infrastrutture strategiche». Assente il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini

Diego D'Amelio

 

I tempi sono quelli che sono e la prima delle tre giornate ravennati a Deportibus ne è specchio.

Poco spazio a traffici e commerci, molto a geopolitica, strategia e infrastrutture, asset da difendere. Restano sullo sfondo gli aspetti logistici: i primi saluti istituzionali li fa (in video) il ministro della Difesa Guido Crosetto, seguito (in video) dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini non pervenuto. Crosetto cita il ruolo dei porti «infrastrutture economiche» e «nodi essenziali della sicurezza e competitività della proiezione internazionale di una nazione che ha 8.000 km di costa immersa nel Mediterraneo. Il mare è uno dei principali spazi strategici globali. Ne dipendono approvvigionamenti energetici, commerci, catene logistiche, comunicazioni digitali, stabilità economica». E «in un momento in cui la pace non è scontata, la pace resta il nostro obiettivo»: qui è l’appello alla «difesa comune come capacità europea integrata di difendersi, complementare alla Nato».

L’intervento di Giorgetti

Di valori economici parla Giorgetti: «Nel 2025 sono stati movimentati 510 milioni di tonnellate di merci nei nostri porti con un +3,5%. Il nostro obiettivo dev’essere collocare l'Italia in posizione di primazia nei collegamenti marittimi e mediterranei. Questa ambizione è la linea direttrice della riforma della governance portuale che il governo ha sottoposto al Parlamento. Investire in modo efficace nei porti significa far crescere l'intero sistema territoriale e le imprese esportatrici». Si torna alla geopolitica: «L'opinione pubblica», dice Giorgetti, «sta prendendo coscienza del peso economico della viabilità marittima. La crisi di Hormuz ha dimostrato che la chiusura di un choke point (collo di bottiglia, ndr) produce effetti immediati su traffici, costi assicurativi, energie, logistica. La sicurezza marittima è parte integrante della sicurezza economica nazionale. I porti sono infrastrutture strategiche, non mere strutture di servizio».

Verso un nuovo ordine per la sicurezza della navigazione

Prima di lasciare spazio ai panel su intermodalità, energia e crociere, buona parte della giornata continua sul tema. Per l’analista geopolitico Dario Fabbri, «abbiamo scoperto ciò che è sempre stato e cioè che la questione di porti e stretti è decisiva». L’intervento più chiaro è dell’ex capo di Stato maggiore della marina Giuseppe De Giorgi: «Sta finendo l’ordine di Yalta che ha garantito per 70 anni navigazione e sicurezza marittima. Hormuz e gli attacchi Houthi ci fanno vedere come piccole realtà siano in grado di interrompere il nostro sistema vitale». Su Suez, l’ammiraglio rimarca che «alternative come il passaggio del capo di Buona speranza significano marginalizzare il Mediterraneo»; e sullo stallo iraniano sottolinea l’impatto sui prezzi di carburanti e alimentari. Poi le necessità stringenti in casa: «Siamo in piena rivoluzione tecnologica, con droni e AI. Dobbiamo diventare consapevoli della necessità di proteggere i nostri porti dalle minacce». 

Riproduzione riservata © il Nord Est